La grande “Perfomance” di Virginia Raffale

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Performance

Virginia Raffaele sta per la prima volta porta in teatro le “sue” donne!

Mi ricordo di Virginia Raffaele a “Victor Victoria”. Ogni volta che c’era questa annunciatrice dalla voce meccanica a scatti non riuscivo a trattenermi. Non nascondo che era uno dei motivi per cui guardavo il programma.

Poi quando Victoria ha traslocato a “…quelli che il calcio” portando con se Virginia Raffaele è iniziata, ameno per me, l’adorazione.
Dalla Minetti alla Bruzzone è stato un crescendo. Un giorno un mio carissimo amico ha mandato un messaggio sul gruppo di whatsapp con cui pianifichiamo le nostre colazioni della domenica che diceva:”Ho preso tre biglietti per la prima dello spettacolo di Virginia Raffaele all’Ambra Jovinelli. Non prendete impegni, sarà pazzesco“.

Quindi, vista la premessa che ho fatto, ero già esaltato. Se aggiungiamo che, tra quando ho ricevuto quel messaggio e la sera della prima, c’è stato il Festival di San Remo che l’ha vista protagonista assoluta  delle cinque serate con due delle sue “maschere” più famose, la sanguigna e verace Sabrina Ferilli, la sensuale e surreale Belen e due nuovi personaggi che hanno fatto impazzire il pubblico, Donatella Versace e l’intoccabile e “candida” Carla Fracci.La quinta sera ha scelto di essere se stessa, di mostrarsi. Perciò la voglia di assistere allo spettacolo e le aspettative erano cresciute a livelli di defcon 4.

Ieri sera, finalmente, ho assistito allo spettacolo, che ha la regia di Giampiero Solari.Ornella Vanoni, Belen Rodriguez, il Ministro Boschi, la criminologa Roberta Bruzzone e le altre sono donne, tutte molto diverse tra loro, che tra arte, spettacolo, potere e politica sintetizzano alcune delle ossessioni ricorrenti della società contemporanea: la vanità, la scaltrezza, la voglia di affermazione e, forse, la scarsa coscienza di se.Il tutto raccontato attraverso la lente deformante e irriverente dell’ironia e della satira, tipici elementi che compongono lo stile di Virginia Raffaele.

A traghettare lo spettatore nel viaggio performativo dell’artista ci pensa la The Artist per eccellenza Marina Abramovic che nei grandi schermi, che fanno da fondale ci ricorda: “Performance in Art. Art is Performance. Performance is Body – o avrà detto Bari? – Body is Peformance. Performance is Performance“.

Il monologo di Paula Gilberto Do Mar mi ha colpito molto perché ha saputo raccontare, dosando risate e amarezza, la sua storia e del difficile percorso per diventare … poesi!Credo che Virginia, esattamente come Giorgia Maura, aveva un sogno e l’ha saputo sognare. Aveva un obiettivo e l’ha saputo obiettare. Aveva uno scopo e l’ha saputo … raggiungere.

 

Secondogenito e gemelli: questo la dice lunga sul mio carattere. “Ottantologo”, Pop addicted,nel corso degli anni ho collaborato con diverse testate, tra cui L@bel, Progress e Aut. La moda è la mia passione più grande perché è cultura, è visione sociologica della vita e del mondo. La Rete è la mia seconda casa. Sono dieci anni che il mio avatar è Psikiatria80, nome del mio primo blog, ma anche di tutti i miei profili sui tanti social network.