Arrivederci Maestro: il nostro saluto a Ettore Scola

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Italian director Ettore Scola poses for photographs during the photocall for the movie "Che strano chiamarsi Federico! Scola racconta Fellini (What a strange call was Federico! Scola tells Fellini)", in the famous Studio 5 of the Cinecitta' Studios, in Rome, Italy, 04 June 2013. The movie tells the story of the great Italian director Federico Fellini. ANSA/CLAUDIO ONORATI

Francesco De Belvis ricorda il grande regista italiano 

Tra non molto la famiglia di Dituttounpop si allargherà con le, speriamo feroci,  critiche cinematografiche di Francesco De Belvis.

Questa mattina volevamo contattarlo per chiedergli un ricordo di Ettore Scola, perché per parlare di un tale gigante serviva chi la sua opera la conosce bene, ma leggendo il suo status di Facebook, era già pronto. Quindi glielo abbiamo“rubato”:

Con la morte di Ettore Scola se ne va l’ultimo grande regista di peso della nostra cinematografia migliore.

Quello di “Una giornata particolare” (uno dei 10 film della mia vita), quello de “La Terrazza”, de “La Familia”, di “Ballando Ballando”, di “Brutti, sporchi e cattivi”, di “C’eravamo tanto amati”, di “Dramma della gelosia”.

Tanto per citarne alcuni. Il regista che più di tutti ha saputo raccontare l’Italia e gli italiani tra quattro mura, con lo scorrere del tempo a scandire le emozioni, gli interpreti, gli eventi e le storie più sincere.

L’ho incontrato l’ultima volta alla proiezione speciale della versione restaurata de La terrazza proprio lo scorso ottobre, in occasione dell’ultima Festa del Cinema, dove era un habitué da anni anche solo come semplice spettatore e dove quest’anno è comparso anche come ospite speciale d’onore in occasione di un bellissimo documentario su di lui montato dalle figlie Silvia e Paola, e gli ho stretto la mano, come ho fatto sempre ogni volta che mi è capitato di incontrarlo (non di rado lo si poteva scorgere a cena in qualche locale tipicamente romano assieme alla moglie o alle figlie).

E la sua risposta è sempre stata la stessa: “Grazie a lei per l’affetto. Evviva i giovani.” (testo di Francesco De Belvis).

Secondogenito e gemelli: questo la dice lunga sul mio carattere. “Ottantologo”, Pop addicted,nel corso degli anni ho collaborato con diverse testate, tra cui L@bel, Progress e Aut. La moda è la mia passione più grande perché è cultura, è visione sociologica della vita e del mondo. La Rete è la mia seconda casa. Sono dieci anni che il mio avatar è Psikiatria80, nome del mio primo blog, ma anche di tutti i miei profili sui tanti social network.