Il mondo pop delle Lucky Ladies napoletane

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Annunciato come il fenomeno dell’estate da FoxLife, anche se all’inizio era relegato in seconda serata per dare spazio a “Quattro matrimoni Italia”, “Lucky Ladies” è diventato un vero cult nel mondo social.

Per chi non sapesse di cosa sto parlando, “Lucky Ladies” è un reality su sei donne dell’upper class napoletana.

Quello che vediamo è parte della vita di queste sei figure, dei loro “problemi”, delle loro uscite, della loro vita. Molti hanno criticato gli atteggiamenti delle protagoniste perché mostrano uno stile di vita troppo eccessivo e ostentato, ma sinceramente mi aspettavo molto peggio.

Quando ho visto il promo la prima volta e ho sentito Donne+Lusso+Napoli mi aspettavo le montagne russe di quel sano, consapevole e opulento kitsch – trash in questo caso sarebbe offensivo per Napoli – che caratterizza la capitale della cultura partenopea.

Napoli si sa è una realtà a parte è una città/stato e i suoi abitanti seguono le regole del proprio regno. Napoli è contraddittoria e magica, è superstiziosa e ricca di cultura, è popolare e molto snob, è tutto e il contrario di tutto. “Napule è nu sole amaro, Napule è addore e mare”, come diceva Pino Daniele.

Abituati a reality tipo “La favolosa vita di Kimora”, allo stile delle Kardashian o a quello più vicino alle Lucky Ladies di “The Real Housewives of … New York”, piuttosto che Orange County e così via, le nostre sei signore sono davvero le amiche della porta accanto.

Le sei stars sono Alessandra (Rubinacci), Gabrielle (Deleuze), Carla (Travierso), Francesca (Frendo), Annalaura (di Luggo) e Flora (Nappi).

La Rubinacci a Napoli è un’istituzione, come gli abiti sartoriali del Papà da cui ha ereditato la casa di moda, ed è la voce narrante.

Il suo è sicuramente il personaggio più controverso. Per certi aspetti è quello che ci accompagna alla scoperta delle altre, le provoca, le coccola, fa pubbliche relazioni, fa il buono e il cattivo tempo e in qualche modo è quella che si prende tutte le “offese” anche dal popolo dei social perché, forse, la più “finta”, quella più carica, proprio perché deve permettere alle altre di uscire fuori.

La rete ha eletto a sua Regina Gabrielle che con il suo accento spagnolo – è di Panama – e il cuore naturalizzato napoletano potrebbe tranquillamente essere una mujer – dei bei tempi – di Almodovar.

Lei stessa si è definita un fiore di cactus e da quel momento l’amore è stato incondizionato.

L’altra Lady che le contende il titolo è Carla con il suo fare sensuale da Dark Lady, il suo essere ombrosa e sempre un po’ defilata, amante dell’arte, appassionata di cavalli, è una figura apparentemente solitaria, ma tutta da scoprire.

Tranne che per i suoi occhiali da sole – che ricordano Neo di Matrix – Francesca ha conquistato tutti per il suo essere determinata, di successo, una donna in un mondo di uomini, ma anche una sognatrice, Annalaura si è lasciata scoprire poco a poco dietro quel suo fare da “fatina”, molto cattolica, sempre attenta e “zuccherosa” ha mostrato a tutti di essere una vera “pazza” una che ama divertirsi e che è dotata di tanta autentica autoironia, Flora invece è stata eletta a furor di popolo come l’impopolare per i suoi modi di fare e per non essere favorita alla Regina Gabrielle.

Forse Flora (che immagino nella vita vera essere una seria professionista) rappresenta quel lato opulento e altezzoso che rende il lusso come qualcosa di ostile – a chi non lo vive ovviamente -.

Mercoledì 5 agosto il programma è finito e già durante  la penultima puntata sono partiti centinaia di Tweet di rammarico per questo. Speriamo tutti in una seconda stagione perché in queste dieci settimane ci siamo affezionati alle nostre signore.

Noi abbiamo incontrato Gabrielle e Carla.

Com’è nata l’avventura di Lucky Ladies?

Carla: Sono stata contattata dalla Fremantle più di un anno fa, segnalata dal mio caro amico fotografo Salvio Parisi (ci sarà nel reality). Alla prima telefonata lasciai il contatto di Annalaura Di Luggo così  come quello di molte altre donne napoletane, non avevo nessuna intenzione di parteciparvi. Provino dopo provino il range si restringeva sempre di più fino a comprendermi nella rosa finale. A convincermi definitivamente il mio ex  tornato di proposito dall’estero. E cosìnè cominciata questa inaspettata avventura.

