Fuga dall’Isis su Sky TG24: un reportage sulla fuga dal califfato di donne prigioniere e schiave.

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Fuga dall’Isis su Sky TG24: in onda questa sera sui canali 100 e 500 di Sky e sul canale 27 del digitale terrestre.   
In prima tv per l’Italia un reportage sulla fuga dal califfato di donne prigioniere e schiave. Come agisce la rete clandestina che tenta di liberare le donne Yazide schiavizzate. Come sopravvive chi riesce ad uscire dall'”inferno”. Come viene documentata clandestinamente la vita di Raqqa sotto le regole imposte dal califfato. 

 Quello dell’Isis è uno dei regimi più brutali al mondo, specialmente con chi è considerato prigioniero, infedele o peccatore. Le donne, cristiane, Yazide, sono fatte oggetto di vera e propria schiavitù. Così, mentre il mondo esita a salvare le migliaia di persone cadute nella rete dell’Isis, un gruppo di uomini coraggiosi ha deciso di rischiare e andare a salvare una ad una queste donne.

È questo il tema al centro del reportage  “Fuga dall’Isis”, che Sky TG24 propone, in prima visione per l’Italia,  domani giovedì 7 gennaio  alle 21.10 su Sky TG24 HD (canali 100 e 500 di Sky), e in chiaro sul canale 27 del Digitale terrestre.

Questo eccezionale documento è un racconto approfondito e dettagliato di cosa significhi essere una donna prigioniera del regime dell’Isis, attraverso le storie di Khaleel al-Dakhi e Abu Mohammed, due persone che ogni giorno lottano e rischiano la vita perché non vogliono arrendersi al terrore. 

Al confine con l’Iraq le donne yazide vengono rapite in massa dai guerriglieri dell’Isis e poi vendute e trattate come schiave, subendo ogni giorno stupri e sevizie. Khaleel al-Dakhi, avvocato yazida, ha creato una vera e propria rete clandestina per aiutare le donne del suo popolo a fuggire dai territori dello Stato Islamico. 

Grazie al lavoro di questi uomini coraggiosi, centinaia di donne e ragazze sono state salvate: il gruppo corre ogni giorno rischi incredibili per portare queste prigioniere lontano dai loro rapitori, guidandole nel territorio del Califfato verso luoghi sicuri, a volte spostandosi a piedi per due giorni e due notti, senza una pausa. Chi riesce a fuggire racconta di un vero e proprio inferno: donne, ma anche bambine e anziane, violentate dai terroristi. Le ex prigioniere soffrono di un enorme stress psicologico e portano tutti i segni di un trauma non svanisce facilmente.

Abu Mohammed conduce un’altra lotta sotterranea contro l’Isis, ma le sue armi sono una fotocamera e internet. Rischiando ogni giorno di essere arrestato o ucciso, con il suo gruppo di attivisti “Raqqa Is Being Slaughtered Silently”, combatte la propaganda del Califfato diffondendo immagini clandestine di Raqqa, ed è divenuto un punto di riferimento nel mondo dell’informazione per comprendere come si vive davvero nel Califfato Islamico. Dai suoi documenti vediamo cosa significa per una donna vivere sotto il dominio della legge degli estremisti islamici. E capiremo le strettissime regole cui le donne devono sottostare: costrette a non uscire di casa se non accompagnate da un parente maschio e a coprirsi integralmente con tre veli, lasciando celati anche gli occhi, obbligate a parlare solo a voce bassa in pubblico, frustate o la lapidate per adulterio senza alcuna reale possibilità di difesa.