Jackie recensione: quando grazia e maestà vanno a braccetto – #Venezia73

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Jackie: recensione del film di Pablo Larrain con Natalie Portman presentato in concorso a #Venezia73 e al cinema nel 2017

Le celebrità, oppure i capi di Stato e simili, tengono molto all’immagine che la gente ha di loro, o meglio è parte del loro “lavoro” preoccuparsi di costruirla e salvaguardarla. Jackie di Pablo Larrain fa proprio questo: crea l’immaginario che la First Lady avrebbe auspicato per se stessa e la propria famiglia. Jacqueline Kennedy è stata un esempio di grazia, stile, maestà in un’epoca in cui c’era bisogno “di una Camelot in cui credere”, come dice lei stessa nel film.

Per raccontare Jackie, Larrain sceglie i quattro giorni successivi alla sparatoria al marito e presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy e affida a Natalie Portman l’arduo compito di prestarle volto e voce. Fisicamente le assomiglia e il trucco & parrucco sono la ciliegina sulla torta: ricordate le polemiche l’anno di The Queen e L’ultimo Re di Scozia sulla somiglianza degli attori che sembrava venire prima della loro recitazione? La voce viene invece modulata dall’attrice, adattata a essere attenta e guardinga, soprattutto quando parla con il giornalista che avrà la responsabilità di raccontare la “vera storia” dei Kennedy.

Essere Jackie Kennedy, soprattutto in quei quattro giorni, non dev’essere stato facile. Larrain sceglie di fare visita nelle stanze del dolore della First Lady, dal viaggio all’ospedale, al funerale, all’addio alla Casa Bianca. Questo biopic affronta quindi un’approccio diverso e originale: se Aaron Sorkin nel suo Steve Jobs aveva optato per raccontare il protagonista attraverso quattro dietro le quinte dei discorsi della sua carriera, qui Noah Oppenheim predilige la via dell’intervista e del post mortem. Racconta Jackie per dipingere John, nel film solamente accennato: la macchina da presa preferisce concentrarsi sulla Portman, sui suoi sguardi, sui suoi silenzi, sui suoi pianti sommessi in privato. Sul suo battersi affinché suo marito e la sua famiglia non finiscano nel dimenticatoio dei presidenti americani assassinati.

Difetto generale di molti film del Festival – ma della cinematografia contemporanea in generale a ben vedere – sembra essere l’indecisione o la paura nello scegliere un finale e quindi mostrarne molti possibili di seguito, trascinando una chiusura che invece di colpire lascia quasi indifferenti o addirittura infastiditi. Lo stesso accade per i flashback e il ritmo del film, i primi non sempre necessari, il secondo troppo spesso appesantito dalla lentezza. Nel complesso Jackie è un film biografico meritevole di attenzione, che vive della grazia della protagonista che racconta tanto di quella che la fa vivere sullo schermo.

Jackie di Pablo Larrain sarà nei cinema italiani dal 2 Febbraio 2017 su distribuzione Lucky Red.