Martin Freeman al Giffoni Experience:”il mio super-eroe preferito è Batman”

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Martin Freeman arriva per la prima volta in Italia al festival dei più giovani che, come ogni anno, infiamma la città di Giffoni Valle Piana. Conosciuto per essere apparso in Lo Hobbit, Sherlock e Fargo, Martin Freeman rivela le sue passioni, l’amore per la recitazione ed il suo futuro nel franchise Marvel.

Martin Freeman arriva al Giffoni Film Festival in una giornata accaldata ma di grande fermento. L’attore di origini inglese infatti è ormai sulla cresta dell’onda; dopo aver conquistato il cuore del pubblico grazie alla sua apparizione in Sherlock, Fargo (pluripremiata agli Emmy) e lo Hobbit, l’instancabile attore per il 2016 si dividerà fra cinema e tv dato che sarà protagonista in 2 lungometraggi e tornerà ad essere il Dottor Watson della nota serie della BBC. Martin Freeman nella giornata del 19 luglio, ha incontrato sia la stampa (in una fruttifera conferenza) che il pubblico in uno strabiliante Meet & Great.

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Traspare così un uomo tutto d’un pezzo, un VERO lord inglese, simpatico, gentile e corretto, ma soprattutto un uomo che ama la settima arte in tutte le sue accezioni più complete. Vestito con un pantalone a righe e maglietta nera, Martin Freeman a ruota libera parla degli hobby e del suo futuro lavorativo.

Sarò protagonista di Funhouse insieme alla strabiliante Tina Fey. Non è stato per nulla facile realizzare questo lungometraggio, ma fin da quando ho letto la prima sceneggiatura, ho intuito la grande potenza della pellicola. Sarà una commedia nera sulla dura vita di un reporter in Afghanistan e Pakistan” Funhouse è il progetto più ambizioso per l’attore inglese, ma il 2016 segna anche il suo debutto nel franchise Marvel. Martin Freeman infatti apparirà al fianco di Chris Evans in Captain America: Civil War:”Il mio non sarà un ruolo importante, dato che fino ad ora ho girato solo un paio di scene, ma posso confermare che sarò un agente governativo americano molto ambiguo (forse dello SHIELD?), ed anche se non sarò un personaggio principale ci sono buone possibilità. Non mi spaventa affatto prendere parte ad un blockbuster, quando mi piace la sceneggiatura non bado a chi sarà rivolto il film. Devo ammettere però che il mondo dei super-eroi lo adoro particolarmente e sono contento di essere un tassello della Marvel, anche se in tutta sincerità il mio eroe preferito è Batman, ma dato che al cinema non potrò mai interpretarlo, mi accontento del ruolo che mi è stato offerto.” In questo contesto l’attore stesso ha smentito la sua imminente partecipazione al “Gigante e la bambina” che a quanto pare è finito nelle mani di Spielberg, affermando ironicamente:” No non verrò diretto da Steven Spielberg ma ne sarei onorato

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Martin Freeman non si è lasciato sfuggire alcune dichiarazioni in merito allo speciale di Natele di Sherlock:” Sarà ambientato in parte a Venezia e, si ci sarà da piangere. L’episodio fa capire come la serie tv ha con se ancora un grande appeal ed una forza narrativa sconfinata. Inoltre la mia alchimia latente con Benedict Chumberbatch rende il tutto sempre molto emozionante. Non ho avuto paura di interpretare Watson, perché mi piaceva lo script. Mark Gatiss e Steven Moffat hanno reso John una co-star di Sherlock. Lui è il personaggio principale della serie tv, ma la complicità tra questi due ha fatto sì che, con tutto il rispetto per Arthur Conan Doyle, i produttori avessero sviluppato qualcosa di più tanto da renderli entrambi della stessa importanza”

E mentre negli Stati Uniti si prepara la seconda stagione di Fargo, serie che poi ha confermato le doti recitative di Martin Freeman, l’attore conferma” Una delle cose più difficili è stato l’accento del Minnesota, dato che io sono inglese e lui è americano ovviamente. In genere, quando lavoro su un nuovo personaggio, mi concentro sull’accento. Con Lester mi trovo bene. Se reciti nelle vesti di un personaggio per cinque mesi, alla fine cerchi di perfezionarlo, come se io fossi lui, e lui fosse me. Anche se non ho ancora ucciso mia moglie a martellate”

E sul cinema italiano? “Ad essere onesto non ne conosco molto”, ha ammesso l’attore, “sono rimasto al 1959 per lo stile e l’estetica del cinema. Se mi rifaccio a quel cinema, non posso commettere errori; era fatto bene, la Vespa era bellissima, e il vestito italiano funzionava benissimo. Posso solo dire che l’Italia è un paese strabiliante, piena di persone magnifiche, ma diamine che caldo che fa” conclude ironicamente l’attore prima di recarsi fra le braccia del pubblico.

Carlo e' un giovane ragazzo di Caserta cresciuto a pane libri, cinema e serie tv. Confusionario, autocritico ed affidabile, ha fatto delle sue passioni un lavoro e quest'ultima collaborazione, e' la riprova dell'irrefrenabile voglia di scrivere e parlare di tutto ciò che riguarda la cultura pop moderna. Per comunicati, info e news scrivete a c.lanna@dituttounpop.it