Southpaw: la recensione

0
Southpaw - La recensione

Prima di attaccare bisogna essere in grado di difendersi.

Questo il messaggio alla base di Southpaw, il nuovo film di Antoine Fuqua (The Equalizer, Training Day), scritto da Kurt Sutter (Sons of Anarchy), che nonostante una storia tradizionale riesce a eludere i soliti meccanismi sui quali sono costruiti i film di pugilato.

Billy “The Great” Hope (Jake Gyllenhaal) è il campione mondiale dei pesi mediomassimi, sposato con Maureen (Rachel McAdams), conosciuta durante la travagliata infanzia, e padre di Leila (Oona Laurence). Con uno score di 43 a 0 Billy non ha mai subito una sconfitta, ma sul ring, come nella vita, non ha mai imparato a difendersi: ha sempre attaccato, incassando, rispondendo sempre più forte ai colpi subiti e sarà proprio questo suo atteggiamento a condurlo alla rovina.
Dopo essere stato colpito da una tragedia inaspettata, si vede portare via tutto, per questo dovrà ritrovare la voglia di vivere, l’affetto e il rispetto della sua famiglia e la capacità di combattere di nuovo.

Chi conosce Sutter sa che il suo modo di scrivere rispecchia nella maggior parte dei casi la crudeltà della vita, e anche qui, nonostante alcune poche scelte mirate che esulano dal suo stile, è evidente la volontà di mostrare che i classici “rose e fiori” non esistono. Ma la particolarità del film, come accennavo prima, è quella di ribaltare il modo in cui tutti finora hanno sempre costruito questo genere di pellicole: il protagonista, infatti, invece che reagire combattendo come una furia per riscattarsi si vede costretto a compiere un cambiamento interiore proprio per sfuggire alla violenza che lo ha sempre circondato, ripartendo da zero, imparando di nuovo a combattere, abbandonando la rabbia per usare l’intelligenza come arma principale per difendersi. Questa scelta porta a mostrare una boxe diversa da quella a cui siamo sempre stati abituati ad assistere sul grande schermo, senza sequenze in stile Playstation dove i pugili si scambiano una serie di pugni da KO diretto, ma con un incontro intelligente e ponderato, basato sulla pazienza e sulla tecnica, molto più simile al pugilato reale. Non fatevi ingannare però: le musiche, la regia e le splendide interpretazioni di Forest Whitaker e Jake Gyllenhaal vi terranno incollati allo schermo.

[adsense]

Un altro pregio di Southpaw è il colpo di scena che arriva circa dopo 30 minuti dall’inizio, purtroppo spoilerato in maniera monumentale nel trailer, motivo per cui ho deciso di non includerlo nell’articolo. Vi lascio però un paio di poster, insieme al mio personale consiglio alla visione.

Southpaw, dal 2 settembre, è uscito in tutti i cinema, quindi non avete più scuse: correte a vederlo e fatemi sapere cosa ne pensate!

Image and video hosting by TinyPic

Image and video hosting by TinyPic