Roma Fiction Fest 2014, salpa il vascello di Black Sails

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Presentato al Roma Fiction Fest ma in arrivo su AXN (canale 122 di Sky) il prossimo 22 settembre, la serie della Starz,  Black Sails, divide il pubblico. Ttrasmessa sul canale americano della Starz lo scorso gennaio e già rinnovata per una seconda stagione, è prodotta da Michael Bay e vede un cast di volti piuttosto sconosciuti del panorama televisivo, eppure tutti (nessuno escluso) sono al servizio di una trama avvincente ed a tratti elettrizzanti. Quindi Direttamente dal Roma Fiction Fest, ecco cosa pensiamo del pilot. 

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1715. Indie Occidentali. I pirati dell’isola di New Providence rappresentano una minaccia per il commercio. Le leggi di ogni nazione li dichiarano “hostis humani generi” (nemici di tutto il genere umano). In risposta a questo strapotere, i pirati decidono di adottare una dottrina tutta loro: guerra contro il mondo civilizzato.  Il vascello del Capitano Flint (Toby Stephens) solca i sette mari alla ricerca di fama e di denaro, ma l’affabile bucaniere  però nasconde un segreto a tutta la sua ciurma che rivelerà suo malgrado solo al cadetto Billy (Tom Hopper). Nelle Indie Occidentali si rincorre una leggenda che è diventata quasi un mito, che racconta dell’esistenza  di un tesoro nascosto che farebbe invidia anche al sovrano più ricco dell’Inghilterra, ed il capitano Flint anche per riabilitare il suo nome di fronte all’Isola di New Providence, decide di mettersi sulle tracce di questo inesauribile fonte di guadagno. Un pezzo fondamentale del puzzle però, è custodito segretamente da John Silver (Luke Arnald)  un giovane pirata che si troverà immischiato in gioco più grande di lui; aiutato da una ragazza di strada in combutta con la donna più ricca di New Providence, prenderà il via un gioco fatto di intrighi, sotterfugi, rovesci di fortuna e sfrenate passioni.

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Potendo contare  su ambientazioni esotiche, scenografie da capogiro (qui si nota la mano sicura di Michael Bay), personaggi ben caratterizzati e belli da mozzare il fiato come se uscissero tutti da una rivista di moda, ottimi costumi, una recitazione intesa e ridotta all’osso (ma impreziosita da una buona dose di pathos) ed una regia cinematografica, tutte queste caratteristiche  fanno di questo prodotto televisivo una serie tv elitaria. Anche se la trama risulta un po’ troppo macchinosa e non fruibile a tutti, grazie ad un paio di scazzottate ed un colpo di scena ben assestato, cadono tutti i dubbi che potevano avere su Black Sails. Portare quindi storie di pirati in tv non è certo roba da poco, dato che al cinema non sempre hanno avuto successo – solo la saga dei Pirati dei Caraibi è ricordata dai più senza che nessuno abbia mai apprezzato Corsari con una giovanissima Geena Davis –  alla luce dell’insuccesso di CrossBones,  la serie di  Jon Steinberg e Robert Levine però tenta l’impossibile evitando lo spettro del trash e raccontando una vicenda elettrizzante, nuova e che fila liscia come l’olio. Black Sails quindi colpisce e stupisce allo stesso tempo, è una serie che troverà posto nel cuore di chi ama le storie forti ed anti-convenzionali, ma piacerà soprattutto a chi è in cerca di un prodotto diverso e  soprattutto con i risvolti mai banali.

La serie rientra alla perfezione nei canoni della rete Starz, non mancano infatti scene di sesso esplicite, violenza gratuita e linguaggio sboccato, ma Black Sails risulta essere una serie studiata nei minimi dettagli in un perfetto mix di drama storico e satira politica.