PPZ – Pride and Prejudice and Zombies: l’Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen incontra gli zombie, senza reale convinzione?

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pride and prejudice and zombies

Recensione del film PPZ – Pride and Prejudice and Zombies

Se vi dicessimo che in un universo storico (e narrativo) parallelo i protagonisti di Orgoglio e pregiudizio, il celebre romanzo del 1813 di Jane Austen, incontrano gli zombie, voi di primo acchito come la prendereste? Se la vostra prima e istintiva reazione è di disgusto e fastidio, fermatevi un attimo a riflettere con noi… ma non troppo.

Orgoglio e pregiudizio e zombie (in originale Pride and Prejudice and Zombies) è un “caso editoriale” di Seth Grahame-Smith (il prossimo regista del Flash con Ezra Miller), che si buttò in questa strampalata scrittura su volere di Jason Rekulak della Quirk Books, presto rimbalzato da alcuni blogger interessati all’esperimento in atto: la Austen, in copertina, viene accreditata come co-autrice del romanzo, pensate un po’. Ora questo tanto improbabile quanto intrigante incontro narrativo diviene un film scritto e diretto da Burr Steers (Igby Goes Down, Come farsi lasciare in 10 giorni, 17 Again, Segui il tuo cuore) con protagonisti attori resi noti dal piccolo e grande schermo: Lily James (Downton Abbey, Cenerentola), Sam Riley (Maleficent), Bella Heathcote (Dark Shadows), Douglas Booth (War and Peace), Jack Huston (Boardwalk Empire), Matt Smith (Doctor Who), Lena Headey e Charles Dance (Game of Thrones) e Sally Phillips (Bridget Jones).

PPZ – Pride and Prejudice and Zombies mescola la storia e i temi della Austen – l’orgoglio di classe di Mr Darcy (Riley) e il pregiudizio nei suoi confronti di Liz Bennet (James) – alle caratteristiche tipiche dell’horror, tanto letterario quanto cinematografico, compresi lo splatter e i combattimenti ninja (nella storia frutto dell’educazione anti-convenzionale delle figlie Bennet, in Cina invece che in Giappone come il resto dei figli di aristocratici). Si riprende il romanzo anche nel modo di raccontare, come il celebre incipit iniziale, ovviamente riadattato per l’occasione.

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Il racconto di questa storia alternativa non risulta però molto convincente, mescolando tanti generi ed elementi (forse troppi? forse troppo agli antipodi?)… troppo spesso senza equilibrarli, risultando nei vari snodi narrativi o troppo romantico (nel senso ottocentesco del termine) o troppo combattivo, sullo sfondo di questa guerra dell’Inghilterra alla sempre più preponderante invasione zombie. Anche le vicissitudini dei personaggi colpiscono fino ad un certo punto, non tanto per la bravura degli attori – in alcuni casi comprovata – ma proprio per l’indecisione a monte sulla direzione creativa da far prendere alla vicenda e ai suoi protagonisti. Alcuni personaggi risultano quasi delle macchiette, come il pastore interpretato da Smith. La fotografia e la regia risultano però riuscite nel continuo passare da una scena all’altra con stacchi “violenti”, in modo eclatante.

Dal 4 Febbraio 2016 vi consigliamo di andare al cinema se avete fame di zombie in attesa dei nuovi episodi di The Walking Dead, se siete fan della Austen, se siete incuriositi da entrambi gli aspetti e dal loro incontro/scontro… però con la leggerezza nel cuore, prendendo questo esperimento per quello che è: appunto, un esperimento.