Daniele Groff torna con Bellissima la verità: “Oggi ho maggiore consapevolezza. All’inizio mi sentivo incompreso”.

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Daniele Groff, il ragazzo portato a spasso da Daisy, torna con Bellissima la verità, il singolo che anticipa il nuovo album previsto per Marzo/Aprile: “Oggi ho maggiore consapevolezza. All’inizio mi sentivo incompreso”. 

Lo ricordiamo tutti per Daisy, la sua canzone d’esordio che, una volta ascoltata, era impossibile non canticchiare. Daniele Groffpioniere delle sonorità indie pop/rock in Italia, dal 1998 al 2007, pubblica tre album, VARIATIO 22, BIT, SEI UN MIRACOLO e il singolo “Prendimi” realizzato con la partecipazione di Volker Hinkel dei Fools Garden. Dopo quale anno di pausa e di riflessione personale, come lui stesso ci ha consigliato in quale sua canzone (“Adesso raccogli ogni momento, riposati un secondo, e prenditi il tuo tempo”), Daniele è tornato con la sua musica e con le sue canzoni e proprio in questi giorni siamo riusciti a raggiungerlo telefonicamente per farci raccontare qualcosa di più del nuovo singolo “Bellissima la verità” e del suo nuovo progetto a cui sta lavorando da qualche anno.

Prima di lasciarvi all’intervista e al videoclip di Bellissima la verità, vorrei ringraziare personalmente Daniele che, nonostante i tanti impegni, è riuscito a dedicarci il suo tempo.

Bellissima la verità segna il tuo ritorno nel panorama musicale. Quanto uscirà l’album e dovremmo aspettarci delle “sonorità” nuove?

Bellissima la verità è un pezzo di vita, un po’ della mia e molto di quella che respiri negli altri, in chi ami, in chi ti sta intorno, di quella che vorresti, di quella che hai nel cuore. C’è il mistero, c’è che stasera va così ma domani andrà meglio, c’è che non sappiamo niente, c’è una madre che canta, ci sono montagne da scalare e fiumi in cui scorrere, demoni da affrontare, paure da superare e con cui convivere, vicoli bui, domande e risposte, dubbi e speranze, nostalgia e presenza, tesori sommersi e vele bianche spiegate per salpare ancora. Rappresenta un po’ la prua della nave, vediamo quanta strada riuscirà a fare. Per l’uscita dell’album lasceremo sfogare gli artisti sanremesi e noi ci collocheremo indicativamente in Marzo/Aprile. Ho fatto degli esperimenti nel nuovo album, ho inserito dell’elettronica, ma le canzoni rimangono al centro di tutto.

Risale al 2007 la pubblicazione di “Prendimi” il tuo ultimo singolo. A Novembre 2015 pubblichi “Bellissima la verità”. Cosa ha fatto Daniele Groff in questi otto anni?

E’ stato un episodio non proprio isolato, nel senso che c’era anche un disco pronto per essere pubblicato, un disco che ho lavorato insieme ad una band che ebbe grande fortuna e successo anni fa, i Fools Garden (la band del successo Lemon Tree con oltre 6 milioni di copie vendute in tutto il mondo). Loro mi contattarono perché sapevano che c’era in Italia un cultore del British Pop, decidemmo di fare qualcosa insieme e abbiamo prodotti alcuni pezzi ..quasi un disco e da questo abbiamo estratto un singolo. Poi nel 2008, io e il mio produttore siamo stati intercettati da una etichetta francese….mi è capitato di fare interviste per canali importanti francesi…e poi questa etichetta come è nata è andata via e l’avventura si è fermata lì. Alla fine del 2008 non ero più soddisfatto di quello che stava succedendo intorno a me, dopo alcuni anni svanisce l’energia e mi son fermato, mi son messo a studiare canto a riscrivere altre canzoni, poi altre cose personali che mi sono successe e il tempo è passato. Il progetto è abbastanza ampio, perché ha avuto un viaggio attraverso l’Europa, alla ricerca di confronti con persone e personaggi della discografia europea che mi hanno aiutato a far crescere il progetto, che inizialmente era in inglese. Lo sforzo però produttivo era notevole e quindi da qualche anno ho riscritto tutti i testi in italiano e mi sono preparato per il mercato italiano.

Esplodi grazie a “Daisy” contenuta in VARIATIO 22, l’album del tuo esordio discografico. Come è cambiato Daniele dal 1999 ad oggi?

Quello che sento di più è una maggiore consapevolezza, probabilmente viene con l’età. Ero molto dentro questa ondata che stava arrivando del British Pop e mi sentivo anche molto incompreso in Italia, perché sonorità di quel genere non andavano molto.

Variatio 22, Bit Bit e Mi accordo, se dovessi scegliere 3 canzoni per ogni album che hai pubblicato quali sceglieresti e perché?

