Recensione Narcos: Netflix racconta l’impero di Pablo Escobar

0
recensione narcos

Narcos è la nuova serie tv di Netflix, rilasciata interamente con la sua prima stagione da 10 episodi, lo scorso 28 agosto e che, presumibilmente, rientrerà tra i titoli inediti con cui Netflix si presenterà a ottobre sul mercato italiano. Scritta da Chris Brancato e diretta da Jose Padilha, Narcos, prodotta dalla Gaumont International Television, per Netflixracconta la storia vera dello sviluppo del cartello della cocaina e della sua diffusione in tutto il mondo negli anni 80. I protagonisti della serie sono Pablo Escobar (Wagner Moura) e Javier Peña (Pedro Pascal – Game of Thrones) un agente messicano della DEA mandato il Colombia per catturare e uccidere Escobar. La serie quindi mescolerà personaggi veri come Pablo Escobar, agenti della DEA, con le atmosfere anni 80 e i paesaggi colombiani. Nel cast, oltre ai già menzionati, troviamo Juan Pablo Raba, Joanna Christie, Stephanie Sigman, Manolo Cardona, André Mattos, Luis Guzman e Ana de la Reguera.

Recensione Narcos: i commenti di dituttounpop

A differenza di altre occasioni ho voluto vedere almeno due episodi prima di provare a mettere insieme un commento su Narcos. Si tratta infatti di un prodotto molto particolare, in bilico tra la serie tv action e il documentario d’epoca, con un’invasiva voce narrante che guida lo spettatore nelle complicate dinamiche dei Narcos e di Pablo Escobar. Proprio questa commistione rende la nuova serie tv di Netflix un prodotto unico e imperdibile, anche solo per osservare il modo in cui il racconto viene portato avanti. Materiale per realizzare il “solito”action ce ne era a volontà, la scelta di provare a sviluppare un percorso narrativo diverso evidenza la voglia di Netflix di proporre prodotti che altrove non si sarebbero potuti vedere. Da segnalare come la maggior parte della serie sia recitata in spagnolo: sarà interessante scoprire come questo sarà accolto negli USA e come sarà adattata in italiano. Voto 7,5 Riccardo Cristilli P.S: impossibile non menzionare la sigla, ormai sono diventate una caratteristica delle serie Netflix

Guardando Narcos la prima cosa che salta all’occhio (o all’orecchio, come preferite) è la voce fuori campo che racconta la storia di Pablo Escobar, ti aspetti che prima o poi questa voce smetta di parlare per lasciare spazio ai dialoghi dei personaggi: questo non succede. Non fraintendetemi, per me questa invasione è positiva, perchè rende la serie come un libro in cui la storia è raccontata dal protagonista. Quello che forse può risultare un po’ pesante è che la maggior parte dei dialoghi sono in spagnolo, e forse per noi amanti delle serie in lingue originali cambia poco, in fin dei conti si tratta sempre di un’altra lingua straniera. Insomma Narcos, così come è presentata al pubblico statunitense, è un prodotto particolare che probabilmente in Italia perderà queste caratteristiche che la rendono unica nel suo genere. Voto: 7.5 Davide Allegra.

” Dunque non credevo che la Netflix potesse ancora stupire il cuore di un serial addicted (dato che già durante questa stagione ci ha viziato con tante piccole chicche), invece poi arriva Narcos e ti ritrovi coinvolto in una delle quelle serie tv più realistiche mai prodotte in questi ultimi anni. Si perchè tralasciando lo storytelling dal grande appeal, i personaggio pieni di luci ed ombre ed i lungimiranti anni ’80, di Narcos colpisce per la grande vicinanza alla realtà dei fatti che, senza peli sulla lingua, illustra una storia drammatica i cui echi si odono nella nostra modernità. Droga, pathos e senso della giustizia sono le caratteristiche fondamentali di una serie che fin dal primo episodio è già un cult” Voto:8 Carlo Lanna