“Le forme della moda” di Maria Luisa Frisa.

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“Le forme della moda” di Maria Luisa Frisa: un “piccolo” grande libro sul valore e i valori della Moda.

Maria Luisa Frisa parlando con me del suo libro “Le forme della moda” lo ha definito: “il mio piccolo libro”. Sono sicuro che quel piccolo era riferito al numero di pagine, alla grandezza fisica, di certo non al contenuto e agli argomenti.

Maria Luisa Frisa o semplicemente @lafrisa, usando il suo nick di Twitter e Instagram, è un critico e curatore, dirige il corso di laurea in Design della Moda e Arti multimediali all’Università IUAV di Venezia e con “Le forme della Moda” riesce a raccontare e, avendo la fortuna di conoscere il suo lavoro e lei, un’agguerrita sostenitrice del valore economico, artistico e culturale della moda intesa come sistema, come produzione di oggetti destinati ad essere usati, indossati, vissuti, ma anche produzione culturale e sociologica.

Visione che condivido con l’autrice affrontando anche quei pregiudizi che considerano la moda solo ed esclusivamente un fenomeno vuoto, senza nessun tipo di valore.

Spesso chi ama e conosce la Moda fa fatica soprattutto a far comprendere i messaggi che una sfilata, una collezione o la filosofia di un Brand contengono perché ormai tutti parlano di moda, ma la maggior parte delle volte lo fanno senza cognizione di causa.

Se per voi parlare di moda vuol dire parlare solo di vestiti questo libro è perfetto perché vi farà cambiare idea, vi darà tantissime e, cosa fondamentale, vi stuzzicherà la curiosità di approfondire quello che l’autrice ha “accennato”. Non è un caso che il libro faccia parte della collana “farsi un’idea” della casa editrice il Mulino. Effettivamente permette a chi è neofita dell’argomento di avere un’ottima infarinatura e a chi è già avvezzo alla materia di fare un buon ripasso.

Troverete molti nomi noti, ma anche tanti che forse non avete mai sentito, alcuni termini vengono contestualizzati e utilizzati come si deve.

Solo per fare un esempio che in questi ultimi anni è al centro della grande rivoluzione della moda; la differenza tra uno stilista e un fashion designer, ma anche cos’è un direttore creativo di un Marchio o di una rivista e altri che non vi dico per non rovinarvi il gusto.

È un libro che, secondo me, molti politici e burocrati dovrebbero leggere per capire quanto questo settore così “frivolo e colorato” possa aiutare il nostro Paese ad essere leader di un segmento della nostra economia e cultura che, come leggerete, ha subito delle modifiche enormi, ma che sono nella natura stessa dell’essere moda.

Non vi aspettate un libro “pesante”, anzi l’autrice lo ha reso fruibile e interessante e ci sono molti riferimenti alla natura Pop della moda.

Se avete visto “Il diavolo veste Prada” forse vi sentirete un po’ Andrea alla prima rassegna quando Miranda la “umilia” con il monologo sul ceruleo e in pochi minuti le spiega cos’è quel mondo in cui si trova, ma esattamente come lei capirete davvero cosa c’è dietro “Runway”.

Sono certo che vi piacerà!

 

Secondogenito e gemelli: questo la dice lunga sul mio carattere. “Ottantologo”, Pop addicted,nel corso degli anni ho collaborato con diverse testate, tra cui L@bel, Progress e Aut. La moda è la mia passione più grande perché è cultura, è visione sociologica della vita e del mondo. La Rete è la mia seconda casa. Sono dieci anni che il mio avatar è Psikiatria80, nome del mio primo blog, ma anche di tutti i miei profili sui tanti social network.