La vita di Alexander McQueen diventerà un film

0

Il creatore di “Looking” riuscirà a rendere giustizia al genio di Alexander McQueen?

La vita di Lee Alexander McQueen o semplicemente Alexander McQueen come tutti lo conosciamo diventerà un film diretto Andrew Haigh, creatore della serie tv Looking, la sceneggiatura firmata da Andrew Wilson si baserà su “Blood Beneath The Skin” la biografia del geniale designer.

Personalmente amo tantissimo Alexander McQueen e la notizia mi fa molto piacere.

I biopic si rivelano a volte interessanti soprattutto se riescono a raccontare il perché dell’ascesa e la discesa di un personaggio riuscendo a far emergere la sua personalità, le emozioni, il contesto, il motivi di alcune scelte.

Quando nel 2010 arrivò la notizia della morte per suicidio di Alexander McQueen fu una vera doccia fredda per tutti.

In quel momento era all’apice del successo, ma evidentemente era anche all’apice del tormento interiore.

Quando morì si disse che non si era mai ripreso dal dolore della perdita della Mamma e anche da quello di Isabella Blow, sua amica, icona, mecenate, anche lei andata via per sua volontà.

Ma quali siano i motivi quello che è certo è che quel giorno abbiamo perso una mente creativa e geniale.

Ho sempre amato le estetiche decadenti e macabre di McQueen, le influenze dell’era vittoriana, il suo mettere il corpo al centro di tutto, che lo accomunava agli artisti performativi che, nuovamente negli anni’90 erano tornati ad usare il corpo come rinnovato territorio di ricerca.

Non a caso le sue sfilate, soprattutto nei primi anni, erano vere e proprie performance artistiche, manichini al posto di modelle, ascensori che facevano apparire e scomparire le modelle giocando sui concetti del vuoto e del pieno, abiti colorati davanti agli occhi dei fashion Editor, dei direttori e dei buyers in chiaro riferimento all’action painting, alle bombolette della Street art e naturalmente alla casualità del caos, le maschere che annullano i volti e che rendono manichini viventi, per molti anche inquietanti, le star della passerella.

Non posso, soprattutto ora, non fare menzione della giacca Union Jack indossata da Bowie e alle Armadillo, le scarpe consacrate da Lady Gaga nel video di Bad Romance.

Su McQueen ci sarebbe tantissimo da dire basti pensare che fece il suo esordio al Costume Institute del Metropolitan di New York diventando la loro mostra di moda più vista di tutti i tempi e che il V&A di Londra lo ha celebrato con la mostra “Savage beauty“, consacrando di fatto il suo legame con il mondo dell’arte.

Spero che il film sia in grado di rendere giustizia all’artista e all’uomo.

Vorrei aggiungere una piccola nota personale che, sono certo, nel film non verrà menzionata.

Una sera ero all’ingresso di Muccassassina, la famosa serata glbt romana, e me lo sono trovato davanti.

Non sono stato in grado di dirgli nulla,  troppa era la meraviglia e l’emozione e di questo avrò sempre un grande rammarico.

 

Secondogenito e gemelli: questo la dice lunga sul mio carattere. “Ottantologo”, Pop addicted,nel corso degli anni ho collaborato con diverse testate, tra cui L@bel, Progress e Aut. La moda è la mia passione più grande perché è cultura, è visione sociologica della vita e del mondo. La Rete è la mia seconda casa. Sono dieci anni che il mio avatar è Psikiatria80, nome del mio primo blog, ma anche di tutti i miei profili sui tanti social network.