La tv sta cambiando: produzioni interne, serie tv online e la minore importanza degli ascolti

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La tv sta cambiando. Potrebbe essere un motto in pieno stile Game of Thrones, ma qui il cambiamento sta avvenendo veramente, almeno per quanto riguarda la televisione americana e le sue serie tv. Probabilmente leggendo quel “motto” penserete sicuramente a Netflix, che negli ultimi anni ha rivoluzionato le abitudini degli americani, e pian piano anche quelle degli altri paesi: gli orari non sono più importanti, lo spettatore segue le proprie serie quando può, dove gli pare e come gli pare. Ma non è questo il cambiamento a cui mi riferisco, più che altro questa è la goccia che ha portato i canali americani a trovare nuove frontiere di guadagno, perchè di anno in anno gli spettatori che vedono una serie tv o un programma in diretta, diminuiscono vertiginosamente.

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Serie tv prodotte internamente

Un segno di questo cambiamento l’abbiamo notato durante gli Upfronts che si sono tenuti a maggio, in cui i “big four“, FOX, NBC, CBS, ABC, hanno ordinato serie tv prodotte internamente, perchè i network riescono a guadagnare di più grazie alla vendita delle licenze ad altri canali nazionali o internazionali e servizi streaming, anzichè sperare solo nel successo sulla televisione tradizionale:

  • ABC ha ordinato solo serie prodotte dallo studio interno, ABC Studios, solo Dr. Ken e Uncle Buck sono co-produzioni, a queste nuove serie si aggiungono le altre che torneranno per nuove stagioni, che sono tutte prodotte internamente.
  • FOX ha ordinato otto serie dallo studio interno, 20th Century FOX di cui una co-produzione (Grandfathered) e una serie prodotta da Warner Bros, Lucifer.
  • NBC ha ordinato nove serie tv dallo studio di produzione interno, Universal TV di cui una co-produzione (Game of Silence) e due serie tv prodotte studi esterni Blindspot (Warner Bros) e The Player (Sony TV). Tutte le comedy ordinate sono produzioni interne.
  • CBS è sempre stato un network che ha prodotto internamente le sue serie tv, anche se quest’anno sembra aver invertito il trend, con quattro serie prodotte da CBS Studios (incluse due co-produzioni: Code Black e lo spinoff di Criminal Minds con ABC Studios), due serie tv prodotte da Warner Bros: Supergirl e Rush Hour, e Life in Pieces prodotta da 20th Century FOX.

Inoltre quest’anno tutte le serie prodotte da case di produzione esterne, e che non eccellevano negli ascolti (vedi The Following su FOX, Forever su ABC entrambe Warner Bros) sono state cancellate, e altre serie sempre prodotte da studi esterni sono state rinnovate ma non debutteranno in autunno (2 Broke Girls e Person of Interest, prodotte da Warner Bros per CBS).

Serie tv disponibili online, sarà il futuro dei canali generalisti?

Un altra prova arriva dai recenti rinnovi di Aquarius per NBC e Mr. Robot per Usa Network (nonostante sia un canale via cavo). La prima ha annunciato il rinnovo per una seconda stagione perchè l’innovativo (per le generaliste) metodo di rilascio dell’intera stagione in un giorno ha raddoppiato il traffico di NBC Digital (formato da NBC.com, l’app NBC e Hulu): “con questa strategia innovativa, Aquarius ha appassionato milioni di utenti e dato vitalità alla nostra estate. Ormai non è un segreto che il modo in cui si guarda la televisione si sta evolvendo, quindi abbiamo deciso di adottare questo approccio per Aquarius e ciò ci ha ripagati con numeri da record per NBC Digital e ha aiutato a raggiungere utenti che altrimenti, avrebbero trascurato una serie estiva.” dichiara il presidente all’intrattenimento di NBC, Jennifer Salke.

Come anticipato prima, Usa Network ha ordinato una seconda stagione di Mr. Robot prima del debutto ufficiale perchè la preview rilasciata online un mese fa è stata seguita da 2.6 milioni di utenti, che sono molti di più rispetto a quelli che hanno visto la serie in diretta, infatti la prima puntata non ha registrato ascolti eccezionali: 1.75 milioni di spettatori e 0.5 di rating A18-49.

Gli ascolti live contano sempre meno, in favore dei dati differiti di 3 o 7 giorni

Un’altro segno di cambiamento ci arriva direttamente dai canali via cavo, quelli che già hanno regole diverse per quanto riguarda i rinnovi delle serie. Infatti avendo un palinsesto meno “affollato” possono proporre repliche delle serie tv e questo rende praticamente inutili i dati d’ascolto giornalieri (Live+SD in gergo), ed è il motivo per cui network come HBO e Usa Network hanno annunciato di “boicottare” i dati giornalieri in favore dei dati differiti di 3 o 7 giorni.

Insomma, virando sempre di più sulle produzioni interne, sui altri metodi di fruizione della tv, sui dati d’ascolto più consoni alle loro programmazioni i canali televisivi perseguono lo scopo di realizzare profitti maggiori con i loro prodotti: e chissà se un giorno gli ascolti misurati dalla Nielsen, con un metodo che forse non è più adatto ai nostri tempi, non conteranno più nulla nelle decisioni di rinnovo delle serie tv, e questo non può che portare benefici anche allo spettatore.

Dire che amo le serie tv è abbastanza scontato visto che sono qui, è una passione che ormai è diventata quotidianità e che si è allargata pian piano, passando da 4-5 serie a circa 80 serie durante l'anno (ma saranno di più). Scrivo per passione, e soprattutto scrivo per dar sfogo alla mia ossessione per gli ascolti e le previsioni di rinnovo delle serie tv, ma questo lo sapete già. Per info: d.allegra@dituttounpop.it