Recensione Ghostbusters 2016: la caccia ai fantasmi è roba da donne

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Recensione Ghostbusters reboot

Recensione Ghostbusters: I Ghostbusters sono tornati. Anzi, sono tornate. Il film, per la regia di Paul Feig, arriva nei cinema italiani il 28 Luglio 2016.

ndiamo per gradi e cominciamo con il dire la verità: i reboot difficilmente accolgono il favore del pubblico. Il rilancio di un film che riprende le fila degli eventi del suo progenitore per adattarli ai tempi moderni attraverso l’ingresso di nuovi personaggi in genere provoca fastidio nei fan storici che vedono l’oggetto della loro adorazione defraudato della sua identità.

Anche per i potenziali fan della “nuova opera” il pericolo di liquidare senza troppi complimenti il film è dietro l’angolo a causa di un background privo delle emozioni che il passato rievoca con tutti i ricordi annessi e connessi.

Lo ammetto, sono partita prevenuta anch’io perché pensavo alla classica minestra riscaldata e perché faccio parte di quel nutrito numero di supporter che di acchiappafantasmi ne conoscono solo quattro e sono quelli che salvarono New York nel lontano 1984 dalla minaccia fantasma.

Però guardare un film con l’idea che la noia farà da padrona non mi sembra un’idea molto intelligente. In fin dei conti non ci capita spesso di tornare in posti che crediamo di conoscere a memoria e scoprire nuovi angoli?
I vecchi ricordi non servono forse a definirci ma anche a costruire una nuova memoria?

Con questi buoni propositi mi sono accomodata in poltrona, ho guardato Ghostbusters ed ecco cosa ne ho dedotto.

Signori e, soprattutto, signore ripetiamo insieme: girl power!

Recensione Ghostbusters

In una società che si interroga con una certa costanza sulla parità di genere un film come questo non può passare del tutto inosservato. Siamo a Manhattan e non ci sono classiche signorine affamate di moda e i prevedibili aitanti uomini di città pronti a indossare i panni di cavalieri dalla lucente armatura che salvano la loro bella in pericolo.

In Ghostbusters ci sono donne che amano la scienza, desiderose di costruirsi una carriera professionale, capaci di reagire agli eventi e non di farsi trascinare da quello che accade loro intorno in attesa che qualcuno corra a salvarle.

Sono donne di carattere queste acchiappafantasmi, disordinate quanto basta, ironiche quanto serve, pronte ad imbracciare fucili e sparare protoni senza tregua contro le pericolose presenze che infestano le strade della città.

GhostbustersKristen Wiig, Melissa McCarthy, Kate McKinnon e Leslie Jones formano un cast ben assortito in cui nessuna scavalca l’altra. Il quartetto riesce ad essere equilibrato e coinvolgente grazie a un continuo scambio di battute divertenti che funziona a giudicare dalle risate in sala durante l’anteprima.

Nota di merito per Chris Hemsworth che interpreta lo svampitissimo segretario biondo e che forse meritava qualcosina in più all’interno di una storia che lo lascia ai margini del racconto più di quanto si dovrebbe.

Ai nostalgici non sfuggiranno certo i cameo ben dosati e significativi di alcuni membri del cast originale (Slimer compreso, naturalmente) e anche di luoghi come la caserma dei pompieri che Peter Venkman e soci trasformarono nella loro sede operativa.

Omaggi del regista che riscattano Ghostbusters dalle impietose, severe e anche un po’ eccessive critiche che hanno anticipato l’uscita del film nelle sale americane innescando una campagna di dissenso che, ahinoi, è come sempre sfociata nell’eccesso verbale da parte di alcuni fan della vecchia guardia.

Tornando alla visione, qualche colpo il film lo perde verso la fine quando il ritmo rallenta e la battaglia buoni-cattivi, esseri umani versus fantasmi, diventa un gioco prevedibile e di facile risoluzione per lo spettatore. Forse qualcuno storcerà il naso ripensando all’umorismo dei vecchi Ghostbusters o troverà questi moderni fantasmi molto chiassosi ma molto poco paurosi rispetto ai loro predecessori

Tutto sommato il film risulta essere una commedia brillante gradevole, che sembra avere il sapore di un omaggio ad un cult del cinema ma che pur è in grado di vivere di vita propria. Quanto lunga sarà questa vita toccherà dirlo ai botteghini e naturalmente ai fan, vecchi o nuovi che siano.

Pugliese doc, divoratrice di libri, affamata di storie. Ricercatrice seriale di domande che le risposte non bastano mai. Scrivo dunque sono, vino preferibilmente bianco, amo il bello dentro il cuore e nel cervello. In ordine sparso mi piace il buon cibo, l'agrodolce nel piatto e nella vita, il mare prima della montagna, gli esseri mitologici che pronunciano ancora parole come: buongiorno, buonasera e grazie. Mi piacciono e non mi piacciono un sacco di altre cose ma è finito lo spazio.