Ninja Scroll, la Recensione

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Ninja Scroll

Yoshiaki Kawawajiri è stato, e probabilmente è ancora, assieme a Shinichiro Watanabe (Cowboy Bebop, Mobile Suit Gundam 0083: Stardust Memory) uno dei più grandi registi di Anime degli anni ’80 e ’90. Kawajiri con il proprio stile registico improntato sul dinamismo, sull’azione e con una cruda violenza ha segnato un periodo, il dorato mondo degli OAV (Original Anime Video, cioè anime prodotti per il mercato Home Video), aggirando spinose questioni di censura per i temi trattati nei suoi film.

Parliamo in particolare di Ninja Scroll (Jubei Ninpucho) del 1993, uno dei film a tema fantastico PIU’ BELLI in assoluto inspirati al Giappone feudale.

Storia:
La Storia narra di un Ninja vagabondo di nome Jubei Kibagami (nome inspirato al famoso samurai orbo. Jubei Yagyu, al servizio dello Shogunato presieduto da Tokugawa Ieyasu), che durante una missione per recuperare una preziosa spada per un Damyo del luogo, si imbatte nell’unica superstite del Clan ninja Mochizuki, decimato da un gruppo di mostri chiamati “Otto demoni di Kimon“. Jubei salva la ragazza da uno stupro da parte di uno dei mostri, ed in seguito viene costretto dal misterioso (e buffo) vecchio Dakuan a collaborare con lui per sventare un colpo di stato da parte dello Shogun del Buio al governo Tokugawa. Andando avanti con la storia verremo a conoscenza che il capo degli Otto Demoni altri non è che Himuro Genma, decapitato da Jubei stesso per vendicare l’uccisione dei propri compagni Ninja e  misteriosamente ancora in vita.

Kagero si unisce al gruppo nella battaglia contro Genma sfruttando le sue particolari abilità; ella infatti è un assaggiatrice di veleni, ed essendo stata sottoposta a tali trattamenti fin da bambina ha anche un corpo in grado di sprigionare le proprietà del veleno stesso. Kagero si innamora segretamente di Jubei ed è ricambiata, ma essi non possono unirsi in quanto, come spiega Dakuan: “chiunque fa l’amore con quella donna muore”. In seguito all’abbattimento degli Otto demoni Jubei rischia di morire avvelenato da Dakuan, ed assiste impotente all’uccisione della bella Kagero per mano di Genma.

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Genma intende sfruttare un grande quantitativo di lingotti d’oro, rubato ai grandi signori del paese, non solo per spodestare Tokugawa, ma anche per abbattere lo Shogun del Buio ed assumere il comando del Giappone. Quando Kagero spira fra le braccia dell’amato Jubei questi acconsente a darle il primo ed unico bacio della sua vita, questo bacio cura il ninja dall’avvelenamento, facendo l’effetto di un siero. Carico della rabbia per la morte dei propri compagni e dell’amata, Jubei si intrufola sulla nave ed affronta Genma in singolar tenzone, ma a nulla valgono i suoi sforzi e la sua grande tecnica di spada, perchè nemmeno tagliato a metà l’avversario può essere ucciso, rigenerandosi ogni volta.

Quando la nave prende fuoco ed i due sono sbalzati verso una colata di oro fuso, Jubei riesce a buttarvici dentro l’odiato nemico, che muore annegato, ricoperto dal prezioso metallo. Vinta la battaglia il Ninja Ronin si congeda da Dakuan con la minaccia di non richiedere più i suoi servizi. Jubei si allontana quindi con fare errante verso nuove mete.

Personaggi:

oltre ai già citati protagonisti ecco i nomi ed i poteri degli Otto Demoni di Kimon;

Tessai: grosso energumeno con la capacità di mutare la propria pelle in pietra e resistere agli attacchi di spada

Benisato: donna in grado di far fuoriuscire dal proprio corpo (??) serpenti velenosi

Mushizo: uno dei componenti del gruppo dall’aspetto meno umano e decisamente grottesco: il suo corpo è un alveare pieno di grosse api con cui uccide i nemici

Utsutsu Mujuro: Samurai cieco in grado di percepire ogni colpo sferratogli tramite gli spostamenti d’aria, ed al contempo abbagliare il nemico tramite l’intensa luce del sole riflessa sulla sua spada

Shijima: un Ninja in grado di fondersi con le ombre e muoversi attraverso di esse, insensibile al dolore corporeo ed in grado di manipolare i cadaveri come burattini

Yorimaru: demone del fulmine, in grado di stendere fili a chilometri di distanza e trasmettergli una scarica elettrica in grado di fulminare all’istante anche i demoni più potenti

Zakuro: donna in grado di maneggiare la polvere da sparo, imbottendo i corpi umani ed animali con polvere pirica, e trasformarli in ordigni letali

Himuro Genma: dotato della “tecnica dell’immortalità” ed in grado di ricongiungere tutte le proprie parte del corpo amputate da tecniche da taglio, Genma è anche in grado di modificare i lineamenti del proprio viso.

