Sara Loreni: la consapevolezza di un no al gusto di “Mentha”

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Sarah Loreni

Sara Loreni ha detto no a X Factor e pubblica “Mentha”, il suo album di esordio. Dieci racconti elettropop tutti da assaporare

Per dire no ci vuole molto coraggio e consapevolezza.

Il coraggio e la consapevolezza che ha dimostrato Sara Loreni quando, dopo essere stata ai Boot Camp, ha detto di non sentirsela e di chiudere lì la sua esperienza a XFactor (se vi siete persi qualche passaggio leggere il nostro Samuele vi aiuterà).

Ovviamente un gesto così anomalo per un’esperienza che da molti è vissuta come la grande occasione ha incuriosito tutti … anche noi.

Grazie ai social in due secondi sono risalito alla Maciste dischi, la casa discografica, di Sara Loreni e ho fatto una bellissima scoperta “Mentha” il suo album di debutto.

“Mentha” è un racconto di dieci storie narrate dalla voce di Sara che si modula e si adatta per trasmettere le sensazioni che quelle storie devono suscitare.

“Mentha” come ci ha detto Sara è suonato con strumenti tradizionali ed elettronici e ovviamente usando la loop station che è il suo marchio di fabbrica.

Mika l’ha definita elegante io posso aggiungere gentile, colta e raffinata. Ecco cosa ci siamo detti.

Hai avuto il coraggio e l’esigenza di dire No, dopo tre si molto meritati, al talent più importante di tutti. Cosa ti è rimasto dell’esperienza di X Factor?

È stata un’esperienza molto formativa. Su quel palco bisogna reggere lo stress, l’emozione e cercare di rimanere concentrati in quella situazione.

Per farti capire pochi giorni dopo il provino ho avuto un concerto e mai fino ad allora ero così rilassata sul palco. Poi mi restano le bellissime parole che mi hanno detto i giudici e che nel montaggio non si sono viste.

Sentire dei grandi professionisti che mi dicevano cose davvero belle e percepire la sincerità in quello che mi dicevano mi ha fatto capire di aver fatto la scelta giusta rispetto alla strada che voglio percorrere. Sinceramente una delle mie paure era che il tipo di cosa che andavo a proporre potesse non arrivare al pubblico e invece ho avuto un riscontro molto caloroso.

Probabilmente nel circuito indie, dove si fa maggiore ricerca e sperimentazione, quello che fai è conosciuto, ma per il pubblico mainstream è stata una bella scoperta. In questi giorni è uscito “Mentha” il tuo primo album. Ce ne parli?

Mentha nasce da un percorso iniziato tre anni fa. Inizialmente lavoravo solo con la loop station, ma a poco a poco si sono aggiunti sia strumenti classici che strumenti elettronici. Le tracce dell’album nascono da esperienze autobiografiche o vissute. Nascono da esperienze che mi hanno in qualche modo scosso, perché non riesco a scrivere se non sento l’urgenza di raccontare qualcosa che sento. Alla produzione ho collaborato con Martino Cuman e l’idea era quella di realizzare un album pop ma con una forte impronta personale. Con Martino abbiamo fatto molta ricerca, abbiamo cercato di caratterizzare l’album con le sonorità elettro che è il mondo da cui vengo.

Tra le varie tracce sono rimasto colpito da Eva e gli ho dato la mia chiave di lettura, di un amore tra donne e di una terza donna che è lì e non so bene con che ruolo. Io l’ho letta così, ho sbagliato tutto? Me ne parli?

Eva parla di tre figure femminili, due certamente reali, la terza figura potrebbe essere o solamente immaginata o una figura da lontano. Si, devo dire che parla di un amore un po’ particolare.

Facciamo sempre questa domanda alla fine. Come mai qui da noi il Pop viene visto come un universo “leggero” e poco “alto” e da prendere poco sul serio?

Secondo me il pop ha la forza di dire con parole semplici quello che semplice non è. Il pop ribalta un po’ le prospettive e rende straordinario ciò che è ordinario.

Se qualcuno lo legge in maniera negativa è perché non è stato colto il vero messaggio, forse perché per molto tempo il concetto di pop è stato letto in maniera “sbagliata”.

 

Secondogenito e gemelli: questo la dice lunga sul mio carattere. “Ottantologo”, Pop addicted,nel corso degli anni ho collaborato con diverse testate, tra cui L@bel, Progress e Aut. La moda è la mia passione più grande perché è cultura, è visione sociologica della vita e del mondo. La Rete è la mia seconda casa. Sono dieci anni che il mio avatar è Psikiatria80, nome del mio primo blog, ma anche di tutti i miei profili sui tanti social network.