Recensione Wicked City: sesso, droga, rock’n’roll e omicidi della Los Angeles anni ’80

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Wicked City

Wicked City è una nuova serie di ABC, che ha debuttato martedì 27 ottobre, con risultati poco soddisfacenti, si tratta di una serie antologica che racconterà (in caso di successo) le varie ere nella storia di Los Angeles e gli omicidi più famosi, commessi nella città. I protagonisti della prima stagione saranno due poliziotti, Jack Roth e Paco Contreras, che saranno impegnati nella ricerca di una coppia di assassini a la Bonnie & Clyde nella Sunset Strip degli anni ottanta. Nel cast troviamo: Jeremy Sisto, Gabriel Luna, Erika Christensen, Evan Ross, Ed Westwick, Taissa Farmiga, Holley Fain, Karolina Wydra, Anne Winters. La serie, che ha subito vari cambiamenti dopo la produzione del pilot, tra nuovi showrunner e nuovi attori che sostituivano i vecchi, è stata anticipata all’autunno per coprire lo slot del martedì lasciato libero da Quantico che a sua volta ha dovuto coprire lo slot delle 22:00 della domenica per l’assenza di Of King and Prophets (previsto adesso in midseason).

Wicked City 1×01 i commenti di dituttounpop

Wicked City sicuramente è stata pensata dai vertici di ABC per i periodi di pausa e guardando la serie questo si nota molto, non è la classica serie che va in onda durante la normale stagione televisiva, è più particolare, ma senza avvicinarsi agli standard via cavo, viste le limitazioni poste da una rete in chiaro. Il paragone con Aquarius, la serie estiva di NBC, è forse d’obbligo, condividono lo stesso stile, anche se Wicked City non è un procedurale accompagnato dalla storia di un serial killer, ma è una storia orizzontale che racconta proprio la storia del killer, o della coppia in questo caso, rendendo più interessante l’indagine visto che noi siamo già a conoscenza di dettagli che la polizia non conosce, inoltre la serie ha un tono più dark. Non ho apprezzato la musica: era troppo invadente e in ogni scena, come se volessero dirci: “siamo negli anni ottanta, per chi non l’avesse ancora capito” e questa è la classica caratteristica delle serie broadcast: la necessità, inutile, di spiegare tutto allo spettatore. Insomma Wicked City non è una serie via cavo, questo è appurato, e sicuramente avrei apprezzato se ABC l’avesse rilasciata per intero, come successo per Aquarius (NBC ha rilasciato la prima stagione online), così da togliersi il pensiero, ma visto che rientra in uno dei miei genere preferiti sicuramente ne continuerò la visione. Voto: 6.5 Davide Allegra

Wicked City 1×01 è un nuovo tentativo di ABC di portare il formato cable delle serie limitate sui network generalisti. Un tentativo riuscito lo scorso anno con American Crime ma replicato solo in parte con questa nuova serie tv. Se bisogna, come stiamo facendo, giudicare una serie tv solo dal suo avvio Wicked City 1×01 sembra la fiera del “vorrei ma non posso”: vorrei essere cruento ma non posso, vorrei provocare, vorrei osare, vorrei giocare con lo spettatore ma non posso. Un pò lo stesso problema avuto questa estate da Aquarius. Wicked City mescola così un pò di elementi già visti: il killer affascinante, l’ambientazione d’epoca, lo scontro poliziotto “adulto” poliziotto più giovane, con un cast di volti televisivi per tutte le generazioni. Il risultato è un prodotto non entusiasmante che non riesce a farsi strada nella marea seriale sempre più vasta. In onda in un periodo realitivamente più tranquillo, come l’estate, avrebbe avuto ben altre fortune dal punto di vista almeno degli ascolti. Voto 6 – Riccardo Cristilli

“Nulla di nuovo per i crime mystery della ABC che con Wicked City non riesce a compiere il salto di qualità. Non basta quella graffiante colonna sonora, la ricostruzione (dettagliatissima) degli usi e costumi dell’epoca ed una discreta prova attoriale da parte di Ed Westick (e non solo) per far risollevare la serie; lo show della ABC è anonimo, algido, non trasmette emozioni, un esperimento che nonostante l’appeal iniziale si tramuta in un nulla di fatto. Vicino alla cancellazione alla luce di un esordio da flop, Wicked City rimane solo un pleasure per la mente, il resto è noia” Voto 5 Carlo Lanna