Recensione Vinyl: Martin Scorsese, Mick Jagger, musica, poesia, perfezione e…

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Recensione Vinyl
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Recensione Vinyl: su HBO debutta la serie di Martin Scorsese, Mick Jagger e Terence Winter

Recensione VinylHa debuttato domenica su HBO una nuova serie da titolo Vinyl, nata da un’idea di Martin Scorsese e Mick Jagger e sviluppata da Terence Winter già autore de I Soprano e creatore di Boardwalk Empire. Vinyl è composta da 10 episodi e va in onda in contemporanea ogni lunedì alle 3:00 e 21:10 (in versione originale sottotitolata), il promo episodio, di una durata di circa due ore è stato diretto da Martin Scorsese, ed è considerato come episodio unico, non doppio.

La serie è ambientata nella New York degli anni ‘70, uno dei momenti più vivaci della musica e del music business, Vinyl è un viaggio in quel fervido momento culturale e musicale, tra sesso, droga e rock’n’roll. Martin Scorsese, Mick Jagger e Terence Winter sono ideatori e produttori esecutivi della serie, gli eventi e i personaggi raccontati, seppur non reali, sono estremamente realistici, e i riferimenti e le citazioni dei protagonisti dell’epoca, dai Led Zeppelin ad Andy Warhol, sono costanti.

Recensione Vinyl 1×01 i commenti di dituttounpop

“Da una serie di HBO, Martin Scorsese e Mick Jagger non puoi che aspettarti, poesia, musica, e girato di ottimo livello. Ed è quello che troviamo nel lunghissimo pilot di Vinyl, lunghissimo si, 110 minuti di introduzione che concludono con una svolta narrativa che sicuramente darà il via alla serie nei prossimi episodi, il pilot è quindi una sorta di prequel che ci racconta della vita di Finestra, utilizzando anche dei flashback all’interno della storia che si mischiano alle scene del presente creando un secondo di confusione se si perde l’attenzione. Spero che nei prossimi episodi la trama si sviluppi più velocemente, perchè per quanto mi riguarda: poesia, musica e una regia stratosferica non sono gli unici elementi che cerco in una serie, ma l’elemento principale è che sappia intrattenere e che non porti a distrarsi, e nonostante la perfezione tecnica questo tipo di serie HBO, sempre per quanto mi riguarda, non sono semplici da seguire.” Davide Allegra

Vinyl è un “classic HBO”, un prodotto facilmente riconoscibile come HBO. I nomi coinvolti, da Scorsese alla regia del pilot e in produzione insieme a Mick Jagger con cui ha avuto da tempo l’idea di una serie sul rock, hanno aggiunto olteriore aurea di perfezione al prodotto. E non si sbaglia a pensarlo, perchè Vinyl è assolutamente perfetto, nella musica, nella poesia, nella regia, nella recitazione. Il pilot però è lunghissimo e fondamentalmente non è altro che un lungo preambolo, con flashback e flashback di flashback che potevano essere spalmati lungo la stagione. Invece la scelta è stata quella di far fare un film a Scorsese, un ibrido che non è un pilot perchè la storia non parte mai e non sappiamo come sarà la stagione e non è un film perchè non lo potresti vedere singolarmente. Da “spettatore medio”, che commenta tra amici quello che vede, non si può negare che Vinyl sia bello, perfetto, ma sotto l’aurea di perfezione, resta tutto impalpabile. Tanta potenzialità, poca sostanza in quasi 110 minuti di puntata. Ma è HBO, è Scorsese, è Jagger, è Winter e non si può non consigliarla. Riccardo Cristilli