Grande Fratello VIP: ecco perchè noi condanniamo l’omofobia e il bullismo di Clemente Russo

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Grande Fratello VIP: condanniamo l’omofobia e il bullismo di Clemente Russo e ci dispiace che gli autori non abbiano mandato un messaggio più fermo

Se non la volete chiamare omofobia, perché quel termine vi fa troppo paura, chiamatelo almeno bullismo.

Quello che Clemente Russo ha fatto verso Bosco è stato bullismo puro. Lui forte della sua prestanza fisica ha scelto il piccoletto di turno per farne oggetto di vessazioni e ha scelto un gruppo per avere una copertura, i bulli non agiscono mai soli perché sono sempre alla ricerca di approvazione.

Quando Clemente Russo ha detto a Bosco che da quel momento lo avrebbe chiamato friariello era ben cosciente di quello che stava facendo, infatti dopo ha chiesto al gruppo di mantenere segreto il vero significato dell’offesa che lui ha fatto passare per un nomignolo carino e amichevole.

Friariello o ricchioncello, perché hanno un suono meno violento di frocio, non fanno meno male e non sono “divertenti”.

Quello che, forse, sfugge a Clemente Russo è che ci sono molte persone che nel loro percorso sono riuscite a esorcizzare il senso negativo di alcune offese facendole proprie, ma tantissime ancora soffrono e si nascondono soprattutto per il timore di quelle parole.

Inoltre, cosa per me ancora più grave, all’offesa di natura omofobica va aggiunto anche del velato e sano razzismo.  Per rendere ancora più pesante, pardon volevo dire divertente, la cosa Clemente ha scelto termini dialettali, senza spiegarne il significato, da usare con una persona straniera che parla si in italiano ma che, come tutti, non capisce il 100% delle parole e sbaglia qualche pronuncia – come succede anche a noi quando andiamo in un altro paese e tutti parlano velocemente –.

Gli autori del GFVip ieri sera hanno perso una grande occasione.

Intervenendo seriamente nell’affaire Clemente Russo e non montando quella finta ramanzina avrebbero lanciato un messaggio importante da e per il programma.  Ma hanno preferito non dare un segnale forte.

Durante la notte,  quello che non ha nulla contro i gay e che ne conosce mille e più che ridono quando li chiama friarelli  – e chissà come mai non sono li a sostenerlo come ha fatto Bosco all’Isola con Jonas Berami – ha parlato di Alfonso Signorini in modo sempre volgare, ma a suo dire sempre divertente, di come riporta BitchyF : “Oh bucchin di Signorini mi vuole mettere contro la colonia gay“.

Forse quello che non è chiaro a Clemente è che la colonia gay  – che immagino nella sua testa sia la fantomatica lobby gay – si è sentita offesa perché se in un programma televisivo un personaggio famoso va fiero di un atteggiamento da bullo e usa l’omofobia e il razzismo per divertirsi non aspetta che sia Alfonso Signorini o chissà chi altro a fargli montare l’incazzatura.

Il GFVip è un programma televisivo, un gioco, non è la vita vera, ma è visto da gente vera che si è sentita e si sentirà autorizzata a dare del friariello a una persona omosessuale perché è così divertente.

Noi di Dituttounpop non ci stiamo proprio. La forza di Glee, per fare un esempio di una serie che amavamo e che ha saputo toccare benissimo vari argomenti era di saper raccontare bene il mondo di Kurt, la sua forza, le due debolezze,  l’essere vittima del bullo, ma anche il non permettergli di vincere, ma anche l’universo del bullo Dave Karofsky della sua forza apparente, delle sue paure, del suo essere vittima e carnefice al tempo stesso. Come dicevo a noi sono quelli i messaggi che piacciono.  Dove si spiega quanto è doloroso il percorso di accettazione, quanta ricchezza c’è nelle diversità di tutti i tipi e non quel teatrino a cui abbiamo assistito.

 

 

 

Secondogenito e gemelli: questo la dice lunga sul mio carattere. “Ottantologo”, Pop addicted,nel corso degli anni ho collaborato con diverse testate, tra cui L@bel, Progress e Aut. La moda è la mia passione più grande perché è cultura, è visione sociologica della vita e del mondo. La Rete è la mia seconda casa. Sono dieci anni che il mio avatar è Psikiatria80, nome del mio primo blog, ma anche di tutti i miei profili sui tanti social network.