Tartarughe Ninja: Recensione (no Spoiler)

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Nate come parodia del ben più famoso Daredevil della Marvel, presentate da una collana indipendente chiamata “Mirage Comics” fondata dai disegnatori Kevin Eastman e Peter Laird, le Tartarughe Ninja sono state uno dei brand più popolari fra gli adolescenti negli anni ’80.
Fra le sue opere sono annoverate fumetti, serie animate, videogame e film in live action. La loro popolarità, pur scemando alla fine degli anni ’90, non è mai diminuita fra i veri appassionati, tanto più che nel 2008 ci fu un tentativo di rinnovo cinematografico del franchise con un film in computer grafica, non perfettamente riuscito. Si parlava da anni di un reboot di questa serie, fra progetti scartati o mal realizzati. Poi Arrivò Michael Bay.

Il celebre  regista e produttore, noto soprattutto per le sue pellicole ad alto (ed a volte anche superfluo) tasso d’azione, aveva già messo mano ad altri storici brand degli anni 80 fra cui Transformers, Non Aprite Quella Porta e Nightmare; il suo modo di fare cinema, tutto commerciale, ha introdotto anche il giovane regista Jonathan Liebesman alla guida della pellicola. Che ne sarà uscito fuori? SCOPRIAMOLO ASSIEME

“Cowabunga!”. Ormai la storia delle tartarughe mutanti  la conoscono anche i sassi; loro sono 4 tartarughine  gettate nelle fogne e contaminate da un liquido mutageno, insieme ad  un topo mutante che  insegnava loro le vie del ninjutsu. Acerrimo nemico delle tartarughe è Shredder, ninja rinnegato con un affilata armatura (da cui ne deriva il nome che significa “Laceratore”) alla guida del Clan del Piede, che cerca di conquistare il mondo tramite atti di terrorismo nella odierna New York. Ok e fin qui ci siamo tutti. La storia nel corso dei decenni è stata narrata in molti modi diversi, ma l’ultima ZARRATA di Michael Bay è a mio dire la PEGGIORE di tutte. Perchè? Incomincerò dai difetti per poi passare ai pregi:

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A: La caratterizzazione dei personaggi innanzitutto, i cattivi non hanno spessore, i personaggi sembrano piatti e “dopati” apposta per raccontare una storia per famiglie.

B: parlando da puro appassionato, credo che mettere uno Shredder con un armatura da Iron Man alto 2 metri non aiuti molto se non allo stile pacchiano del film.

C: Il tema centrale è volutamente una parodia, ma credo non sia per nulla credibile che dei tizi che si fanno chiamare “Clan del Piede” se ne vadano in giro armati di mitragliatrici, lanciarazzi, CANNONI SATELLITARI e vengano sgominati da tizi con di spade, bastoni, pugnali e Nunchaku.

Tralasciando ciò ci sono cose che si possono apprezzare, sia da fan di vecchia data, sia da neofita che si avvicina alla saga; le coreografie dei combattimenti sono ben studiate, e nei momenti più concitati danno delle emozioni, complici le musiche orecchiabili e ben ritmate, che scandiscono il ritmo delle scene;  il design delle tartarughe.  E’ la prima volta che vengono “diversificate” in base al loro carattere anche negli abiti, in particolare Donatello che è sempre stato il NERD del gruppo, va in giro con degli occhialetti a fondo di bottiglia! Inoltre è stato mantenuto il carattere scontroso di Raffaello e la sua rivalità implicita con Leonardo, un aspetto su cui si sarebbe potuto lavorare di più, ma che ho apprezzato molto, ed il sarcasmo di Michelangelo. Megan Fox. E qui mi ci soffermo; sarò l’unico essere maschile al mondo che non trova questa donna la più affascinante nell’olimpo Hollywoodiano, ma certo c’è da dire che NON C’E’ STATA MAI UNA APRIL O’NEIL COSI BELLA! Ed è una contraddizione in termini, perchè April non è una donna bellissima (a parte nella serie animata dell’87).

Dall’altro lato la Fox è una dei pochi attori “veri” sullo schermo, che debbono interagire con creature in CG, e sebbene non mi abbia fatto impazzire il suo modo di recitare, c’è da dire che se l’è cavata.Vi sono elementi di richiamo nel suo personaggio che richiamano fortemente la serie animata: dal colore giallo fluo del suo giubbottino, al fatto che lavori per una emittente televisiva etc… Ed il suo personaggio è stato approfondito, ed azzarderei anche a dire che è la migliore April di tutte le trasposizioni, con un minimo di profondità e non soltanto semplice “donzella in pericolo”. La trama è piuttosto scialba, è un film per ragazzi certo, ma non ha un minimo di senso vista nel complesso; le spiegazioni sono sommarie, il bene contro il male è sempre un pretesto per menare le mani e i buoni vincono.

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Giustamente un reboot non si dovrebbe valutare secondo gli adattamenti passati, ma qui spenderò due parole in compendio alla recensione: Tartarughe Ninja alla riscossa di Steve Barron mostrava una versione più “adulta” dei protagonisti, a tratti più violenta, ma piena di insegnamenti utili per i bambini, come questa scena che stappa sempre qualche lacrima:

Ecco, NON TROVERETE MAI E POI MAI momenti del genere nel film di Bay, mai un minuto per riflettere, la pellicola odierna è un fiume in piena, il film del 90 a confronto è un ruscello, molto più vicino allo spirito del fumetto, e con alcune parti tratte da esso. Consiglio: è un film che trova il tempo che trova. Non pretende di essere un oscar, è una sorta di favola. Certo, da un film che parla di mutanti, mercenari e tizi in armatura che tagliano l’acciaio come fosse burro mi sarei aspettato delle tematiche un pò più profonde… ma così non è.