Recensione Noces: una tragedia femminile sulla voglia di vita e di libertà – #RomaFF11

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Recensione Noces

Recensione Noces: una tragedia femminile sulla voglia di vita e di libertà. La terribile storia di Zahira colpisce dritto allo stomaco alla Festa del Cinema di Roma 2016

Proiettato all’undicesima Festa del Cinema di Roma 2016, Noces (“le nozze”) di Stephan Streker arriva con la forza di un pugno nello stomaco, ammutolendo la platea con la drammatica storia di Zahira (Lina el Arabi), ragazza pakistana che vive in Belgio e che è costretta dalla famiglia a seguire la tradizione del suo Paese del matrimonio combinato.

Il film tocca tante tematiche che hanno tutte al centro la condizione di una donna “colpevole” solo di essere donna. Una condizione cui le altre componenti della sua famiglia sembrano essersi rassegnate ma alle quali lei non sembra avere intenzione di piegarsi, con la determinazione che può avere una ragazza di 18 anni, cresciuta in un mondo occidentale ma educata secondo tradizioni che a noi appaiono come incomprensibili. La forza del film sta nel suo non voler essere un film di denuncia, ma un racconto tragico e straziante di una battaglia per appropriarsi della propria vita, contro un sistema di pensiero che non viene però denigrato o etichettato come inferiore, solo come diverso.

“Non potete capire” è la frase che Zahira ripete più volte nel corso del film, riferendosi al modo di pensare della sua famiglia, che nonostante tutto si ritrova ad amare. Molti sono i riferimenti alla tragedia di Antigone, anch’essa eroina tragica che va contro le tradizioni del suo Paese non per mancanza di rispetto o per spirito di ribellione ma perché è l’unica cosa giusta da fare. Zahira rifiuta di piegarsi a un’ingiustizia e lo fa lottando innanzitutto contro sé stessa e contro l’affetto che prova per i suoi familiari, che non desidera in alcun modo far soffrire. Un desiderio di libertà soffocato dall’intransigenza maschile e che la colpirà nel profondo, proprio lì dove pensava di essere più al sicuro.

Zahira è una ragazza che vede la sua giovinezza spezzata da una decisione intransigente della sua famiglia, decisione che non può seguire perché la priverebbe della libertà, che la ragazza agogna come ogni giovane donna. Zahira forse non è un’adolescente qualsiasi per la sua famiglia, ma lo è nella mente e nel corpo e ciò che vuole è solo il diritto di vivere, di commettere errori, di innamorarsi oppure di rifiutare un amore. La possibilità insomma di decidere da sola. Non si rende ancora conto che la sua voglia di libertà e di vita è pericolosa per sé e per la sua famiglia, scossa nel profondo da questa figlia ribelle che ribelle in fondo non è, ma che nutre una curiosità e una passione per la sua vita che sta per cominciare, comuni a tutte le ragazze della sua età.

Oltre a tutto ciò, il film si avvale anche di una regia forse non innovativa ma molto efficace, e dell’interpretazione della brava e giovane attrice. Conta anche un ottimo montaggio, serrato e crudo, che trasmette la forza dei temi trattati con molta eleganza e decisione. Nel cast compaiono anche Sébastien Houbani nel ruolo del fratello di Zahira, Neena Kulkarni e Babak Karimi che interpretano i genitori, Alice de Lencquesainc nei panni di Aurore, migliore amica della ragazza e Zacharie Chasseriaud nella parte di Pierre, ragazzo che Zahira frequenta di nascosto dai suoi parenti.

Brutale e drammatico, Noces è un film importante che unisce tematiche storico-sociali ad una narrazione funzionale e riuscitissima, capace di trasmettere allo spettatore la sensazione di vedere consumarsi lentamente una tragedia senza però riuscire a identificarne le fonti. Senza dubbio uno dei film migliori di quest’edizione della Festa del Cinema di Roma.