Il Giardino Delle Parole – l’ennesimo capolavoro di Makoto Shinkai

0

10362983_1494018140811240_1363911819_nIn occasione dell’unica trasmissione nelle sale italiane del film d’animazione Il giardino delle parole (Kotonoha no niwa), la Nexo Digital (casa di distribuzione del film in Italia) ha presentato in anteprima per la stampa il lungometraggio nipponico al cinema arcobaleno di Milano.

La pellicola, creata dal maestro Makoto Shinkai, già creatore di lungometraggi di successo come 5 cm per second, La voce delle stelle e Viaggio verso Agartha, è stata trasmessa ufficalmente nelle sale giapponesi nel maggio 2013, e adesso, a quasi un anno esatto di distanza, arriverà nelle sale italiane il prossimo 21 maggio. E’ già stato proiettato negli Stati Uniti, a Hong Kong, a Taiwan e in India (dove ha partecipato all’International Film Festival of India) riscuotendo un notevole successo.

La storia ruota attorno all’incontro tra Takao, uno studente di 15 anni con il sogno di diventare un calzolaio, e una misteriosa ragazza, più grande di lui di diversi anni. L’incontro avviene in circostanze molto particolari, ovvero esclusivamente durante le giornate di pioggia, in un tipico giardino giapponese. Quello che sembra essere un incontro casuale, man mano, con il passare dei giorni (in Giappone la stagione delle piogge dura dagli inizi di giugno fino a metà luglio circa ed è  chiamata tsuyu ndr.) diventa una ricerca reciproca arrivando quasi a desiderare esclusivamente la compagnia l’uno dell’altro.

La trama di per sé è semplice ma punta molto sulla caratterizzazione dei personaggi; Takao: ragazzo socialmente inetto, incapace di dedicarsi a qualsiasi tipo di svago se non alla coltivazione della propria passione, troppo cresciuto rispetto la sua età; dall’altra parte abbiamo una giovane donna la quale sembra essersi presa una pausa dalla proprie responsabilità, che passa le proprie giornate a fissare il vuoto al parco e ad autocommiserarsi, l’opposto del giovane Takao. Quello che accomuna questi personaggi è il disagio psicologico, il sentirsi tristi o incompresi rispetto alla società in cui vivono e alle rispettive situazioni personali. Ed è proprio questo che l’autore vuole mostrare; due ragazzi con dei sogni di vita (o con sogni infranti), i quali riescono a farsi forza l’un l’altro seppur nel breve tempo in cui si sono frequentati, cercando l’empatia e l’impersonificazione del pubblico in questi personaggi.

Shinkai è famoso per la cura e la preparazione delle sue opere sotto il lato “tecnico”; infatti, come per le altre altre opere, anche ne Il giardino delle parole la scelta dei colori delle scene e il tratto dei personaggi sono molto meticolosi e curati. I colori sono ben calibrati ed estremamente nitidi – un uso eccelso dei contasti tonali e dei giochi di luce – rendendo le scene iper-realistiche, mentre le animazioni sono scorrevoli e con ottime inquadrature, con particolare cura sulla ripresa dei particolari dei paesaggi malinconici.

Se foste, o no, dei fan dei film d’animazione giapponesi, questo piccolo gioiello va assolutamente visto; per 90 minuti resterete affascinati dalle atmosfere ricreate in questo atteso lungometraggio.

Beh, che dire... Amo le Serie tv, il Cinema e il Design... ah, anche mangiare, ma questo è un altro discorso. Scrivevo, scrivo e penso che continuerò comunque a farlo nonostante il tempo tiranno. Sono ovunque, in ogni sezione c'è del mio, come una pianta infestante in pratica. In passato, come molti colleghi presenti su dituttounpop, ho preso parte al progetto editoriale "Un anno con il Serial Club". Membro fondatore della #bandadellapellicola Non siate timidi e per comunicati, eventi, news scrivetemi! l.lemma@dituttounpop.it