Recensione In guerra per amore: la mafia uccide anche in guerra secondo Pif – #RomaFF11

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recensione in guerra per amore

Recensione In Guerra Per Amore: il secondo film di Pif, che ha pre-aperto la Festa del Cinema di Roma 2016, utilizza la storia d’Italia per parlare della Mafia, sempre in modo genuino

Si dice che “in amore e in guerra tutto è lecito”; se però una persona decide di andare in guerra per amore, come la mettiamo? E’ quello che si chiede – e domanda simpaticamente al proprio pubblico – Pif (all’anagrafe Pierfrancesco Diliberto) nel suo secondo lungometraggio da regista e protagonista, In Guerra Per Amore, che ha pre-aperto la Festa del Cinema di Roma 2016.

Arturo Giammarresi è ancora una volta l’alter ego cinematografico di Pif, non più un bambino, poi divenuto adulto, aspirante giornalista e grande ammiratore di Giulio Andreotti, bensì un italiano emigrato negli Stati Uniti all’epoca della Seconda Guerra Mondiale. Egli è innamoratissimo, ricambiato, di Flora – altro nome che ritorna, non più col volto di Cristiana Capotondi bensì con le fattezze di Miriam Leone; Arturo, benché lei sia promessa sposa al figlio di un mafioso per unire le due famiglie, decide di partire alla volta della Sicilia per poter chiedere la mano al padre di lei, nel suo paese d’origine. Come fare? Trova l’occasione fortuita arruolandosi nell’esercito alleato per una missione Usa che ha come obiettivo proprio la Sicilia.

Pif dimostra con questo secondo lungometraggio di essere un ottimo storyteller: sa come tenere viva l’attenzione del pubblico, facendolo ridere, riflettere, trasalire e, perché no, emozionare. E’ chiaro il suo intento storico e di denuncia – soprattutto quando alla fine ricollegherà tutti i fili sparsi lungo la pellicola – ed è davvero appagante vedere come nulla sia lasciato al caso ma venga sapientemente offerto allo spettatore. Se con La mafia uccide solo d’estate si era concentrato principalmente sul tema a lui più caro, perché “se nasci a Palermo la Mafia fa parte di te, nel bene o nel male, che tu lo voglia o no”, qui al tema portante si arriva per vie traverse, giocando con le storie nella storia. Sia con quella ufficiale d’Italia, sia con quella romanzata dei piccoli e grandi protagonisti della Sicilia e dell’esercito americano, sia con gli usi e costumi di un piccolo paese siciliano, allora come adesso. Il racconto è genuino, dall’animo romantico, e Pif riesce nuovamente anche come attore, con la sua espressione sognatrice e un po’ ingenua, a far passare questo tono del film.

In Guerra Per Amore è impegnato ma leggero, sa come parlare al pubblico per sensibilizzarlo su temi come la guerra e – ancora una volta – la mafia e per farlo utilizza una comicità intelligente, che dimostra come anche in Italia si possa fare umorismo senza cadere nella risata più becera e caciarona possibile. Ne sono esempi lampanti il modo di ironizzare sulla pronuncia di “water” da parte di un emigrato italiano oppure la scena fra Arturo e il padre di Flora. Il film sembra quindi la naturale evoluzione de La mafia uccide solo d’estate, tanto che c’è da essere già curiosi per un possibile terzo progetto dell’ex Iena e Testimone, per capire quale sarà il prossimo passo nel suo percorso registico.

In Guerra Per Amore sarà al cinema dal 27 Ottobre 2016 su distribuzione 01 Distribution: