Robbie Williams al Postepay Rock in Roma: “permettetemi di intrattenervi”.

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Robbie Williams al Postepay Rock in Roma

Robbie Williams al Postepay Rock in Roma: “Hello Italy! My name is Robbie f***ing Williams and tonight your ass is miiiiiine!”

Si presenta così al pubblico italiano, il cantante britannico, Robbie Williams, ormai 41enne, invitato sul palco dell’Ippodromo delle Capannelle, in occasione del Postepay Rock in Roma, con una richiesta quasi educata: “permettetemi di intrattenervi”.

Si tratta della prima delle due tappe italiane del “Let me entartain you” tour 2015, cui seguirà l’evento di Lucca del 23 Luglio. Sul palco Robbie è un cantante, ma soprattutto un intrattenitore, un vero e proprio animale da palcoscenico.

Ringrazia il pubblico di Roma, fingendosi sorpreso che esso riconosca immediatamente il ritmo di The Road to Mandalay, scherzando sul fatto che in Belgio nessuno l’aveva riconosciuta.

Si prende addirittura una pausa per raccontare in breve e con tono ironico la sua carriera musicale: ho fondato i Take That nel 1990, poi ho iniziato ad assumere droga e sono diventato grasso. Sono dimagrito, è arrivato il successo. Poi ho lasciato il gruppo e sono ingrassato di nuovo […]”

Tra una Rock DJ, un’emozionante Monsoon ed una “Come Undone” cantata a cappella con il pubblico, Robbie Williams ha anche il tempo di interrogarsi sull’età media dei suoi fan: “Vedo ragazze in costume… e le loro tette… mi fate sentire vecchio.”

Come spesso accade durante i suoi concerti, tra baci e autografi, due fortunate fan scatenano l’invidia di tutte le ragazze presenti: a Monchita (probabilmente Monica, ma Robbie non riesce a pronunciarlo, quindi “now your name is Monchita”) viene dedicata She is the one, la seconda sale addirittura sul palco per stendersi con Robbie nel “letto” montato per la coreografia di Candy.

Indossati momentaneamente i guanti bianchi, Robbie ci ricorda, poi, che è abile nello swing sulle note di Minnie the Moocher, cui seguono i grandi successi di Millennium e Supreme.

C’è spazio anche per la cover di Royals di Lorde e per quella di Bohemian Rhapsody, cantata con gli occhi al cielo verso il grande Freddie. Il vapore e le luci verdi trasformano e quasi nascondono il palco, rendendo Feel il pezzo più scenico.

Il finale è sulle dolci note di Angels e di un’altra cover: I did it my way quasi bisbigliata, lì inginocchiato accanto al gobbo.