Pop tattoo: Il mondo dei tatuaggi raccontato da Simon Sock

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Simon Sock

Il mondo dei tatuaggi raccontato da Simon Sock artista romano molto Pop.

Dopo le cucine, i bar e gli alberghi da incubo dall’America sono arrivati anche i tatuaggi.

Non è la novità della stagione e lo so, ma da un po’ mi sono lasciato incuriosire dai programmi a tema Tattoo anche quelli competitivi come Ink Master dove, un po’ come in Project Runaway, i concorrenti, già professionisti del settore, hanno a che fare con le richieste dei clienti e con i temi che i giudici di volta in volta assegnano.

Quello dei tatuaggi è un mondo a sè dove artisti e clienti, le “tele”, si incontrano per soddisfare il bisogno di scrivere sulla pelle qualcosa che fisserà per sempre un momento, una passione.

Un modo per comunicare a se stessi, ma ovviamente anche agli altri, un messaggio su chi siamo.

Mentre mi facevo due nuovi tatuaggi ho intervistato Simon Sock, artista romano. Simon Sock l’ho scelto perché tra le tante cose spesso ha realizzato soggetti Pop. Mentre era alle prese con i simboli dell’Alleanza Ribelle e dell’Ordine dei Jedi ci siamo fatti una bella chiacchierata

Mi racconti un po’ il mondo dei tatuaggi con l’occhio di un addetto ai lavori? Chi sono le persone che si approcciano al tatuaggio?

Il tatuaggio oggi, purtroppo, soprattutto in Italia è una moda. Sono poche le persone che si avvicinano al mondo del tattoo assecondando i valori di questa arte.

C’è chi cerca un confronto con la società perché se non ha un tatuaggio o un piercing sei uno sfigato e questo approccio banalizza tutto perché si tende a chiedere sempre le stesse cose. Lana Del Rey o un calciatore hanno un tatuaggio e la gente vuole quel tatuaggio o quella scritta. Poter seguire la propria arte, d’accordo con il cliente ovviamente, permette di essere più riconoscibile e di esprimersi al meglio.

I tatuaggi possono essere “catalogati” in periodi?

Sì, se hai un occhio attento riesci a contestualizzarli in un determinato periodo o decennio. Riesci a vedere come sono evolute le tecniche, che stanno cambiando sempre più velocemente, un po’come nella moda hai dei periodi di riferimento. Oggi è più indefinibile il periodo perché se prima c’erano 4 o 5 gruppi di stili adesso per fortuna siamo sempre più vicini all’arte e come essa ci sono nuove correnti che ancora non hanno un nome preciso o un riferimento.

Ci sono tatuaggi sempre più concettuali oppure pop. Cose che dieci anni fa erano impensabili da fare. Per tanto tempo il tatuaggio doveva essere leggibile – nel senso di facile comprensione- e chiaro. Un tatuaggio astratto, illeggibile, quasi mistico è sempre più richiesto. In questo posso dire che è evoluta anche una certa parte del pubblico.

Vedendo un po’ il tuo portfolio hai spesso realizzato soggetti pop e, sperando di non dire una cavolata, posso dire che hai un tratto pop. Come mai questa scelta e quale artista ti ispira in modo particolare?

La mia passione per l’estremamente grafico e per la pop art nasce dai miei studi di grafico pubblicitario. La base nera del tatuaggio, che amo molto, mi riporta allo stile grafico per eccellenza. Non ho un’artista di riferimento ma sono un grande “ladro” prendo da vari artisti e cerco di fondere insieme le loro caratteristiche. Il mio obiettivo è quello di creare qualcosa che riesca a fondere che so cose di Andy Warhol con quelle di Roy Lichstein, faccio loro come esempi dato che su te come prima cosa ho fatto la firma di Warhol, ma potrei fare diversi esempi.

Se qualcuno mi chiede un pezzo “originale”, quindi pensato da me direttamente posso fare un’ancora sorretta dai pesci di Escher.

Cosa rende “bravo” un tatuatore?

Oltre la tecnica quello che secondo me rende davvero professionale un tatuatore è il saper dire di no, saper consigliare il cliente, capire il perché di alcune scelte e fargli capire che un determinato punto piuttosto che soggetto non è adatto.

Saper dire di no significa non considerare questo lavoro solo una forma di guadagno, ma rispettarne i valori

Le opere si Simon Sock oltre che nelle foto della gallery le potete vedere nel suo profilo Instagram SimonSockTattoo 

 

Secondogenito e gemelli: questo la dice lunga sul mio carattere. “Ottantologo”, Pop addicted,nel corso degli anni ho collaborato con diverse testate, tra cui L@bel, Progress e Aut. La moda è la mia passione più grande perché è cultura, è visione sociologica della vita e del mondo. La Rete è la mia seconda casa. Sono dieci anni che il mio avatar è Psikiatria80, nome del mio primo blog, ma anche di tutti i miei profili sui tanti social network.