Recensione The Secret Scripture: una donna sola contro il mondo – #RomaFF11

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Recensione The Secret Scripture

Recensione The Secret Scripture: una donna sola contro il mondo. Il dramma di una vita condannata dalla bellezza.

Raccontato su due piani temporali, The Secret Scripture di Jim Sheridan (tratto dal romanzo Il Segreto di Sebastian Barry) in selezione ufficiale all’undicesima Festa del Cinema di Roma 2016, narra del dramma di Rose e della verità dietro la sua presunta uccisione del figlio, raccontando la battaglia di una donna vittima della sua stessa bellezza e dell’effetto che ha sugli uomini del villaggio irlandese dove è andata a vivere per sfuggire alla guerra.

Qui conosce due uomini, Michael, giovane pilota di caccia che presto si arruola nella Royal Air Force (attirando l’odio di quei fondamentalisti irlandesi che lo vedono come un traditore) e Padre Gaunt, un prete cattolico (il Paese è scisso tra cattolici irlandesi e protestanti inglesi) che si innamora follemente di lei. Assillata da Padre Gaunt ma con il cuore rivolto solo a Michael, la storia regala a Rose solo dei brevissimi e intensi momenti di felicità, per poi sprofondare nel dramma più cupo, che vede la donna costretta a fuggire dalla bramosia di uomini che non accettano il suo amore per un altro, tanto da arrivare a compiere gesti inumani per privarla della felicità. Chiusa in manicomio, Rose affida le sue memorie e la sua verità a una vecchia Bibbia, dove cancella le scritture sacre per sovrascrivervi le proprie, tradita dagli uomini e da Dio e lentamente costretta a scivolare in una pazzia cui il mondo l’ha condannata.

Sulla carta, The Secret Scripture è il classico film drammatico: un forte inizio in cui la protagonista anziana, Rose, viene mostrata chiusa nel manicomio dove ha trascorso gli ultimi quarant’anni della sua vita con una accusa terribile, quella di aver ucciso il figlio neonato, accusa che lei ha sempre negato; una brava Rooney Mara che interpreta la giovane Rose, come sono molto bravi anche i coprotagonisti, Theo James, che interpreta Padre Gaunt, Jack Reynor nei panni di Michael e Vanessa Redgrave, Rose anziana.

The Secret Scripture rispetta tutti i tropi del dramma, peccando quindi di prevedibilità: dalla trovata narrativa del “racconto nel racconto” (Titanic, The Notebook), al finale a sorpresa piuttosto scontato, perché perfettamente incastonato in un meccanismo di film già classici, non sono presenti molti elementi di novità apportati al genere. Tra questi il più interessante è il fatto che la storia d’amore che condanna Rose a una vita di infelicità non è il centro della narrazione ma che il film ruoti intorno alla persecuzione di una donna progressivamente abbandonata da tutti coloro che ha intorno.

Vanno apprezzati gli sforzi del regista per narrare una storia ben scritta e affrescare un momento storico interessante e minuziosamente ricostruito, sforzi che raggiungono il risultato sperato di un’immersione verosimile nella storia di Rose. Gli amanti del dramma potranno trovare The Secret Scripture un film capace di coinvolgerli in una storia di intolleranza, in una battaglia di una donna contro un mondo dove il suo unico crimine è quello di essersi innamorata. Ma per chi non è avvezzo al genere, il film potrà risultare tecnicamente ben fatto ma incapace di suscitare interesse, blindato com’è nei suoi rigidi canoni di classico film in costume.

The Secret Scripture uscirà in Italia col titolo Il Segreto il 5 Gennaio 2017 su distribuzione Lucky Red.