Irrational Man: recensione in anteprima del nuovo film di Woody Allen

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Abbiamo visto per voi in anteprima Irrational Man, il nuovo film di Woody Allen con Emma Stone e Joaquin Phoenix e vi diciamo la nostra sulla pellicola, che vi consigliamo caldamente, in sala dal 16 Dicembre 2015.

Dobbiamo dire che il buon Woody, che ha compiuto 80 anni qualche settimana fa, non perde un colpo e anzi propone un film di ampio respiro dopo il forse non del tutto convincente Magic in the Moonlight. Proprio la co-protagonista di quest’ultimo, l’adorabile Emma Stone, torna in un ruolo prominente, questa volta Jill Pollard, studentessa modello di un college di Braylin, nel Rhode Island, dove per il periodo estivo arriva un nuovo professore di filosofia, Abe Lucas (Phoenix).

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Abe è un uomo dalla fama di sciupafemmine e con quel fascino intellettuale che fa cadere tutte ai suoi piedi: la prima e più spudorata a iniziare una relazione con lui è Rita Richards (Parker Posey), moglie e docente di chimica all’università al centro della vicenda, annoiata e quasi sempre eccitata e strafatta. Nonostante continui a negarlo al suo attuale – e fin troppo paziente – fidanzato, Roy (Jamie Blackey), anche Jill cadrà nella “tela” del docente, sebbene anche lui neghi inizialmente la loro reciproca attrazione. Come al solito, ed è qui che sta la maggiore bravura di Allen, quella che sembra la classica storia d’amore insegnante/studentessa – se pur più consapevole e meno sprovveduta – infarcita dei bei dialoghi che il regista e sceneggiatore è capace di scrivere, prende una piega inaspettata.

Ascoltando per puro caso una conversazione in una tavola calda dove stanno mangiando, infatti, Abe e Jill scoprono di una donna che rischia di perdere l’affidamento dei figli a causa di un giudice fazioso e corrotto. Abe, in cuor suo – o meglio, nella propria mente, ed è questo il metodo scelto per raccontarci i due punti di vista di Irrational Man, il voice over – decide di smetterla di vivere un’esistenza priva di significato. E’ così infatti che il professore sente essere la propria vita da quando ha perso la fiducia nell’umanità e nel proprio mestiere quale strumento per formare giovani menti, che considera per la maggior parte mediocri e passive.

Invece di sperare e pregare per il meglio di quella povera donna, sceglie di agire e fare qualcosa di preciso a riguardo: eliminare il giudice cosicché il mondo “sarà un posto leggermente migliore”. Per quanto si tratti di omicidio premeditato, in cuor suo Abe crede di farlo per una buona causa e con un fine altruistico. Questa sua nuova “missione” lo fa sentire vivo dopo tanto tempo, e Jill crede ovviamente di averne il totale merito. Seguiranno a questo punto una catena di eventi che coinvolgeranno tutti i personaggi, dall’epilogo tutt’altro che prevedibile, altra caratteristica che nei film di Woody tiene lo spettatore incollato allo schermo perché vuole vedere come andrà a finire questa strampalata storia.

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In un plot twist degno di Match Point – dove però a muovere il protagonista Jonathan Rhys Meyers erano intenti meno nobili, dato che si trattava di eliminare la propria amante – e attraverso un intento filosofico proprio di film come The Life of David Gale – anche se qui dal risvolto meno tragico – Abe dovrà affrontare la propria crisi esistenziale e Jill il fatto che il cinismo e l’oscurità che l’attraggono nel suo insegnante, potrebbero fagocitarla a loro volta.

Irrational Man parla anche dell’ironica imprevedibilità del caso, di apparenza e sostanza – come fa notare la madre di Jill, parlando di Abe e delle sue belle teorie che, se analizzate a fondo, non portano a nulla di concreto – ed è impreziosito di molte dissertazioni e passaggi filosofici, una passione di Allen praticamente da sempre e di cui qui può fare sfoggio, se pur mai in modo saccente. Una vera e propria lezione di vita per la protagonista e, un po’, anche per noi spettatori, poiché, come spesso si dice, la vita si impara vivendola e non sui libri. Ma, aggiungiamo noi, forse un po’ anche attraverso dei buoni film.

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