Godzilla di Gareth Edwards: tanto rumore per nulla

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E’ nelle sale cinematografiche dal 15 maggio, Godzilla, il primo disaster movie diretto dal semi esordiente Gareth Edwards. Il giovane regista britannico che torna dietro la macchina da presa dopo il successo di Monster, si cimenta in un film ad alto budget che nonostante le buone premesse si trasforma in un lungometraggio decisamente scadente. Godzilla infatti stravince per ottimi effetti speciali, ma a latitare è un buon impianto narrativo che possa coinvolgere realmente il pubblico. Nonostante questo remake/reboot del franchise nipponico per eccellenza sta sbancando al Box office, a conti fatti Godzilla non trasmette emozioni, solo sbadigli e quale brivido lungo la schiena.

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Nato nel 1953 dove ha fatto la sua prima apparizione nei cinema giapponesi come risposta al fenomeno americano di King King, Godzilla è diventato in poco tempo un personaggio di culto della cinematografia; amato ed idolatrato come un super-eroe ante litteram, è stato protagonista di decide di pellicole. Prima mostro spietato, poi unico essere in grado di salvare il mondo da una valanga di esseri mutati geneticamente. Visto l’enorme impatto che il mitico Godzilla ha avuto nell’universo cinematografico, era scontato che gli americani reinventassero il marchio. Ci ha pensato prima  Roland Emmerich che nel 1998 ha portato nelle sale questo enorme lucertolone. Con i suoi limiti, il lungometraggio del regista di Indipendence Day e The Day After Tomorrow, risulta essere un buon giocatollone commerciale ma se messo a paragone con quello diretto da Gareth Edwards, il primo vince per simpatia e scaltrezza.

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Quello invece di Edwards benchè è supportato da un cast di ampio respiro dove spicca Aaron Taylor-Johnson (che torna protagonista dopo il successo di Kick-Ass) ed il buon Bryan Cranston (reso celebre grazie alla serie tv Breaking Bad), non convince per nulla. Il regista  avvicinandosi alla tradizione giapponese, mette in scena un lungometraggio farraginoso, di poco spessore, con una trama prevedibile fin dai primi minuti,  un finale scontato e di poco impatto. Il cast che nel suo piccolo riesce a risollevare i molti momenti morti del film, viene spesso oscurato dalla presenza di Godzilla e dagli stessi mostri che invadono il pianeta. Buono il primo tempo dove con un far deciso conosciamo la storia del Tenente Brody e suo padre Joe, senza dimenticare un dettagliato racconto della genesi di Godzilla; il secondo tempo invece si perde in un mare di retorica, colpi di scena telefonati, regalando però 20 minuti di vero entertainment dove in quel di San Francisco, si inscena una lunga battaglia tra Godzilla e due mostri minacciosi.

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C’erano tanti buoni propositi per il ritorno di Godzilla sul grande schermo e nonostante la buona campagna pubblicitaria, fatta di art poster, spot pubblicitari ed immagini rubati dal set, non sono bastati per risollevare una macchina commerciale che è partita sconfitta in partenza. Certo è pur sempre un blockbuster quindi non possiamo aspettarci il film del secolo, però da Gopzilla speravamo in qualcosa di più. Non ci sono emozioni, non ci sono battute graffianti, non c’è morale, solo effetti speciali ed una trama che stenta a decollare. Gli incassi stanno procedendo molto sperditi, ma almeno per quanto mi riguarda, se Godzilla dovesse tornare presto o tardi al cinema, non sarà nelle mie priorità.

Carlo e' un giovane ragazzo di Caserta cresciuto a pane libri, cinema e serie tv. Confusionario, autocritico ed affidabile, ha fatto delle sue passioni un lavoro e quest'ultima collaborazione, e' la riprova dell'irrefrenabile voglia di scrivere e parlare di tutto ciò che riguarda la cultura pop moderna. Per comunicati, info e news scrivete a c.lanna@dituttounpop.it