Outcast: tra fumetto e serie tv l’anteprima europea del nuovo progetto di Robert Kirkman

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Noi di Dituttounpop eravamo presenti all’anteprima europea, tenutasi a Roma il 19 Aprile 2016 nell’azzeccata cornice dell’Auditorium della Conciliazione, di Outcast la nuova serie tv tratta dall’omonimo fumetto di Robert Kirkman, che è anche sceneggiatore dell’episodio pilota del telefilm, in partenza a Giugno negli Usa e in contemporanea mondiale anche in Italia.

Il fumetto, scritto da Kirkman e disegnato da Paul Azaceta, è attualmente pubblicato negli Usa da Image/SkyBound e in Italia da saldaPress, mentre l’episodio pilota è stato scritto da Kirkman e diretto da Adam Wingard (The Guest). La storia è quella di Kyle Barnes, un uomo che fin dall’infanzia è stato perseguitato dalle possessioni demoniache. Con l’aiuto del Reverendo Anderson, un predicatore dal passato misterioso, Kyle intraprende un viaggio per trovare delle risposte ai suoi tormenti e riprendere una vita normale. Ma quello che scoprirà potrà cambiare per sempre il suo destino e quello del mondo intero.

Outcast – la presentazione del pilot

Dopo un paio di drink fumanti (effetto horror), una volta accomodati in sala, Fox International Italy ha presentato lo show attraverso i suoi rappresentanti, i due produttori esecutivi Chris Black (che è anche showrunner) e Sharon Tal Yguado, e i membri del cast Patrick Fugit (Kyle Barnes), Philip Glenister (Reverendo Anderson), Wrenn Schmidt (Megan Holter), Reg E. Cathey (Capitano Giles) e Kate Lyn Sheyl (Allison Barnes). Secondo loro Outcast è un telefilm audace, qualcosa di mai visto prima grazie alla capacità di Kirkman di creare mondi nuovi e popolarli di personalità inedite, e che negli episodi successivi farà un po’ meno paura di quello d’apertura (elemento forse deterrente più che accattivante, a nostro avviso).

Outcast – la data italiana del pilot

outcastE’ stato annunciato proprio in queste direttamente da Fox Italia che trasmetterà l’episodio pilota il 6 Giugno 2016 (negli Usa su Cinemax inizia il 3 Giugno), quindi a pochissimi giorni di differenza. Ricordiamo che Outcast è già stato rinnovato per una seconda stagione, ancor prima della messa in onda del primo ciclo di 10 episodi.

Il nostro calendario aggiornato sulle Serie TV in partenza in Italia

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Fin dalla sigla lo spettatore è immerso in uno stile che ricorda Game of Thrones, facendo vedere la cittadina al centro della vicenda, Rome, West Virginia (guarda un po’), passando poi ad atmosfere drammaticamente più da brivido lungo la schiena. Outcast si conferma fedele al fumetto da cui è tratta, allontanandosene il giusto, proprio come ha più volte dichiarato Robert Kirkman negli scorsi mesi. Quello che attira maggiormente lo spettatore non è tanto l’aspetto solitario (trito e ritrito, anche se qui in doppia lettura) del protagonista: lui non è l’outcast / “il reietto” solo per gli umani, ma anche per i demoni, che sono attirati a lui e allo stesso tempo lo temono, facendolo sentire calamita e arma contro le forze oscure contemporaneamente. Piuttosto avvicina l’aspetto familiare, sia per la storia tragica di Kyle (anche qui, doppia, senza svelarvi di più) sia per il rapporto fra Kyle col resto del parentado, in primis la caparbia sorella Megan, quella tratteggiata in modo maggiormente diverso fisicamente rispetto al fumetto ma con altrettanta tenacia.

outcastChi ha letto il fumetto riconoscerà la stessa sequenza narrativa, le stesse inquadrature, magnificamente trasposte in versione audiovisiva, compresa la stessa atmosfera claustrofobica, dell’ “oscurità che lo circonda” (come si intitola il primo volume del fumetto, omaggio di fine serata). Le piccole modifiche in quanto alla sequenza sono volte semplicemente a cercare escamotage che colpiscano di più uno spettatore televisivo rispetto ad un lettore di comics, quindi azzeccate (vedi la scena iniziale per presentare il piccolo Joshua). Ci sono alcune differenze poi proprio nella trama: le più sostanziali riguardano un certo rapporto di parentela del protagonista (ma non vi diciamo quale) e il personaggio del vicino di Kyle, interpretato da Reg E. Cathey di House of Cards, che sembra promettere maggior rilevanza e una direzione creativa differente dal fumetto (anche nel rapporto con gli altri personaggi, qui è il capo della polizia e di conseguenza il capo del marito di Megan) e quindi inedita e accattivante.

Chi non ha letto il fumetto resterà comunque basito di fronte ad alcune scelte audaci: la già citata scena iniziale e quella poco successiva, nonché la lotta fra Kyle e il piccolo Joshua, forse ancor più cruenta che nella versione cartacea (alcuni invitati se sono andati non molto dopo l’inizio della proiezione evidentemente scossi). Lo svelamento progressivo dei colpi di scena e dei segreti di Kyle è avvincente al punto giusto, con un ritmo narrativo non troppo progressivo né troppo lento, ponendo le basi di presentazione per la location, la storia, i protagonisti e ciò che potranno essere i loro incontri – e soprattutto scontri. Potrà colpire l’aspetto religioso massicciamente presente, ma anch’esso sappiate che è fedele al fumetto e, se mantenuto, sarà il perfetto contraltare (parola usata non a caso) per permettere a Kyle di fare le sue scelte e prendere le sue decisioni, che inevitabilmente cambieranno Rome e chi la abita per sempre. Parola di Robert Kirkman. Che dite, ci fidiamo?