Sul primo (Variatio 22) vado di istinto e anche per quello che mi hanno dato le canzoni: Daisy non potrà mancare. A me è piaciuta Io sono io, forse la più rock del disco e per la terza, visto che mi è piaciuta l’esperienza del pezzo in inglese che non è mio, di un gruppo inglese degli anni 60, che si chiama Green in the Park, una canzoncina niente male, mi è piaciuto cantarla perché utilizzammo i nastri originali della band e io ci ho registrato sopra la voce.

Di Bit, “If You Don’t Like It”, che è stato il primo singolo che è un pezzo fuori dalla mia discografia e dal mio mood però stavo ricercando stavo cercando sonorità diverse, mi ero ispirato al disco di Madonna che era uscito. C’è l’esperienza di Lory, con Lucio Dalla e una su tutte potrebbe essere Chicca, una canzone improvvisata davanti al microfono.

Di Mi Accordo “Sei un miracolo” non la posso lasciare, “Come sempre” e la terza, a cui sono moltissimo legato, è “Ingiustissima Realtà”.

Daniele-Groff-1Se dovessero proporti un album di cover musicali, quale canzoni sceglieresti?

Mi piacerebbe prendere qualche pezzo di Eddie Webber tratto dalla colonna sonora di Into The Wild, come ad esempio Guaranteed. Prenderei un pezzo di Sting o dei Police, Shape Of My Heart piuttosto che Every Breath You Take. Poi scegliere Wonderwall o Live Forever degli Oasis. Mi piacerebbe anche se non oserei mai, un pezzo dei Beatles e farei una cover di Bach al pianoforte.

Due Festival di Sanremo all’attivo: nell’anno 1999 con “Adesso” in cui sei arrivato quinto e poi nel 2004 con “Sei un Miracolo”. Cosa ti porti di quelle esperienze e hai presentato quest’anno una canzone per partecipare?

Non ci siamo presentati perché abbiamo scelto di uscire prima in autonomia. Forse ci presenteremo il prossimo anno, dipende da come andrà quest’anno. Forse era anche “presuntuoso” presentarsi adesso….forse non mi avrebbero nemmeno preso perché la televisione vuole nomi recenti. E’ comunque un programma televisivo con delle logiche extra musicali che bisogna rispettare e comprenderle.

Moltissimi ragazzi oggi ricorrono ai talent show, quale è il tuo rapporto con essi?

Seguo molto poco la tv, seguo di sfuggita le notizie che arrivano, ascolto qualche pezzo e se mi arriva qualche nome. E’ una delle occasioni per farsi notare sicuramente da un lato non sono particolarmente critico nel senso che mi rendo conto che i tempi cambiano e la società….ma di fatto bisogna saper valutare che queste sono le reali opportunità. E’ un sistema che privilegia la televisione, la spettacolarizzazione a scapito del coltivare veramente una carriera, una artista…..E’ un consumismo esasperato che si è introdotto anche nell’ambiente musicale, è un uso e getta programmato per far soldi. Mentre una volta gli interessi andavano di pari passo anche con lo sviluppo di talenti, adesso è difficilissimo, non dipende dal talento dei ragazzi, dipende dal fatto che loro vogliono cambiare il modello, quindi anche il pubblico che guarda quelle trasmissioni non si affeziona alla tua musica ma alla faccia del personaggio.

Facciamo sempre questa domanda alla fine. Come mai qui da noi in Italia il POP viene visto come un universo “leggero” e “poco” alto e da prendere poco sul serio?

Secondo me perché non abbiamo una scuola di spettacolo, di costume….non abbiamo quella formazione che hanno sicuramente gli americani e in più, per la nostra tradizione millenaria viviamo sulle glorie del passato e abbiamo quella sorta di presunzione che noi siamo i depositari della cultura. Di fatto il POP è oggi un genere nobilissimo perché, come tutte le cose, si può fare bene o male. C’è del POP straordinario in cui c’è una forma d’arte ma anche il POP popolare, che abbia delle melodie che la gente possa cantare, può essere fantastico: ad esempio i Coldplay sono molto raffinati nella grafica, sono avanti, c’è una cura dei suoni, e poi c’è il POP di Taylor Swift che è più spettacolare. Non so perché c’è questo snobismo, forse lo si pensa solo come macchina da soldi e basta. Io sono legato al POP che produca delle canzone che restano che mette al centro la canzone, non tanto la hit del momento, non tanto la Taylor Swift o Ariana Grande, che non mi dispiacciono. Se non diventi POP rimani nella nicchia. Se fai una canzone con una melodia orecchiale è automaticamente POP, poi puoi mettere un vestito energico, rock e a quel punto assume venature diverse.

Classe 1983. Nonostante gli studi prettamente scientifici, Liceo Scientifico prima e Facoltà di Ingegneria dopo, ho continuato a coltivare quelle che sono le mie vere passioni, facendo emergere, tra le altre cose, un lato artistico. Le mie giornate durano in media 19 ore, escludendo le ore di sonno. Appassionato di tv (talent e reality in primis), serie tv e teatro, ho collaborato con diversi blog televisivi: InsideTv, Magazinet e Teleblog, pubblicando il Volume #0 di "UN ANNO CON IL SERIAL CLUB".