Recensione Alla ricerca di Dory: quando il viaggio è dentro ciò che siamo

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Recensione alla ricerca di Dory

Recensione Alla ricerca di Dory: dal 15 Settembre 2016 torna nei cinema la pesciolina più simpatica e smemorata di tutti i tempi

Alla Ricerca di Dory, la nuova avventura firmata Disney Pixar, arriva nelle sale italiane anche in 3D e a prestare la voce a Dory sarà ancora una volta l’attrice Carla Signoris mentre Luca Zingaretti e Stefano Masciarelli tornano a doppiare rispettivamente Marlin,il pesce pagliaccio e papà di Nemo, e Scorza la longeva tartaruga. Un cast che si avvale anche del campione olimpico Massimiliano Rosolino voce di un pesce luna e di Licia Colò voce ufficiale del Parco Oceanografico dove troviamo la giovane ricercatrice Debbie doppiata dalla cantante Baby K.

Il lungometraggio, sequel di Alla Ricerca di Nemo, è abbinato al nuovo cortometraggio Disney Piper storia di un piccolo gambecchio che si avventura per la prima volta fuori dal suo nido alla ricerca di cibo.

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Ma torniamo a Dory e al viaggio alla ricerca della sua famiglia d’origine.
Nella testa della nostra piccola pesciolina blu con pinne gialle cominciano a riaffiorare dei ricordi legati all’infanzia e ai suoi genitori.

Il richiamo delle proprie radici è così forte che Dory, insieme a Marlin e Nemo, parte per raggiungere la California decisa a ritrovare la sua mamma e il suo papà.
Lungo il percorso che la porterà dall’altra parte dell’oceano conosceremo lo scorbutico polpo Hank, Bailey il beluga convinto di avere un sonar difettoso e Destiny uno squalo balena con forti problemi di vista.

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Cosa dobbiamo aspettarci da questo sequel oltre a commoventi flashback che ci mostrano i grandi occhini di una Dory piccola e protetta dall’abbraccio di mamma e papà?

Meno risate e tanti spunti di riflessione.

Le gag e l’ilarità che hanno caratterizzato Alla Ricerca di Nemo non mancano anche in questo nuovo lavoro della Disney Pixar ma sembrano essere dosate con attenzione a favore di un più forte approccio pedagogico.

In Alla Ricerca di Nemo mentre Marlin sembrava parlare più ai genitori in un viaggio in cui affrontava le paure proprie del suo ruolo di padre, Dory recuperava quella leggerezza tipica dell’età infantile facendo, attraverso l’allegria, da ponte tra le ansie dei genitori e la curiosità dei più piccoli.

Alla Ricerca di Dory invece sembra essere indirizzato principalmente al pubblico giovane con una componente fortemente educativa che percorre tutto il film a cominciare dal titolo.

Quello che Dory cerca non è fuori da sé ma è dentro il suo cuore e la sua memoria.

Dory parte alla ricerca di se stessa non dell’altro. Una ricerca che scava nel profondo, un invito a ricordare chi siamo o a tornare a ricordare quando sembriamo averlo dimenticato.

In questo viaggio la famiglia è una componente essenziale per definire l’identità della nostra protagonista. Sono le radici a cui apparteniamo a raccontare chi siamo oggi e non dovrebbero mai pesare come una zavorra ma spingerci con curiosità nel mondo anche quando le difficoltà sembrano avere la meglio.

Se guardiamo al dibattito che imperversa nella nostra società la famiglia è uno dei temi caldi su cui si scontrano il fronte dei tradizionalisti e quello di chi concepisce questo nucleo come un rapporto non legato solo alla genetica ma costruito prima di tutto e soprattutto sui sentimenti dei singoli componenti che insieme formano un unicum.

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Come può un tema così delicato essere spiegato ai più piccoli?

Dory riesce a farlo in maniera semplice, schietta e diretta proprio come farebbe un bambino. Lei è partita alla ricerca dei suoi genitori ma l’ha fatto insieme a quella che considera a tutti gli effetti la sua famiglia: Marlin e Nemo. Coloro che l’hanno aiutata e accolta quando tutti l’allontanavano a causa della sua perdita di memoria a breve termine.

Non c’è una sottrazione d’amore ma una moltiplicazione in cui vengono inclusi i vecchi amici come Destiny e i nuovi come Hank. La forza di volontà, insieme all’amore, è l’altra grande protagonista.
È la volontà di riscoprire chi è a spingere Dory verso una nuova avventura, la volontà l’aiuta a far lavorare la sua memoria ballerina che si scopre ogni giorno più precisa, ed è sempre la volontà ad aiutarla a trovare i suoi genitori e salvare gli amici.

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Il messaggio di Dory è chiaro: fai dei tuoi difetti la tua forza, non lasciarti abbattere dalle difficoltà e tieniti stretto chi ami e ti ama.

La piccola pesciolina però ha qualcosa da dire anche agli adulti che forse si scopriranno molto simili allo scontroso polpo Hank, abitudinari, prede dei brutti ricordi e desiderosi di un’esistenza tranquilla in un posto anonimo.

A loro Dory risponde con un invito anche in questo caso condito di quel sano pizzico d’incoscienza che perdiamo nel passaggio dall’età infantile a quella adulta: non fate programmi. Vivete la vita per come viene, assaporate l’istante, smettetela di chiedervi cosa accadrà domani e godetevi il buono e il cattivo che accade oggi. Se vi toccherà qualcosa di bello in sorte siate felici. Se il destino vi riserva brutte sorprese ricordate una cosa: domani è sempre un altro giorno. Vale forse la pena angosciarsi quando tutto passa?

Partite anche voi Alla Ricerca di Dory ma state attenti, rischiate di trovare qualcuno che avevate, forse, perso da tempo: voi stessi.