Terminator Genisys: “Il futuro non è ancora stato scritto”

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È nelle sale da questo giovedì Terminator Genisys. Il quinto capitolo – in ordine di apparizione – del noto franchise di James Cameron, dopo un periodo di latitanza,  fa ritorno nei cinema in una nuova veste. Con un cast rinnovato ma con la presenza (assolutamente necessaria) di Arnold Schwarzenegger, Terminator Genisys stravolge la linea narrativa della serie senza dimenticare però la sua sottile ironia e la sfrenata tematica action. Il risultato finale?

La release finale è piuttosto accattivante ma dopo 120 minuti di puro intrattenimento, ci accorgiamo che Terminator Genisys è un completo guazzabuglio fantascientifico che, nel corso del film, si complica sempre più facendo perdere le buone intenzioni lasciate dal provvidenziale incipit. Dal 2026 si vola nel tempo fino al 1984, poi un balzo avanti nel futuro sbirciando cosa avverrà nel 2017, il viaggio di Terminator è lungo è tortuoso, alla ricerca di una verità nascosta per troppo tempo e soprattutto nella speranza di salvare il futuro dell’umanità tampinato da una minaccia quasi ancestrale.

Sarah Connor interpretata questa volta da Emilia Clarke (la celeberrima Madre dei draghi in Game of Thrones), affiancata da Kyle Reese (Jai Courtney conosciuto per essere apparso nella prima stagione di Spartacus), comincerà un folle viaggio nel tempo per fermare la minaccia di Skynet prima che il programma computerizzato possa guadagnarsi l’egemonia sull’umanità. Protetta da un cyborg, un vecchio ma non obsoleto T-800, comincia una corsa contro il tempo. Il villain di turno è lo stesso John Connor (il leader della resistenza), che è stato trasformato dalla mente di Skynet (con il volto di Matt Smith famoso grazie a Doctor Who), in un cyborg geneticamente modificato disposto a tutto pur di assecondare il volere del Signore delle Macchine.

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Battute al fulmicotone, ottimi effetti speciali, un 3D funzionale e dignitoso, fanno di Terminator Genisys un buon film di intrattenimento eppure rimane un lungometraggio riuscito a metà per svariati motivi. Il tempo sembra aver scalfito la corazza e l’appeal del franchise che, appunto con questa pellicola, cerca in qualsiasi modo di tenere alta l’attenzione del pubblico ma troppe volte cade vittima di una regia grossolana. Se da una parte il cast è convincente (tranne l’amatissima Emilia Clarke che nonostante l’impegno non riesce ad eguagliare la fantasmagoria Linda Hamilton), come sorprendenti sono le battute ed interminabile è la dose di adrenalina,  Terminator Genisys non riesce a far brillare come dovrebbe lo storico marchio cinematografico, portando con se solamente uno sconfinato effetto revival. Dopo che Terminator Salvation ha cercato di traghettare la saga verso il survival movie (fallendo miseramente), con questo quinto capitolo si è voluto rileggere con un altro punto di vista tutto il franchise peccando però d’orgoglio e confezionando un filmetto di fantascienza, prevedibile ma comunque d’impatto.

Per gli estimatori del genere, Terminator Genisys farà rimpiangere la trilogia che dagli anni ’80 si era imposta come fenomeno di culto, per chi mastica ma senza assaporare la tematica fantascientifica, sarà una pellicola fresca, caparbia e dal grande appeal. Un film concepito per le nuove generazioni che purtroppo fa capire in che pressapochismo di idee è caduto il cinema nel 2015.

Carlo e' un giovane ragazzo di Caserta cresciuto a pane libri, cinema e serie tv. Confusionario, autocritico ed affidabile, ha fatto delle sue passioni un lavoro e quest'ultima collaborazione, e' la riprova dell'irrefrenabile voglia di scrivere e parlare di tutto ciò che riguarda la cultura pop moderna. Per comunicati, info e news scrivete a c.lanna@dituttounpop.it