Recensione Kubo e la Spada Magica: il piccolo cantastorie/eroe del nuovo film della Laika – #RomaFF11

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recensione kubo e la spada magica

Recensione Kubo e la Spada Magica: un piccolo cantastorie è l’eroe del nuovo film della Laika. Un film sullo storytelling e sull’importanza di trovare il proprio finale a #RomaFF11

Kubo and the Two Strings, nuovo film di Travis Knight prodotto dallo studio d’animazione Laika (della quale Knight è presidente e con cui ha già girato ParaNorman e Boxtrolls), è stato proiettato in anteprima all’undicesima Festa del Cinema di Roma 2016 nella sezione parallela Alice nella Città.

Viene narrata la storia di Kubo (Art Parkinson), ragazzo giapponese che si prende cura della madre (Charlize Theron) con cui abita in una grotta al confine di un piccolo e pacifico villaggio del Giappone feudale. Kubo è dotato di un potere particolare: mediante l’uso del suo Shamisen (una chitarra giapponese), il ragazzo è in grado di dare vita a dei fogli con cui crea degli origami che usa per narrare delle storie agli abitanti del villaggio. Storie che non vedono mai la conclusione perché Kubo deve tornare a casa al tramonto, dato che nella notte non è al sicuro.

Anni prima, infatti, sua madre era fuggita da un misterioso e potentissimo sovrano, il Re della Luna (Ralph Fiennes), nonno di Kubo, e alle sue stesse sorelle (entrambe con la voce di Rooney Mara), che ancora non hanno smesso di dare la caccia al ragazzo per motivi misteriosi. Il Re aveva anche ucciso il padre di Kubo, Hanzo (Matthew McConaughey), un potente samurai, e strappato un occhio al bambino appena nato; da quel momento, Kubo e la madre hanno vissuto nascosti. Ma una notte, Kubo si troverà ad affrontare questi antichi nemici e partirà per un viaggio alla ricerca di una potente armatura, unico modo per sconfiggere il Re della Luna…

Tradotto (inspiegabilmente) in italiano come Kubo e la Spada Magica, il film è un gioiello dell’animazione. La storia di questo piccolo cantastorie è impreziosita da una grafica che non può avere altri aggettivi che meravigliosa, oltre che da un design elegante e da tinte molto dark. Il film è impregnato di una poetica oscura che si rifrange nei disegni degli antagonisti, parecchio inquietanti. Non solo: è un vero omaggio alla cultura giapponese e ne riprende stilemi e forme con molta eleganza.

La storia portata avanti è particolare, perché incentrata su un eroe “storyteller”, come viene definito nel corso del film. Kubo è un cantastorie e la forza del film sta proprio nel suo tentativo di trovare un degno finale alla storia che racconta da anni, senza mai riuscire a mettere la parola fine. Una scelta tematica interessante e portata avanti in ogni suo aspetto, anche nelle motivazioni degli antagonisti che, si vedrà nel corso del film, sono mossi da un desiderio di immortalità e quindi da una paura profonda della morte e della fine. Solo con la forza dei ricordi e della memoria Kubo sarà in grado di portare a termine la sua battaglia, in una storia dove a essere messi in gioco sono i temi della vita e della morte, della memoria e dell’assenza di ricordi, e quindi di amore. “Non dimenticate nulla di questa storia” avverte Kubo, “o il nostro eroe sicuramente perirà”: il non ricordare significa privarci delle storie di coloro venuti prima di noi, del loro amore per noi che ora scriviamo la nostra storia.

L’incontro tra Oriente e Occidente si traduce in un film dalla sceneggiatura molto hollywoodiana, che poco ha a che vedere con la poesia appena suggerita dei capolavori dell’animazione giapponese. È un avvertimento necessario per non rimanere delusi: non si assiste a un film colmo di quella malinconica bellezza tipica degli anime meglio riusciti, ma ad un film d’animazione occidentale, scritto seguendo i canoni della sceneggiatura classica. Ed è una specificazione doverosa in un film che mette proprio lo storytelling al centro della propria narrazione. Se lo stile è rispettoso della cultura giapponese senza risultare macchiettistico, la poetica è assolutamente nostrana, con tutti i pro e i contro: si assiste a un vero e proprio “viaggio dell’eroe” in ogni sua tappa, ma sembrano superflui i momenti comici e più “leggeri”, per fortuna rari, che non si amalgamano bene allo stile piuttosto oscuro del film.

Kubo e la Spada Magica sarà nelle sale italiane a partire dal 3 Novembre 2016 su distribuzione Universal Pictures.