Regia:
Kawajiri è qui alla sua seconda performance da regista, dopo Demon City Shinjuku nel 1988, ed a 8 anni da quella che sarà una pietra miliare nell’animazione giappa, cioè Vampire Hunter D: Bloodlust nel 2000.
Sia le inquadrature dinamiche che le scene d’azione come detto prima sono una sua impronta stilistica ricercata ed identificativa, le tecniche di spada ed i vari duelli assumono qui una sorta di “velocità” di esecuzione che nulla ha da invidiare alle scene dei film di Hollywood (non a caso Andy & Lana Wachowsky vollero proprio Kawajiri per produrre uno dei cortometraggi più affascinanti di Animatrix).
Tale abilità si nota specialmente nella sceneggiatura, inspirata a fatti storici reali, con Ninja che nonostante mostrino poteri paranormali, sono più vicini al concetto di “Ninja” vero e proprio, discostandosi dalla pura reinvenzione del termine e non calandolo nel fantastico del fumetto per ragazzi (Naruto docet). Qui non ci sono guerrieri che sparano energia dalle mani, ma pura violenza, sia estetica che visiva; essendo stato prodotto per l’Home Enterteintment questo film non ha avuto censure significative; il tentato stupro di Kagero da parte del mostro di pietra chiamato Tessai, appare non molto disturbante, ma come una dimostrazione di crudo realismo, senza contare le varie mutilazioni subite da Genma, scene di nudo e riferimenti erotici che fanno di quest’opera un film per adulti.

Infine i personaggi sono tutti molto ben caratterizzati caratterialmente; Kagero soffre della sua condizione di fanciulla in fiore costretta a non avere un rapporto con un uomo senza ucciderlo, Dakuan è freddo e calcolatore e non esita ad avvelenare ed imbrogliare chiunque pur di compiere la propria missione, Himuro Genma è bisessuale, anche se non viene mostrato ma solo detto. A questo vanno aggiunti  anche diversi scontri all’interno del gruppo dei Demoni di Kimon; un esempio è Benisato che viene uccisa a sangue freddo da Yorimaru, innamorato di Genma, dopo aver fallito la missione di uccidere Jubei, Zakuro che tradisce Yorimaru per prenderne il posto, ed infine la cinicità del signore feudale, che si disinteressa dell’uccisione del Clan Mizuki. Tutto questo contribuisce a rendere il quadro non solo perfetto, ma quasi TRIDIMENSIONALE, ogni personaggio ha una sua storia da raccontare, come appunto Jubei, l’eroe che alla fine da molto e non riceve nulla, perde un amore e salva un paese, vince e vendica i suoi amici, ma viene anche sconfitto e denigrato, pur andando avanti con la propria vita.

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Tecnica:
A dare un tocco impressionista al tutto ci pensa il Character Designer Yutaka Minowa, che stringe un sodalizio con Kawajiri già da Demon City Shinjuku, rendendo subito riconoscibili i suoi disegni; le anatomie sono nodose, gli uomini hanno aspetti mai visti in altri anime giapponesi e più simili alle figure dei comics americani odierni, le donna conservano sensualità ma con un aspetto androgino di fondo, con grandi occhi dalle pupille sferiche e luminose che danno l’idea del loro stato d’animo.
Le rughe sui volti dei protagonisti rendono le espressioni come solo pochi animatori hanno potuto dare (uno su tutti: Masami Suda di Hokuto No Ken, Ken il guerriero), le figure erotiche e grottesche si fondono col realismo del film e sulla sua crudeltà grafica, determinando nuovi standard nell’animazione nipponica.

Risultati:
Ninja Scroll vinse il Film Festival di Yubari nel 1993, nel 2011 è stato lodato per le novità introdotte nel genere Anime Samurai – Ninja dal noto sito Rotten Tomatoes con un punteggio di 100% di rating “fresco” e con un affluenza di 11.000 voti. Negli anni Novanta è stato riconosciuto come uno dei più popolari film del cinema d’animazione giapponese come Akira e Ghost in the Shell. Nel 2004 viene prodotta una serie animata di 13 episodi che riprende le vicende del protagonista, Jubei Kibagami. Nel 2008 la Warner Bros ne acquista i diritti per produrre un live action con nomi come Leonardo Di Caprio. Da anni i si vocifera il convolgimento di Kawajiri in un ipotetico “Jubei Ninpucho 2” ma fino ad ora nessuna voce risulta confermata. Il mio parere è di guardare questo film come un FILM vero e proprio, perchè di questo si tratta; una tematica adulta, un aggressività di fondo e un comparto tecnico come oggi negli anime che si definiscono più “Seinen” non esistono più. Poesia, trucululenta poesia, il tutto calato nel giappone feudale.