Presentazione dell’autobiografia di Marky Ramone

Marky Ramone presenta la sua autobiografia a Milano

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Marky Ramone presenta la sua autobiografia a Milano!

Sabato 4 giugno al Rock’n’Roll di via Bruschetti a Milano si è tenuta la conferenza stampa sulla nuova autobiografia di Marky Ramone, ex batterista dei Ramones, edita da Tsunami Edizioni. L’incontro è stato moderato da Ringo, noto dj radiofonico, e da uno dei “boss” della casa Copertina Marky Ramoneeditrice.

Questa autobiografia, scritta insieme a Rich Hershlagh, non è affatto edulcorata: è ricca di episodi, come ha tenuto a precisare Marky Ramone, anche di quelli più crudi, senza tralasciare la sua dipendenza da alcol, problema che lo costrinse a prendersi una pausa dai Ramones dal ’83 al ’87. È stato un processo molto lungo e faticoso dettare le proprie memorie, ha raccontato il batterista, che ha richiesto ore e ore di interviste insieme a tre scrittori molto competenti. Il libro, inoltre, contiene molti episodi della sua vita che, a detta di Ringo, rendono molto bene l’idea del carattere di Marky Ramone: una persona che, nonostante sia nella Rock’n’Roll Hall of Fame, si reputa soltanto un ragazzaccio di Brooklyn. Inoltre nel testo si parla molto di Dee Dee, bassista dei Ramones nonché suo migliore amico con il quale si divertiva più di tutti perché lo faceva sempre ridere.

A proposito dei Ramones, Marky pensa di essere sopravvissuto a tutti gli altri componenti del gruppo di New York perché non gli piacevano gli aghi, riferendosi all’eroina di cui tutti i componenti tranne lui facevano uso. Nonostante questo, si dice favorevole alla legalizzazione della marijuana, perché non ha senso tenerla illegale in un mondo dove invece è permesso il consumo di alcol, a suo parere molto più pericoloso. Avendo avuto grossi problemi con la bottiglia, chi più di lui è qualificato a dire una cosa del genere?

Conferenza Marky RamoneDurante la conferenza, mentre si parlava degli argomenti più disparati, è stato interessante notare come Marc Bell – questo è il suo vero nome – sia una persona genuina, uno che va dritto al cuore delle cose e sa dargli il giusto peso. Soprattutto fa un certo effetto come un membro dei Ramones, considerato ai tempi, soprattutto dalle generazioni di vecchi, come un giovane teppista, ora sia passato dall’altra parte della barricata criticando anche duramente i giovani d’oggi. A questo proposito, più in generale, è emerso ciò che penso da una vita: che negli anni cambiano le tipologie dei problemi sociali, ma le dinamiche con cui le persone interagiscono con questi rimane pressoché invariata.

Per questo motivo, secondo Marky Ramone, il punk, soprattutto quello inglese, più politicizzato, è ancora attuale, perché le disuguaglianze sociali sono sempre vive. Prima protagonisti erano altri: c’erano Reagan negli Stati Uniti e la Tatcher in Inghilterra, ed era un periodo in cui le cose erano “fucked up”. Oggi non siamo messi meglio, calcolando anche che il momento storico che stiamo vivendo è figlio del casino che è stato combinato negli anni ottanta. Tuttavia, proprio per questa ragione, il punk dei Ramones era meno politicizzato rispetto a quello inglese: la gente aveva già i suoi problemi, quindi il loro scopo era quello di farla divertire distraendola dai problemi quotidiani almeno per un paio d’ore.

Cogliendo la palla al balzo, gli ho chiesto come mai, secondo lui, oggi troviamo meno temi politici nelle canzoni. Mi ha risposto dicendo che probabilmente oggi la gente è meno attenta e sensibile a queste tematiche perché è distratta da cose tipo gli smartphone e i social, perdendo così il contatto con la realtà. Al contrario, secondo Marky, bisognerebbe tornare in strada, nel mondo vero, e risolvere problemi reali perché le cose non si cambiano stando nel nostro posticcio mondo digitale. Gli stessi Ramones scrivevano testi pesantemente influenzati da storie riportate dalla loro vita quotidiana. Inoltre, ha spiegato che, se c’è questo ritorno al vinile e i giovani, in generale, hanno questa nostalgia di un’epoca che non hanno vissuto, è proprio perché oggigiorno manca il contatto umano non filtrato da dispositivi elettronici, che, invece, un tempo c’era.

L’impressione generale che ho avuto da questo incontro è che Marky Ramone sia un rocker puro, old style, senza fronzoli, con una personalità decisamente forte e che ha ancora molto da dire e da dare. Questo non può che rendermi ancora più curioso riguardo questa autobiografia che presto, ovviamente, verrà recensita qui su dituttounpop.