Retro-Review: ER Il principe dei Medical Drama

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Premessa:
Era il 1994 quando il primo episodio della prima stagione di  ER fece capolino nel palinsesto del network statunitense NBC.
La serie, inspirata ai racconti del celebre Michael Crichton “Five Patients” (in italia: Casi di Emergenza) nelle intenzioni di Steven Spielberg avrebbe dovuto essere un film.
Il conseguente abbandono del regista, a discapito del progetto ben più ambizioso di “Jurassic Park” (maturato in decenni di script e produzioni rimandate), diede agli sceneggiatori una maggiore libertà, tant’è che decisero di trasformare questa “possibile” pellicola cinematrografica in una serie televisiva. Così facendo ebbero modo di esplorare il meccanismo seriale; meccanismo dove era possibile esprimere il carattere, la psicologia e le emozioni dei personaggi in gioco.er-header

Qualità Tecnica:

Come già accennato ER sarebbe dovuto essere un film, e come tale fu girato; Spielberg produsse la serie tramite la celeberrima “Amblin Entertaintment”, mentre Crichton scrisse la sceneggiatura che con un doppio episodio della durata di 80 minuti circa lanciò la serie nell’olimpo dei “Medical Drama”.

La serie parla di un equipè di medici di pronto soccorso alle prese con i drammi dei pazienti in cui si imbattono durante il turno. La serie fu trampolino di lancio per attori del calibro di George Clooney, ciò che mi colpì molto di ER fu appunto lo stile di regia. Ricordo poche serie TV dell’epoca in cui venivano utilizzati mezzi cinematografici come la steadicam, il sangue finto, il trucco, la riproduzione di organi umani etc… fattori che contribuirono al realismo dell’opera, e del suo successo nei successivi 15 anni.

La caratterizzazione dei personaggi è poi perfetta, passando da medici di ruolo divorati da dubbi come Mark Green (interpretato da Anthony Edwards), da playboy incalliti come il pediatra Doug Ross (George Clooney), per passare poi a chirurghi di indubbio talento come Peter Benton (Eriq La Salle) e gli assistenti al dottorato come John Carter (Noah Wyle).

Ciò che accomuna tutti questi personaggi sono le paure, le debolezze e le indecisioni che lasciano intravedere la loro umanità, ma che in un ambiente come quello medico diventano pesi non indifferenti. Non sarà raro infatti vedere un paziente peggiorare in seguito ad una terapia mal dosata, ed i sensi di colpa nelle decisioni del medico curante.

La serie è drammatica, molto pesante e dalle atmosfere realistiche, accentuate sia dalla costruzione dei set che dai mezzi usati, mezzi che non avevano eguali per i tempi in cui il serial fu girato.

Perchè rivederla?:

15 stagioni per 300 episodi, 123 candidature agli Emmy Award, e diversi riconoscimenti che decretarono la serie come una delle più riuscite del decennio 1990.
Questi i numeri di ER.
Non a caso oltre a Clooney anche altre importanti personalità calcarono la scena dello show televisivo; quali Quentin Tarantino (che poi produrrà con Clooney “Dal Tramonto all’Alba”).
La qualità del girato, le grandi tecniche di regia e gli incredibili effetti speciali (davvero “speciali” se si pensa al contesto), ne fecero e ne fanno una serie UNICA nel genere, una serie che vale la pena di essere guardata, anche solo per il gusto di provare.