Dov’è Mario? Il report della conferenza stampa della nuova serie Sky di e con Corrado Guzzanti

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Dov’è Mario? La nuova comedy originale Sky di e con Corrado Guzzanti in onda dal 25 Maggio 2016

Oggi 18 Maggio 2016 è stata presentata a Roma alla stampa Dov’è Mario? la nuova comedy originale Sky scritta e interpretata da Corrado Guzzanti, in onda dal 25 Maggio 2016 su Sky Atlantic HD (e in contemporanea per i primi due episodi su TV8 e Sky Uno).

Al Teatro Ambra Jovinelli erano presenti, oltre a Guzzanti, Mattia Torre (co-ideatore di Dov’è Mario?), Edoardo Gabriellini (regista degli otto episodi che compongono la serie), Lorenzo Mieli (produttore con Wildside), Antonio Visca (direttore di Sky Atlantic HD), Nils Hartmann (responsabile Cinema e Serie TV di Sky Italia) e Andrea Scrosati (Executive Vice President Programming di Sky Italia).

E’ stato mostrato e presentato lo show (nei prossimi giorni il nostro commento ai primi due episodi), ovvero la storia di Mario Bambea (Guzzanti) un professore intellettuale di sinistra che, dopo un incidente automobilistico in cui non si capisce se abbia tentato il suicidio, fa uscire la parte più “becera e caciarona” di sé diventando un comico da quattro soldi, tutto ciò che ha sempre detestato e snobbato.

Si è parlato innanzitutto delle molte guest star presenti nei primi due episodi mostrati in anteprima alla stampa, che si sono “prestate” sia dal mondo politico-giornalistico che comico, come Enrico Mentana, Marco Travaglio, Giovanni Floris, Virginia Raffaele.

Come hanno dichiarato gli stessi Nils Hartmann e Andrea Scrosati poi: “E’ vero che si tratta di una commedia ma quando lavoriamo con Mattia e Corrado lavoriamo a dei prototipi: Dov’è Mario? è un po’ film horror, un po’ saggio, un po’ satira, un po’ thriller, etc. Non era affatto certo che la torta venisse fuori”. Inoltre nel futuro di Sky ci saranno altre produzioni originali di genere comico, non solo drammatico come Gomorra La Serie.

Corrado Guzzanti ha ricordato l’iter creativo divertente e gratificante ma anche difficile e lento per la realizzazione di questa serie tv, che è nata dall’idea di fare un telefilm non necessariamente comico. “In fondo Boris era una serie di nicchia che scaricavano tutti invece di vederla in tv. Poi con Romanzo Criminale e Gomorra si è iniziato a capire che anche in Italia possiamo fare le cose fatte bene”.

Il regista Edoardo Gabriellini aveva lavorato con Guzzanti in veste di attore ma scrivere con lui era un sogno che si realizzava. In fondo lo show rappresenta “il confine fra la nostra integrità e le mille tentazioni del presente”. Lui e Mattia Torre hanno potuto assistere alla genesi della comicità di Guzzanti, che spara 180 battute al giorno e quindi poi c’è un gran lavoro di selezione e tagli da fare.

“A parte che da poco mi è stata diagnosticata una leggera forma di schizofrenia, tutto bene: per fortuna sono entrato alla produzione in corso d’opera”

“Per stare dietro alla musica di Corrado è difficile ci vuole la massima concentrazione”.

“Momenti difficili? Tranne tutti i giorni, beh…”

Attori e troupe – carrello compreso, scherzosamente – si muovevano tutti “a ritmo di Guzzanti” durante le riprese e la produzione spera di aver trovato la giusta armonia.

Dov’è Mario? è una sorta di “La vendetta di Rocco Smitherson” in attesa di un possibile “Aniene 3” per raccontare Renzi (“Matteo risponde”).

Come ha dichiarato poi Antonio Visca: “Ha debuttato in questi giorni con grande successo Sky Mario HD: non perdete Aniene che fa il commento a Game of Thrones!”

“Scrivo così tante boiate che nel complesso qualcosa di buono viene fuori”

Come hanno raccontato Guzzanti e gli altri autori/produttori l’idea di Dov’è Mario? è inizialmente stata concepita a fine 2013 idea per poi attivarsi con la produzione di Wildside qualche tempo dopo. Purtroppo i tempi produttivi restano ancora uno scoglio da superare in Italia, anche se il lavoro che stanno facendo a Sky è davvero encomiabile. D’altronde Guzzanti è uno dei più grandi conoscitori di serie internazionali, ne vede molte.

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Quale altra forma di comicità stimolerebbe Guzzanti? Il comico ammette che sarebbe interessato a fare più cose diverse in tv oltre che vederle, ma avverte anche un po’ di stanchezza, perché le ho fatte per tutta la vita e vorrebbe riuscire a renderle più articolate.

Guzzanti ha ricordato la satira italiana di un tempo, ispirata più al Satudary Night Live e ai Monty Python, con gli sketch, piuttosto che il modello della stand-up comedy che prevale ora, ovvero il pubblico che ride e il comico col microfono.

“Non ci sono più gli intellettuali in Italia? Così dicono, ma nelle notti di luna piena…”

In realtà agli autori di Dov’è Mario? divertiva raccontare un momento di crisi, che magari tra cinque anni ritorna in auge, e “mentre Corrado fumava 80 sigarette al giorno avvelenando lentamente Mattia” si rendevano conto che l’autore non si capisce da che parte sta: “basta intellettuali” oppure “tornate intellettuali”? Non si comprende bene chi è Jekyll e chi è Hyde nella storia e non si sa per chi tifare dal punto di vista dello spettatore: in fondo “sono due mondi non solo complementari ma altrettanto mostruosi”.

“In realtà Dov’è Mario? è una grande storia drammatica. È un racconto morale ma non moralista” ricorda Guzzanti. Il fatto che Mario Bambea poi assomigli a Sgarbi “è stato un errore, non volevamo” scherza il comico “per fortuna ha la R moscia di Rampini, per confondere le acque”.

“Guzzanti rottama i radical chic” come titolo possibile per parlare della nuova comedy provoca una reazione contrita in Guzzanti, poiché “non è stata scritta contro i radical chic ma semplicemente bisognava trovare un alter ego per Bizio e l’unico adatto che c’è venuto in mente proprio perché estremo è stato Bambea. Non si capisce se l’incidente sia solamente la scusa che gli permette di liberare questa parte di sé che voleva sopprimere” Il comico è stato definito dai colleghi “un meticoloso ricercatore delle miserie umane”.

Il governo di oggi e Renzi si prestano alla satira? “Assolutamente sì (ride)”.

Vi anticipiamo per concludere una battuta dallo show:

“Non hai visto il Grande Fratello? Non lo guardare! E non guardare nemmeno Masterchef! È un prodotto della massoneria atlantica!”

Questo perché Scrosati, per chiudere nello spirito di Dov’è Mario? la conferenza si è detto dispiaciuto di questa rivelazione meta-televisiva che fa un personaggio della serie e che a Sky pensavano di tenere nascosto ancora per anni (scherzando), ma poi ha detto: “Tanto sarebbe stato Ricci [Antonio, ndr] a far trapelare la rivelazione”.

Dov’è Mario? – La gallery dall’anteprima stampa