Recensione Sense8: il trip mentale di Netflix che richiede tutti i 7 sensi

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sense8

Sense8 è l’ultima delle serie Netflix rilasciate, precisamente il 5 giugno, con il solito metodo che ormai contraddistingue la piattaforma streaming: tutti gli episodi disponibili in un giorno (e è tra i titoli che accompagneranno l’arrivo di Netflix in Italia). Sense8 arriva dalle menti di Andy e Lana Wachowski, le menti dietro Matrix e racconta di 8 persone che vivono in diversi paesi della Terra, che hanno tutte la stessa violenta visione, che li connetterà mentalmente ed emotivamente, mentre una strana e misteriosa entità tenterà di riunirli un’altra tenterà di ucciderli. Ogni episodio sarà ambientato in città diverse del Regno Unito, Seoul, Mumbai, Nairobi, Berlino, Mexico City, San Francisco e Chicago. Nel cast: Naveen Andrews (Lost), Daryl Hannah (Hawaii Five-0, Una sirena a Manhattan), Brian J. Smith (Defiance), Freema Agyeman (The Carrie Diaries), Aml Ameen (Harry’s Law), Tuppence Middleton, Tena Desae, Doona Bae, Max Riemelt, Alfonso Herrera, Erendira Ibarra, Jamie Clayton, Miguel Sylvestri e Terrence Mann (The Dresden Files).

Sense8 i commenti di dituttounpop

Un trip mentale, un viaggio da abbracciare in tutti i sensi e con tutti i sensi. Questo probabilmente è quello che lascia Sense8 dopo la visione del suo pilot. Ammetto la grossa difficoltà, più di altre volte, di emettere un giudizio su questa nuova serie tv di Netflix. E’ un pò troppo lungo ed eccessivo nella ripetizione della formula per aiutarci a comprendere il rapporto che intercorre tra questi perfetti sconosciuti. L’alone che pervade tutta la puntata è difficile da strappare e, probabilmente, nemmeno alla fine del viaggio della prima stagione saremo in grado di dipanare la tela imbastita dai Wachowski. Non invidio chi ha avuto il coraggio di fare la maratona di tutte le puntate probabilmente sarà in cerca di un centro di recupero. Gli amanti delle serie tv, gli addicted non devono lasciarsi sfuggire questo prodotto, magari può non essere di loro gradimento, ma un tentativo va almeno fatto per capirne le potenzialità. Sense8 non ammette vie di mezzo: o è una sonora cazzata (e scusate il termine) o è un capolavoro, o lo ami o lo detesti con tutte le tue forze. Io sono stato catturato: voto 8 Riccardo Cristilli

Trip mentale: sono queste le parole giuste per descrivere questa serie molto ignota, sin dal processo di sviluppo ma anche dopo aver visto il primo episodio. La partenza è piena di adrenalina, forse grazie alla musica, già dai primi secondi si entra nel mondo di Sense8 e non ti lasciano neanche il tempo di capire cosa stai guardando, cosa ti stanno raccontando e perchè tutto ciò sta accadendo. E’ tutto, non c’è molto da dire su questo primo episodio che non fa altro che introdurre i personaggi, e forse visto che sono 8 e vivono in parti diverse del mondo, tutto questo saltare tra un personaggio e l’altro può risultare un po’ pesante, ma forse bisogna farci l’abitudine. Sono amante dell’ignoto quindi la serie non poteva non piacermi, bisogna solo capire come prosegue, quindi al momento il mio voto è un 7 che può salire, ma può anche crollare… è un mistero pure quello.” Davide Allegra

Il mondo delle serie tv collide fortemente con l’universo cinematografico grazie a Sense8. Dai creatori di Matrix mi aspettavo una serie del genere e nonostante qualche piccolo difetto, bisogna nuovamente ringraziare Netflix per aver creduto in questo ambizioso progetto. 8″personaggi in un cerca di un autore“sono il filo di Arianna dello show telematico che, con grazia e maestria, intreccia una fitta rete di situazioni, in bilico fra realtà, fantasia e trip mentali. Cercare di capire quindi la connessione e la chiave di lettura della serie stessa è un’impresa non da poco, ma per ora ed alla luce dei primi due episodi, Sense8 ha di fronte a se un futuro brillante e radioso. E’ una serie all’avanguardia, ruvida ma di grande impatto visivo. Oggi sarà criticata ma un domani sarà un  cult imitato e – forse – mai eguagliato” Voto 7 ( a fiducia ) Carlo Lanna