Intervista a Osvaldo Supino: “Sono provocatorio ma mai eccessivo”

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Intervista a Osvaldo Supino

Osvaldo Supino, classe 1984… un artista pop a 360°, a cui piace provocare ma mai fine a se stesso. Un ragazzo estremamente coerente con la propria linea musicale che dal web ha avuto la propria fortuna, tanto da essere l’unico italiano ad essere nominato tre volte ai BT Digital Music Awards in Inghilterra.

Purtroppo un giovane artista made in italy che nella sua terra d’origine non è riuscito a trovar spazio nei grandi network radiofonici ma che ha trovato la ribalta all’estero (Europa e Sud America in primis).

Abbiamo avuto il piacere di fare quattro chiacchiere sulla sua musica e sulla sua persona…

Osvaldo Supino… classe 1984… presentati ai nostri lettori!

Tratto di musica pop! L’ho iniziata ad amare da quando ero molto piccolo, diventando difatto la mia passione. Amavo cantare e credo sia “stata colpa” dei miei genitori che si sono conosciuti su una pista da ballo, quindi quelle vibrazioni, quelle sonorità dance le ho sempre avute dentro di me. Ho cercato di seguire la mia passione, la vedo come una forma di espressione totale. In questo ultimo album la cosa l’ho resa ancora più esplicativa perchè ho trovato una canzone, Missing You, di cui non essendone assolutamente al corrente, ho scoperto che i miei genitori ballavano mentre mi aspettavano, quindi è stata una coincidenza così strana che ho voluto condividerla con tutti.

Tu sei partito dalla rete e dalla rete hai trovato la tua fortuna… ma cosa ne pensi dei giovani che si presentano ai talent? E’ una strada che avresti provato?

Oggi purtroppo è l’unica strada per i giovani per essere ascoltati da tutti quella dei talent. Ho degli amici che hanno partecipato e adesso si trovano in una situazione molto difficile. Hanno avuto una grande esposizione all’inizio, ma adesso che è finita stanno avendo grandi difficoltà a cantare. Sono assolutamente favorevole ai talent show, io che viaggio molto mi sono reso conto che in Italia ce ne sono troppi e si sta creando una situazione di stallo molto pericolosa nella musica; in inghilterra anche se hanno Xfactor etc. le case discografiche, forse perchè hanno più possibilità, investono ancora nei giovani che escono dai talent. Dai noi non succede purtroppo, e come ti dicevo ciò è molto pericoloso per la musica italiana. Io non mi sono pentito di non aver partecipato, sarebbe stata una strada diversa.. non mi pento assolutamente di non aver provato.

Oltre a produzioni originali hai anche all’attivo tante cover… coma mai ti piace tanto reinterpretare a modo tuo altri brani?

In realtà cover ufficiali ne ho solo 2, di cui Missing You, che è nel mio terzo progetto discografico. Le altre diciamo sono cover che ho fatto all’inizio in quanto non avevo materiale mio e ho in quel momento cercato quelle che potessero rispecchiare in maniera più chiara il sound che volevo. Parlando di rivisit, questa è la prima che metto in un disco ufficiale, anche se l’anno scorso avevo fatto un regalo ai miei fan per San Valentino con la cover di The Book of Love… ma ripeto è stato solo un regalo. Anche quando sono diventato autore dei miei brani non ho mai fatto distinzione, ho sempre intepretato cose in cui mi identificavo.

Che rapporto hai con i tuoi fan?

Ho un rapporto molto stretto. Naturalmente i fan per tutti gli artisti sono importanti, i miei che mi seguono sin da quando ho esordito sul web sono stati l’ossigeno di questo progetto, è strano per me, e cerco di coltivare un rapporto più stretto possibile con loro; attraverso i social, quando ci sono i concerti mi fermo sempre a salutare e cerco sempre di incontrarli. Anche dall’altra parte del mondo come in sud america che, anche senza una spinta radiofonica, il fanbase sta aumentando e sono davvero fantastici. Quest’anno, in occasione del mio compleanno ho deciso di festeggialro con loro in modo virtuale, attraverso live streaming e live twitting, sono stato tutto il giorno con loro. Vedere il loro affetto è stato pazzesco. Ancora più bello è sapere che magari la tua musica accompagna una parte della loro vita… trovano una canzone che sentono vicina. C’è anche un pazzo, che adoro follemente, che si è tatuato il mio nome sul braccio.

Sei l’unico italiano ad essere nominato ai BT Digital Music Awards eppure ti abbiamo sentito pochissimo in radio… Come mai secondo te?

Eh bella domanda [ride]… E’ chiaramente una cosa che mi dispiace… vorrei condividere di più il mio percorso artistico in Italia e farlo conoscere a tutti. Credo sia più difficile per un’artista come me perchè nonostante io sia italianissimo, il mio modo di fare musica è prettamente internazionale; quindi se un brano viene cantato da un’artista giovane inglese, in Italia, è più credibile di uno italiano che canta un brano in inglese, nonostante abbiano gli stessi produttori. Ho cercato di non farmi condizionare da questa cosa ed essere sempre coerente con il mio modo di fare musica. Ho avuto la fortuna comunque di avere un riscontro molto positivo nelle vendite su iTunes… preferisco comunque così piuttosto che essere primo in classifica per 40 settimane [ad esempio] e non essere me stesso [artisticamente parlando]. Quella di andare all’estero è stata una fortuna però, perchè quello che ho fatto è stato molto apprezzato, inoltre nonostante il mio cantare in inglese io sono molto italiano quando sono vicino al microfono.

I tuoi videoclip sono spesso provocatori, come LOL, Get sexy, ed il più recente Wet Dream, quale vuole essere il tuo messaggio?

Molto delle cose provocatorie, non sono state costruite a tavolino. Tutto è sempre stato un ritratto delle idee che avevo… onestamente non mi aspettavo che un bacio gay in un mio video facesse tanto scandalo, quando l’ho fatto non sapevo che nessuno aveva ancora osato così tanto; quindi quando l’abbiamo fatto, io ho creduto che non fosse nessuna novità. Forse la mia immagine all’inizio era molto più forte, il genere pop ti da la possibilità di essere provocatorio, ma il mio modo non è stato mai eccessivo. Non credo mai di aver fatto scelte più forti di altre cose che potevo fare; non è stata mai una provocazione fine a se stessa ma è stato un pretesto anche per parlare di alcuni argomenti. Ad esempio Get Sexy ha avuto così tanto successo perchè è uscito, casualmente, quando ci fu’ la dichiarazione di un cardinale che ha paragonato l’omosessualità alla pedofilia. Wet Dream, rappresenta il mio 2.0, sempre io ma con una maturità diversa ma sempre con la stessa coerenza artistica.

A quando il prossimo disco?

Uscirà tra molto anche se ci sto già lavorando. Stiamo ancora finendo il tour, a novembre uscirà la quarta traccia dell’album Behind the Curtain, che è una pazzia perchè è un album uscito digitalmente un anno fa… ma io credo molto in queste canzoni.

Beh, che dire... Amo le Serie tv, il Cinema e il Design... ah, anche mangiare, ma questo è un altro discorso. Scrivevo, scrivo e penso che continuerò comunque a farlo nonostante il tempo tiranno. Sono ovunque, in ogni sezione c'è del mio, come una pianta infestante in pratica. In passato, come molti colleghi presenti su dituttounpop, ho preso parte al progetto editoriale "Un anno con il Serial Club". Membro fondatore della #bandadellapellicola Non siate timidi e per comunicati, eventi, news scrivetemi! l.lemma@dituttounpop.it