1992 La Serie e la normalizzazione di Sky Atlantic

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1992 la serie

1992 La serie ogni martedì su SkyAtlantic HD (e Sky Cinema HD)

Nel 1992 avevo otto anni. I miei ricordi non solo televisivi ma soprattutto politici sono alquanto limitati, ma i successivi anni di studio e soprattutto interesse personale mi hanno portato più volte ad osservare da lontano quel periodo. Una volta scoperto il fantastico mondo delle serie tv mi sono più volte ritrovato a pensare a che tipo prodotto avrebbe potuto farci una qualsiasi televisione americana con quel pezzo di storia italiana, sospettando che difficilmente un canale italiano si sarebbe avventurano in un terreno così controverso.

Sky ha deciso di provarci creando, da un’idea di Stefano Accorsi, che ne è anche il protagonista, 1992 La Serie (il martedì sera su SkyAtlantic HD e SkyCinema HD), vincendo la scommessa di rompere un tabù portando in tv un pezzo di storia recente ancora fresco e controverso. Si tratta della prima serie originale di Sky (i precedenti Romanzo Criminale e Gomorra erano adattamenti) e la prima ad andare in onda contemporaneamente nei 5 paesi del gruppo Sky Europe: Germania, Austria, Regno Unito, Irlanda e ovviamente Italia, come ormai capita per le loro autoproduzioni.

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1992 rappresenta la “normalizzazione” di Sky, la presa di coscienza di essere un produttore di contenuti e non solo un mezzo di diffusione di lavori altrui. 1992 è una serie tv normale, non nasce cult come Romanzo Criminale, pensato per SkyCinema o Gomorra arrivato agli albori di SkyAtlantic che avevano la necessità di stupire per conquistare lo spettatore. Non ci sono scene destinate a rimanere nell’immaginario popolare, frasi ad effetto che entreranno nel gergo quotidiano come i vari “du fritture” o “pijamose Roma”. Ma nella sua normalità è una serie che lascia il segno, che affascina, che conquista soprattutto chi quel periodo non l’ha vissuto ma solo attraversato, o almeno questa è la sensazione navigando tra i commenti sui social, gruppi, #1992laserie.

Perfetta nella sua ricostruzione del periodo, nel racconto di un anno attraverso le immagini di repertorio che spuntano dai televisori sempre accesi, 1992 si perde nel racconto dei suoi protagonisti, nei personaggi inventati le cui vicende si intrecciano con quelle del nostro paese. Non sono personaggi, sono maschere, modellate alla perfezione per incarnare un “topos”, il pubblicitario di successo come ti immagini il pubblicitario di successo, l’imprenditore come ti immagini l’imprenditore, l’ereditiera viziata, il leghista, l’aspirante conduttrice e così via, definiti in maniera un pò troppo netta, ma in fondo utili a costruire quell’amalgama di politica, spettacolo, imprenditoria, giustizia che ha plasmato la nostra storia più recente.

Le figure più vere, più umane sono quelle di contorno, dalla burbera umanità del padre del leghista, fino alla semplicità della sorella della starlette, passando per i personaggi realmente esistiti come Di Pietro perfettamente umanizzato (e non imitato) da Antonio Gerardi. Le vicende dei singoli si intrecciano con la storia principale, preparando il terreno ad un loro futuro sviluppo (la serie è infatti pensata come una trilogia che dovrebbe concludersi nel 1994), in particolare la vicenda del sangue infetto di cui è stato vittima uno dei protagonisti.

1992 La Serie evita il rischio di trasformarsi in un’inchiesta di Servizio Pubblico o, all’opposto, in un racconto edulcorato, per regalarci una serie tv degna di questo nome. Un racconto capace di conquistare il pubblico visto che le prime due puntate hanno catturato l’attenzione di circa 500 mila spettatori, che diventano più di 700 mila contando anche le repliche e il dato +1, un dato di circa 100 mila spettatori più alto rispetto all’esordio di Gomorra


PS: se avete già prenotato una visita per il controllo dell’udito o avete chiamato un tecnico per verificare il vostro impianto, disdite tutto, navigando sui social scoprirete che abbiamo avuto tutti lo stesso problema guardando la tv ieri sera. 

 

 

Per andare da A a B passereste prima per C? Se si perchè? e D? Non rischia di offendersi se non gli facciamo nemmeno un saluto? Ma soprattutto, che razza di bio è questa? Siete sicuri di volere una biografia? Mi trovate su Fb/tw/G+/pinterest/instagram/linkedIn come Riccardo Cristilli, il modo più semplice per farvi i fa....ehm conoscermi meglio. Per comunicati, eventi, news sulle serie tv scrivete a r.cristilli@dituttoupop.it