Gabrielle: È nata per puro caso ad aprile dell’anno scorso quando sono stata contattata dalla mia amica Claudia che aveva fatto il mio nome alla FremantleMedia e dopo un’intervista/provino mi hanno scelta.

Quali erano le “paure” prima di iniziare e cosa invece vi ha sorpreso durante le riprese?

Carla: Le paure che noi tutte abbiamo condiviso sono state quelle sull’incognita del montaggio. In effetti c’e’ molta costruzione sui personaggi, i caratteri sono veri, le storie spesso inventate ma alla fine è a discrezione della produzione montare dei dialoghi o dei confessionali piuttosto di altri.

Gabrielle: In realtà non vi erano paure, ma solo eccitazione per un progetto tutto nuovo mentre mi ha sorpreso tanto la gentilezza dello staff nei nostri riguardi e il loro lato umano.

Quello che sicuramente vi hanno chiesto tutti è se eravate amiche prima dello show?

Carla: Delle ladies conoscevo tutte tranne flora e Gabrielle. Con la prima non c’è stato mai sintonia, è una persona profondamente diversa da me e non condivido il suo rapportarsi agli altri. Con Gabrielle l’amicizia è scoccata sul set. E’ una donna leale e sincera una fantastica sorpresa! Francesca è il porto sicuro e la più equilibrata, cannaladra è la mia passione, un vulcano di energia e bontà che riserva per aiutare in ogni momento gli altri. In questo momento siamo in vacanza insieme in barca in Sardegna.

Gabrielle: Si è stata una domanda ricorrente, chiaramente non ero amica di tutte

Rivedersi in tv che effetto fa?

Carla: La prima puntata l’ho vista a casa di Francesca Frendo con le altre Ladies e con settanta amici accanto… questa è stata la mia, la nostra emozione… il sostegno dei nostri amici.

Gabrielle: Mi ha fatto molto ridere. Ho riso tanto di cose che non mi ricordavo di aver detto; le varie puntate erano delle prime anche per noi

Si è definita un fiore di cactus, ma poi ha svelato un lato emotivo molto forte. Chi è davvero Gabrielle?

Gabrielle: Fiore di cactus è una parte della mia personalità, il lato emotivo è certamente forte ma cerco di tenerlo con un coperchio sopra e Gabrielle è una persona normale che si occupa tutti i giorni delle sue figlie, della casa, di suo marito, del lavoro e che ha tanti interessi, un cocktail di diverse culture.

L’abbiamo vista commuoversi spesso, all’inizio sembrava una persona molto solitaria, ma poi ha mostrato il suo lato più allegro chi è davvero Carla?

Carla: Nelle prime puntate il mio personaggio viene descritto come tu stesso hai notato come solitario o “negativo” proprio perché delle tante interviste fatte il montaggio ha dato spazio ai racconti “noir”, nella vita reale sono una donna fortissima, solida, solare con una famiglia tradizionale alle spalle che mi sostiene sempre. La mancanza di mio padre mi ha reso fragile e per questo mi circondo di amici protettivi e presenti ai quali sono fedelissima.

Lei è innamorata di Napoli, pur non essendo napoletana di origine, cosa ama di questa città

Gabrielle: Amo tante cose di questa città, oltre alle sue bellezze architettoniche, culturali e archeologiche, la sua forza è il lato umano delle persone ed è questo che mi affascina di più.

Che cosa ama di Napoli?

Carla: Napoli la immagino come una nobildonna che 150 anni fa (“grazie” a Cavour) dopo secoli e secoli di grandeur si è ritrovata in mezzo ad una strada. All’inizio è stata violentata, spogliata, oltraggiata, ma poi ha saputo poco alla volta evolversi e diventare nella modernità una città pop molto pop… ed è lei che ha scelto me.

Il sito si chiama Dituttounpop e noi chiediamo sempre: ”cos’è per lei il Pop”?

Carla: Per deformazione professionale, per gli studi che ho fatto, pop è la capacità di far dialogare antico e moderno, sacro e profano, nero e bianco, storia e folclore; per rendere il mondo di facile lettura a tutti.

Gabrielle: Tutto accessibile a tutti ! non è un caso che gli inventori del format si definiscono purveyors of pop

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Secondogenito e gemelli: questo la dice lunga sul mio carattere. “Ottantologo”, Pop addicted,nel corso degli anni ho collaborato con diverse testate, tra cui L@bel, Progress e Aut. La moda è la mia passione più grande perché è cultura, è visione sociologica della vita e del mondo. La Rete è la mia seconda casa. Sono dieci anni che il mio avatar è Psikiatria80, nome del mio primo blog, ma anche di tutti i miei profili sui tanti social network.