Recensione No Escape – Colpo di stato: uno Z movie nella vita reale

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recensione no escape

Per prepararsi psicologicamente a “No Escape – Colpo di stato” non basta il secondo titolo italiano (che può addirittura fuorviare facendo pensare ad un film politico), ma è necessario dare un’occhiata a chi c’è dietro regia, soggetto e sceneggiatura: il semi-sconosciuto John Erick Dowdle.

Dowdle esce da una serie di 5 film horror, fra cui un remake dello spagnolo REC. No Escape (ecco che il titolo originale comincia a suonare meno vago) è uno Z movie in cui gli zombie sono sostituiti dai ribelli. La camera quasi sempre portata a mano, la colonna sonora pesante e l’invasione inaspettata sono classici elementi del film d’orrore, ma è proprio l’aggiunta della componente realistica che (quasi giocando con la realtà) porta lo spettatore in uno stato di angoscia difficile da scacciare col classico “ma tanto è tutta finzione”.

Un Owen Wilson molto umano e la sua fragile famiglia amplificano due volte l’effetto empatico. Ma, nella seconda parte del film, l’ex 007 Pierce Brosnan aggiunge stile alle scene d’azione e un notevole contributo psicologico alla trama – le azioni dei ribelli appaiono meno zombesche e, forse, ancor più temibili. Un film tanto mostruoso quanto umano, consigliato a tutti gli amanti degli Z movie.

No Escape – Colpo di Stato narra le vicende di Jack Dwyer, un impiegato statunitense trasferitosi per lavoro nel sud est asiatico insieme alla moglie Annie e alle due figlie. Pochi giorni dopo il loro arrivo, il paese fittizio viene sconvolto da una rivolta armata che sovverte il governo ufficiale. Jack e la sua famiglia cercheranno disperatamente una via di fuga, affrontando mille pericoli in un territorio sconosciuto e ostile.

Nel cast troviamo Owen Wilson, Pierce Brosnan e Lake Bell. Il film distribuito da M2 Pictures uscirà nelle sale italiane il 10 settembre.