Matteo Cambi intervista: “Il carcere ti segna per la vita e rimane una ferita indelebile”

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Matteo Cambi intervista: disponibile in tutte le librerie “MARGHERITA DI SPINE – Ascesa e caduta dell’inventore di G U R U”, il sofferto libro autobiografico dell’imprenditore carpigiano

“La cocaina gestiva le mie emozioni. I miei alti e i miei bassi. Mi facevo dieci pezzi al giorno e quando ero in astinenza, grattavo il muro con la bibbia. Simulavo che il bianco della parete fosse bamba. Sono vivo per miracolo”

Quanto può essere dura arrivare al successo e poi perdere tutto e vedere la propria vita andare in pezzi? L’imprenditore Matteo Cambi sa bene cosa vuol dire; dal successo mondiale del proprio marchio d’abbigliamento alle feste faraoniche a casa di Lele Mora e Flavio Briatore fino ad arrivare all’alcol all’inferno della cocaina, alla bancartotta e alla prigione.

Il racconto del declino, ma anche delle rinascita, della voglia di ricominciare e non darsi per vinto è raccontato nel libro autobiografico “MARGHERITA DI SPINE – Ascesa e caduta dell’inventore di G U R U” (edito da Mondadori e disponibile in tutte le librerie) la vera storia di Matteo Cambi, inventore del marchio con la Margherita G U R U. 

Scritto a quattro mani con Gabriele Parpiglia, Cambi si racconta senza indulgenza e senza omettere nulla, con lucidità e senso critico sulla nascita e sul declino dell’impero da lui creato in giovanissima età.

Abbiamo avuto l’occasione di scambiare quattro chiacchiere proprio con lui, il quale ci ha raccontato la difficoltà nel raccontarsi in questa autobiografia, il motivo per cui l’ha fatto e la sua recentissima esperienza sull’Isola dei Famosi.

Ciao Matteo, innanzitutto come stai adesso?

Molto bene. Non ho rimpianti, sono contento di essere rientrato in Italia e di aver riabbracciato mia moglie e mia figlia.

Quanto è stato difficile raccontarsi in questa autobiografia e perchè hai deciso di farlo?
E’ stato difficile mettersi a nudo, ma sono felice di averlo fatto e credo di aver lanciato un messaggio positivo: nella vita si può cadere ma ci si può rialzare.
Ho pagato un conto salatissimo per quello che ho commesso e delle vecchie frequentazioni nessuno mi è rimasto accanto.
Scrivere “Margherita di Spine” a quattro mani con Gabriele Parpiglia è stato un grande privilegio perché è un professionista e perché conosce i meccanismi legati al mondo dello spettacolo, ambiente che ho frequentato in quegli anni e che mi ha portato alla rovina.

Quanto ti ha cambiato la permanenza in carcere e tutta questa vicenda?
Il carcere ti segna per la vita e rimane una ferita indelebile. Uscito dalla prigione ho seguito un iter lungo e doloroso fatto di arresti domiciliari, comunità e affidamento ai servizi sociali. Sono stati anni difficili e dolorosi, ma ho potuto contare sul grande supporto di mia moglie Stefania.

Cosa ha significato per te il declino del marchio Guru?
Guru rimane una mia creatura.  Sono stato uno stupido a buttare per aria tutto quello che di buono avevo creato, ma non ho rimpianti e vivo tutto con distacco perché quel periodo ha coinciso con gli anni più bui della mia vita. Prima del fallimento ho trovato l’accordo con un gruppo indiano per la cessione dell’azienda che aveva un problema di indebitamento, ma che fatturava ancora 60 milioni. Ho cercato di salvaguardare i dipendenti e nessuno di loro ha perso il posto di lavoro.

Cosa ne è adesso del marchio?
Il marchio è stato rilevato da un gruppo indiano. Dal 2012 collaboro con loro come consulente per la comunicazione e il marketing.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Attualmente voglio dedicarmi al libro, ho dato tutto me stesso in questo progetto. Voglio continuare a fare il consulente per Guru e valutare la possibilità di ripartire con un progetto imprenditoriale serio, ma solo dopo aver analizzato tutto attentamente.

Come mai hai accettato di partecipare all’Isola dei Famosi e come ti hanno contattato? Com’è stata la dinamica?
Sono stato contattato da Mediaset. Ho accettato di partecipare tra i naufraghi non per fama, ma per fame perché oggi come oggi per me è fondamentale avere degli introiti che consentano alla mia famiglia di vivere serenamente.

Quanto è stata sofferta la tua scelta nel lasciare l’isola e quali sono i motivi che ti hanno spinto a rinunciare?
Non sono pentito di avere abbandonato l’isola. Mi sono trovato in una situazione di forte imbarazzo nel dovermi denudare davanti alle telecamere e trasmettere solo quello, a chi mi guardava da casa, mi provocava disagio e mi sembrava limitante.
Ho comunque sopravvalutato le mie potenzialità, pensavo fosse più facile, invece dopo pochi giorni ho capito che non avevo più voglia di trovarmi in quel contesto e affrontare certe situazioni.

Beh, che dire... Amo le Serie tv, il Cinema e il Design... ah, anche mangiare, ma questo è un altro discorso. Scrivevo, scrivo e penso che continuerò comunque a farlo nonostante il tempo tiranno. Sono ovunque, in ogni sezione c'è del mio, come una pianta infestante in pratica. In passato, come molti colleghi presenti su dituttounpop, ho preso parte al progetto editoriale "Un anno con il Serial Club". Membro fondatore della #bandadellapellicola Non siate timidi e per comunicati, eventi, news scrivetemi! l.lemma@dituttounpop.it