Ciao Marta!

0

Icona, musa, modella, stilista. con Marta Marzotto se ne va un pezzo della storia pop e non solo del nostro paese.

Ciao Marta! Ho scritto così nel mio profilo Facebook pubblicando una foto pubblicitaria della Standa degli anni’80.

La Marta di cui parlo è ovviamente la Marzotto. Per voi, generazione di ventenni di questi anni, è quella signora, orgogliosamente anziana, che girava indossando dei Kaftani (favolosi) e gioielli esagerati. Marta Marzotto per come l’ho amata io è stata sicuramente una delle icone social pop delle generazioni degli anni ’70 e ’80.

Quando ero piccolo di lei sapevo, sentendo i racconti di mia madre o leggendo di lei sulle testate di gossip, che era stata la musa del pittore  Reato Guttuso, che era stata sposata con il Conte Umberto Marzotto e che era la Regina dei salotti.

Marta – Martissima come la linea che creò per la Standa –  non era un personaggio lontano per me. Lei è sempre stata una donna eccessiva, una femminista, dietro le sue pellicce – tante  – i suoi gioielli – M.E.R.A.V.I.G.L.I.O.S.I – il suo modo di ridere, il suo incarnare senza remore lo spirito degli anni’80 del Craxismo, della Milano da bere da una parte e di una Roma “salottara”  – passatemi il termine – dall’altra.  Lei sposata con un aristocratico, amante di un comunista, amica del partigiano Pertini,  sapeva farsi amare dal popolo, dalle persone vere, il suo nascere povera da gente umile, il passato da mondina prima e modella poi, la rendevano simpatica a tutti.

Libera e bella, quando essere donne libere significava davvero qualcosa. Una volta parlando con delle (mie) amiche Trans di quando venne approvata nel 1982 – in un’Italia cattolica, ma non oscurantista come oggi –  la legge per cui stavano battendo da anni,  a fare la spola tra il Parlamento e il Pantheon dove erano  in presidio tutte le attiviste e gli attivisti trans fu proprio lei.

Donna libera di amare, libera di essere quello che voleva, capace di farsi scivolare addosso tutte le offese e le cattiverie.

Nel mio immaginario iconografico lei e le sue rughe, mai piallate, ha un ruolo importante. Oggi troviamo così naturale che un personaggio collabori con le catene dei fast fashion, ma allora quando nacque per La Standa la linea Marta Martissima le donne che compravano nel grande magazzino potevano in qualche modo comprare il suo stile di vita. In tal senso lei è stata una vera pioniera.

Marta Marzotto era un brand, un modo di essere, un qualcosa che andava oltre la persona. Il personaggio Marta Marzotto ti diceva vivi e goditi la vita. Fregatene di tutto e di tutti.

Sorridi sempre perché la vita va vissuta.  Il mio ricordo di lei è questo. una donna POP, opulenta e semplice, colta e frivola, indipendente e materna.

 

Secondogenito e gemelli: questo la dice lunga sul mio carattere. “Ottantologo”, Pop addicted,nel corso degli anni ho collaborato con diverse testate, tra cui L@bel, Progress e Aut. La moda è la mia passione più grande perché è cultura, è visione sociologica della vita e del mondo. La Rete è la mia seconda casa. Sono dieci anni che il mio avatar è Psikiatria80, nome del mio primo blog, ma anche di tutti i miei profili sui tanti social network.