Negramaro – Sei tu la mia città. Il nuovo singolo che segna il ritorno della band.

0
Negramaro - Sei tu la mia città

Ciao Ragazzi, come state? Bentrovati, anzi ovunque vi troviate, qualunque sia la vostra città, siamo tutti qui in una stanza per una sorpresa per voi. Ci abbiamo messo un po’ di tempo però abbiamo preparato una cosa che non vedevamo l’ora di farvi sentire ed oggi qui vi diamo un’anteprima, in questa stanza, tutti i Negramaro, tutti insieme, per voi, il nostro nuovo singolo da domani praticamente in tutte le radio“.

[adsense]

Con queste parole e con un video della durata di due minuti una delle band più amate e più seguite del nostro bel Paese, i Negramaro, ha pensato di lanciare, a sorpresa, il loro nuovo singolo: “Sei tu la mia città”. Il singolo, che anticipa il loro nuovo album, di cui però non si conosce ancoa la data di pubblicazione, è disponibile in tutti gli store di musica digitale.

Negramaro – Sei tu la mia città 

la strada si aggroviglia nei tuoi capelli

i lampioni che esplodono come fanali nei tuoi occhi

hai il cuore che sa di asfalto e di preghiere

e le macchine che attraversano senza più guardare

e sciogliti i capelli nel fango solo se ci riesci

riallacciami i tuoi dubbi alle scarpe

se poi tu non mi credi

se non mi credi

il cielo lo reggono ancora i miei difetti

le mani si incastrano e formano grattacieli

le scuse attaccale bene così non cadi

le unghie affilate resistono tagliando i vetri

e asciugami i pensieri col fiato degli ultimi alberi

accendimi di notte le insegne dei più bei ricordi

concedimi la pace e i treni senza più rimorchi

e puntami negli occhi come un tram a fari spenti

investimi di luce se non mi vedi ancora in piedi

sei tu la mia città

sei tu la mia città

che mi spaventa quando è sera

e mi addormenta la mattina

e mi ricorda di esser tanti

uno solo in mezzo a tanti

quando hai voglia di sentire

addosso il brivido degli altri

perché tu sei la città

sei tu la mia città

le case che aprono le gambe agli sconosciuti

e le chiese sono bocche di donne con i fucili appesi

le fabbriche sono vecchi indiani che fanno segni

il fumo porta via con se gli ultimi avanzi

nascondimi dagli altri son troppo comodi i tuoi denti

e sputami poi fuori quando stenderai i tuoi panni

e lavami nel fiume se vorrai ancora indossarmi

e rimboccami le maniche quando pioverà dai muri

e soffiami sul mondo come quasi fossi vento

sei tu la mia città

sei tu la mia città

che mi spaventa quando è sera

e mi addormenta la mattina

e mi ricorda di esser tanti

uno solo in mezzo a tanti

quando hai voglia di sentire

addosso il brivido degli altri

perché tu sei la città

sei tu la mia città

che si colora quando è sera

mentre i vicoli sono neri

e ti ricordi solo allora della tua vera natura

ed hai bisogno un po’ di me

per sentirti meno sola

per sentirti una città

che resta sempre ancora accesa

sei tu la mia città

sei tu la mia città

che mi spaventa quando è sera

e mi addormenta la mattina

e mi ricorda di esser tanti

uno solo in mezzo a tanti

quando hai voglia di sentire

addosso il brivido degli altri

perché tu sei la città

sei sempre e solo la città

che si colora quando è sera

mentre i vicoli sono neri

e ti ricordi solo allora della tua vera natura

e hai bisogno un po’ di me

per sentirti meno sola

per sentirti una città

che resta sempre ancora accesa

sei tu la mia città

sei tu la mia città

sei tu la mia città

Classe 1983. Nonostante gli studi prettamente scientifici, Liceo Scientifico prima e Facoltà di Ingegneria dopo, ho continuato a coltivare quelle che sono le mie vere passioni, facendo emergere, tra le altre cose, un lato artistico. Le mie giornate durano in media 19 ore, escludendo le ore di sonno. Appassionato di tv (talent e reality in primis), serie tv e teatro, ho collaborato con diversi blog televisivi: InsideTv, Magazinet e Teleblog, pubblicando il Volume #0 di "UN ANNO CON IL SERIAL CLUB".