Still Alice incanta e commuove con una Julianne Moore da Oscar

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Una strepitosa Julianne Moore capace di eclissare tutte le altre prove recitative reggendo da sola tutta la pellicola

Sarà capitato spesso di uscire da una sala cinematografica con la pelle d’oca, quest’ultima è provocata da due sentimenti: o per l’immensa bellezza della pellicola o per la bruttezza del film. Still Alice è una di quelle pellicole che ti fa letteralmente venire la pelle d’oca, non per la bruttezza, ma per la bellezza e per la forte empatia che riesce a creare con il pubblico. Non è il primo film che parla di Alzheimer e non sarà neanche l’ultimo, ma è uno di quei pochi film che uscendo dalla sala ti fa pensare, percorri la strada che ti porta a casa e continui a pensare, pensare a qualcosa che non conoscevi così bene, qualcosa che non era come te l’aspettavi, qualcosa che ti ha colpito.

La storia, basata sul romanzo di Lisa Genova, è di per sè è molto semplice, volutamente non complessa, lenta ma con un ritmo compassato. Alice Howland è una brillante linguista, docente della Columbia University, la quale, come un fulmine a ciel sereno, viene colpita da Alzheimer precoce. Tutte le certezze avute fino a quel momento crollano facendo intraprendere a lei e alla sua famiglia un viaggio angoscioso in uno di quei mali incurabili e soprattuto impensabili a una persona di quasi cinquant’anni.

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Sicuramente non è facile rappresentare un certo malessere e riuscire a creare una forte empatia con il pubblico, però questa pellicola riesce in pieno nel suo intento. Il cast vanta nomi importanti e conosciuti nel panorama hollywoodiano, come Alec Baldwin – nei panni del Dott. John Howland, marito di Alice – Kristen Stewart – nei panni della figlia Lydia – Kate Bosworth – nei panni della figlia maggiore Anna – Hunter Parrish – nei panni del figlio Tom – ma sopratutto una strepitosa Julianne Moore – nei panni di Alice Howland – capace di eclissare tutte le altre prove recitative reggendo da sola tutta la pellicola; perchè infatti quello che si andrà a vedere sarà un vero e proprio onewoman show, la sua magistrale e vivida interpretazione è capace di trasmettere la paura, il turbamento e l’angoscia di una donna consapevole dello sgretolarsi della proprio vita costruita dopo anni.

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Ogni particolare è curato, dalla fotografia con una debole saturazione alla regia coinvolgente affidata a Richard Glatzer e Wash Westmoreland; dal cast stellare alla sceneggiatura solida e ricercata. Insomma una vera e propria perla imperdibile di questo inizio 2015.

Beh, che dire... Amo le Serie tv, il Cinema e il Design... ah, anche mangiare, ma questo è un altro discorso. Scrivevo, scrivo e penso che continuerò comunque a farlo nonostante il tempo tiranno. Sono ovunque, in ogni sezione c'è del mio, come una pianta infestante in pratica. In passato, come molti colleghi presenti su dituttounpop, ho preso parte al progetto editoriale "Un anno con il Serial Club". Membro fondatore della #bandadellapellicola Non siate timidi e per comunicati, eventi, news scrivetemi! l.lemma@dituttounpop.it