Julieta: Almodovar ci riprova con una storia sull’abbandono e sui legami [RECENSIONE]

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recensione Julieta

Recensione Julieta: Almodóvar ci riprova a distanza di tre anni dal suo ultimo film con una storia sull’abbandono e sui legami dolorosi ma indissolubili

Pedro Almodóvar non ha certo bisogno di presentazioni; un regista completo, meticoloso nelle sue opere e maniacale nei dettagli.

A distanza di tre anni dall’uscita del suo ultimo film, quest’anno, in occasione della 69ma edizione del Festival di Cannes, ha presentato Julieta, pellicola diretta e sceneggiata dallo stesso Almodovar con protagonisti Emma Suárez, Adriana Ugarte (nella versione rispettivamente adulta e giovane di Julieta), Rossy de Palma, Inma Cuesta, Darío Grandinetti e Daniel Grao.

Il cineasta spagnolo non vuole portare sullo schermo una storia complessa, ma vuole trasmettere lo strazio di una perdita, l’opprimente sensazione dell’abbandono e della depressione oltre che una storia fatta di perdono e legami, il tutto attraverso gli occhi di una donna, la quale nel corso della sua vita ha dovuto far fronte alla perdita del marito e padre della sua unica figlia, Antia, e dell’abbandono totale di quest’ultima una volta raggiunta la maggiore età.

Julieta è una storia raccontata a ritroso fatta di flashback; una madre decide di raccontare la propria vita – e di come è riuscita a mettere su la sua famiglia per poi vederla distrutta – attraverso una lettera destinata ad una figlia che apparentemente mai la leggerà perché ha deciso così. Ha deciso che un giorno, durante una “vacanza” di tre mesi, avrebbe “abbandonato” la madre perché nella nuova vita che vorrebbe iniziare essa non è presente. Il film inizia con Julieta in procinto a trasferirsi in Portogallo con Lorenzo, il suo compagno. L’incontro casuale con la giovane Beatriz, persa di vista da molti anni, risveglia un dolore che logora la donna ormai da tempo, bloccandola in città e facendola tornare nella vecchia casa.

L’intera pellicola si basa su un intreccio di personaggi, un via vai continuo di piccole sfaccettature che messe tutte insieme vanno a ricomporre il puzzle della tormentata vita di questa donna. Almodóvar con una sapiente regia riesce a cogliere e soffermarsi su piccoli particolari che arricchiscono la struttura dei personaggi e rendono dettagliata una storia borderline.

I personaggi – nonché gli attori – riescono a concatenarsi perfettamente alternandosi nei continui salti temporali dei flashback, salti delineati dalla fotografia e dalla saturazione delle immagini scelte in post-produzione nella fase del montaggio finale.

Sicuramente non è una delle massime opere di Pedro Almódovar [tant’è che diversi colleghi non hanno apprezzato molto la pellicola una volta finita la proiezione ndr.] e sicuramente il regista avrebbe potuto analizzare in maniera più dettagliata alcuni aspetti e spunti presenti nella trama [come ad esempio il rapporto tra Antia e Beatriz], ma nonostante ciò scorre bene per i suoi 99 minuti e riesce a raccontare con trasporto ed emozione questa storia amara.

Julieta sarà nelle sale italiane dal 26 Maggio 2016.

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