Recensione Designated Survivor: una serie tv da manuale, con un Kiefer Sutherland più umano

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Recensione Designated Survivor

Recensione Designated Survivor: una serie con una premessa originale, ma nel complesso è un mix di già visto, che comunque compie la sua missione, cioé quella di intrattenere

Designated SurvivorDesignated Survivor su ABC ha preso il posto che per quattro anni è stata la casa di Nashville, ossia lo slot delle 22:00 del mercoledì, con buoni risultati (2.2 di rating e 10 milioni di spettatori, in Italia forse arriverà su Netflix). Si tratta di un thriller politico che racconta cosa succede quando l’ultimo membro del governo (di grado), chiamato appunto “Sopravvissuto Designato”, Tom Kirkman (Sutherland), diventa il Presidente degli Stati Uniti dopo un attentato che ha ucciso tutti i membri del governo al discorso dello Stato dell’Unione.

Nel cast oltre a Kiefer Sutherland troviamo: Kal Penn, Maggie Q, Natascha McElhone, Italia Ricci, Adan Canto, LaMonica Garrett.

Recensione Designated Survivor: i nostri commenti

Cosa succede se un uomo qualunque diventasse Presidente degli Stati Uniti? E’ questa la premessa di base della serie di ABC, che nonostante sia originale (a quanto pare nessuno sapeva cosa fosse un Sopravvissuto Designato) nel complesso è un mix di generi che abbiamo già visto in milioni di altre serie tv, vediamo un Kiefer Sutherland in un contesto familiare, nei panni di un una persona con sentimenti, cosa che disorienta un attimo visto che eravamo abituati a vederlo in quelli di un personaggio opposto, molto più freddo. Il lato familiare poi lascia il posto alla tragedia, al caos totale causato dall’esplosione e lì entrano in gioco tutti gli altri elementi: il complotto, la politica e l’FBI. Quindi Designated Survivor è un mix di già visto, ma amando il genere non posso fare altro che continuare fiducioso in quello che può essere un percorso di piacevole intrattenimento, a cui si può perdonare facilmente qualche difetto, come il fatto che Tom Kirkman forse si cala troppo in fretta nei panni di Presidente. Non sia mai che l’America sia dipinta come una nazione di sprovveduti. Voto 7- Davide Allegra

Designated Survivor rientra perfettamente nel filone thriller-political-soap-drama che attualmente ha tanto successo in tv. Il pubblico americano è oramai pronto ad accettare show che raccontano la politica dall’interno e Presidenti degli Stati Uniti come se piovessero. Questa volta il “sopravvissuto designato” all’incarico è Tom Kirkman (il buon vecchio bad-ass-Jack-Bauer-Kiefer-Sutherland), un ex professore ora ultimo anello nella catena alimentare politica americana, che si ritrova con la carica più importante degli Usa non per merito o per elezione, bensì per esclusione. Dimentichiamo quindi il sarcasmo di Veep o il lato soap di Scandal, qui tutto è molto serio, patriottico e americano fino al midollo, nel bene e nel male. Decisioni difficili da prendere, terrorismo, servizi segreti, colpi di scena e tutti contro Tom proprio perché “persona qualunque non all’altezza del compito”. Delle dinamiche che ricordano quelle di Commander in Chief, dove però erano più interessanti poiché la “vittima” era la prima presidente donna degli Stati Uniti, con tutto le consequenze originali del caso (come il First Senior). Il cast è di tutto rispetto ma è evidente come il grosso della narrazione si pesi sulle spalle di Kiefer, oramai abituato dopo 24 a questo tipo di responsabilità. Che dire se non vediamo se nei prossimi episodi il telefilm troverà una propria identità distintiva e speriamo di poterlo proseguire su Netflix Italia. Voto 6.5 Federico Vascotto

Designated Survivor è una serie che non riserva sorprese. Fin dalla lettura della trama era lecito aspettarsi quello che ci troviamo davanti: un solido drama profondamente americano, un political-thriller-family-drama senza troppi guizzi e senza troppa fantasia. E’ sicuramente qualcosa di già visto, ma è anche un qualcosa di diverso per una tv generalista un pò troppo appiattita sulla formula procedurale. Designated Survivor ha una trama solida e tutta ancora da scoprire, pur partendo da uno spunto molto forte che in tempi di terrorismo internazionale fa subito presa. Può inoltre contare su un ottimo cast e su un Kiefer Sutherland che giustamente invecchiato e dismessi i panni dell’eroe “action” diventa un solido padre di famiglia che come un buon padre è pronto a guidare l’America in un periodo di difficoltà. Voto 7 Riccardo Cristilli

Designated Survivor: il vostro voto

Designated Survivor: il trailer