Jesus VR: l’esperienza del primo film in realtà virtuale a #Venezia73

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Caratteristiche e commento dell’esperienza in realtà virtuale di Jesus VR – The Story of Christ a #Venezia73, che sarà rilasciato completo a Natale 2016

Stavo quasi per perdermela, ma l’ultimo giorno in cui era disponibile alla visione sono riuscito a recuperare Jesus VR – The Story of Christ, la mia prima esperienza di cinema virtuale nonché un’anteprima mondiale della 73^ Mostra del Cinema di Venezia.

Un’anticipazione (40 minuti) di Jesus VR – The Story of Christ (90 minuti), primo lungometraggio mai realizzato in Realtà virtuale, la nuova esperienza immersiva che sta rivoluzionando il mondo della visione, girato interamente a Matera (dove ci furono i set de La Passione di Cristo di Mel Gibson) in 4K 360° e rilasciato a Natale 2016 (guarda un po’) sulle principali piattaforme di Realtà virtuale, incluse Google Cardboard, Samsung Gear, Oculus Rift, PlayStation VR e HTC VIVE. Scaricabile quindi sul proprio smartphone, a patto di essere provvisti anche di visore, oppure visionabile al cinema come ho fatto io qui, in qualsiasi sala voglia attrezzarsi per la visione, come ci hanno informato i produttori presenti alla proiezione che hanno realizzato il film.

Giunto al nuovo VR Theater, attrezzato con 50 VR Head Gears per la visione individuale, e fatto accomodare nella saletta adibita, mi hanno fatto sedere su una sedia rotante a 360° e indossare un casco con occhialoni (dotato di Samsung Galaxy S7) e cuffie appositi. Ricevute le istruzioni (si può indossare tranquillamente con gli occhiali da vista), mi immergo nella visione. La storia scelta è quella di Gesù Cristo, probabilmente perché universalmente conosciuta da tutti e quindi non necessita di sottotitoli e/o doppiaggio che avrebbero complicato la realizzazione e la visione.

Quest’anteprima di 40 minuti comprendeva momenti salienti della storia di Cristo, dalla nascita alla resurrezione, dal battesimo ai primi miracoli fino alle ultime ore della crocifissione, intervallati solamente da passi della Bibbia su dei cartelli: i momenti sicuramente più immersivi sono stati due soggettive, quando non si è semplici spettatori ma parti chiamate in causa, una delle guardie che porta le fiaccole per arrestare Gesù e quest’ultimo quand’è in croce.

C’è chi si è precipitato a dire “questo non è cinema, ma piuttosto videogioco” – e potrebbe essere vero, vedi gli esperimenti di Oculus Rift al Vigamus, il Museo del Videogioco di Roma, per esempio. Ma il fatto che non si possa muoversi nella suddetta realtà virtuale che si sta vedendo, e nemmeno interagire, ma solo vedere, è proprio alla base dell’esperienza cinematografica “classica”; c’è da dire però che allo stesso tempo alla base della suddetta esperienza vi è anche il montaggio, qui praticamente assente, senza stacchi (salvo quelli che suddividono i momenti della Bibbia raccontati), senza campi e controcampi per i dialoghi (è lo spettatore a dover girarsi verso chi parla per vederlo), non esiste fuoricampo (questo poiché lo spettatore seduto può girarsi dove vuole intorno a lui e può vedere l’ambiente – interno o esterno – in modo completo). Come avrà fatto la troupe per gli esterni? Si sarà nascosta fra le comparse? Viene da chiederselo perché non vi è la benché minima presenza di macchina da presa, microfono e strumenti tecnici vari ed eventuali. Non c’è quindi il punto di vista del regista, o forse sì poiché decide lui dove mettere e tenere fissa la speciale videocamera per la RV?

La qualità della visione – e se vogliamo della recitazione – rispetto alla messa in scena non è eccelsa, ma secondo me con un progetto ad hoc, una storia inedita e degli escamotage di un regista sperimentale e interessato all’evoluzione del mezzo, si potrebbe creare davvero la prima esperienza per il pubblico in RV che abbia una sua ragion d’essere e che possa essere maggiormente definita “cinema”.

“Siamo particolarmente lieti dell’opportunità di presentare il primo lungometraggio al mondo interamente realizzato in Virtual Reality – aveva dichiarato il Direttore della Mostra Alberto BarberaJesus VR servirà a dimostrare le potenzialità narrative e spettacolari della nuova tecnologia, sinora limitata a filmati di breve durata. […] Un segno dell’attenzione che la Mostra di Venezia riserva ai grandi mutamenti che stanno contribuendo a ridefinire l’orizzonte della produzione di immagini in movimento.”

Jesus VR – The Story of Christ è diretto e prodotto da David Hansen con i suoi partner Johnny Mac attraverso la Autumn™ VR e la VRWERX di Alex Barder e Russell Naftal. Produttore esecutivo è Enzo Sisti, consulente religioso Padre William Fulco, entrambi già coinvolti nella realizzazione de La Passione di Cristo.