The Nice Guys: il report dalla conferenza stampa con Black, Crowe, Gosling e Silver

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The Nice Guys

E’ stata un vero e proprio show la conferenza stampa romana tenutasi al The Space Cinema Moderno il 21 Maggio 2016 per promuovere The Nice Guys, alla presenza del regista Shane Black, del produttore Joel Silver e delle star Russell Crowe e Ryan Gosling. Merito del mattatore Crowe e delle sue gag con Gosling, più posato e taciturno, un po’ come Black a sorpresa, e con Silver, di cui scherzosamente Gosling si è definito l’agente. Nonostante l’ora di ritardo dovuta alla visita a Cinecittà agli studi di Federico Fellini da parte di Gosling, i due attori hanno recuperato in quanto a simpatia e disponibilità. Vediamo un po’ cos’hanno detto a proposito del film, presentato fuori concorso al Festival di Cannes e nelle sale italiane dal 1° Giugno 2016.

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Si è parlato de Il gladiatore, dove il personaggio principale in realtà non vince, si tratta di piccole vittorie, proprio come quelle dei personaggi di The Nice Guys. Si è parlato quindi delle “origini” di Crowe, che era abituato a lavorare con registi e attori significativamente più vecchi di lui e poi, qualche anno fa, qualcosa all’improvviso è cambiato. Ma la bellezza del mestiere dell’attore secondo lui è proprio la varietà di ruoli che permette, senza rimanere intrappolati in un tipo. L’attore neozelandese non si pone inoltre affatto il problema di interpretare il ruolo del padre (lo ha fatto ne L’uomo d’acciaio) o di un personaggio settantenne (un possibile remake de Sul lago dorato). Suona ancora nella sua band, pur se cambiata, ma si è sono reso conto che farlo a livello di grande pubblico era troppo impegnativo e stancante, e poi ora coi social media non serve nemmeno grande marketing per un concerto: “Dal 2006 non spendiamo un soldo in pubblicità e non abbiamo bisogno di recensioni della stampa”.

the nice guys“Sono a mio agio con questo fatto di essere considerato sexy, mi piace.”

Questa l’entrata scherzosa nel discorso da parte di Gosling, su cui non sono mancati i continui riferimenti al suo esordio nella serie tv Il giovane Hercules, girata in Nuova Zelanda tra l’altro, “patria dei sexy” come ha ricordato Crowe.

Si è parlato poi del ruolo del “poliziotto buono” e del “poliziotto cattivo”, nonché della presenza di Kim Basinger e dei riferimenti inevitabili a L.A. Confidential, una volta effettuato il casting, che ha permesso una reunion fra l’attrice e Crowe dopo circa dieci anni.

Come potete vedere nella clip qui sotto citata dai presenti, Gosling ha pubblicizzato Silver come un ottimo attore, essendo scherzosamente il suo agente, e ciò che accadeva lontano dalla macchina da presa con Joel piuttosto che davanti con gli attori era assolutamente spassoso, a detta di tutti. La dimostrazione è il video qui di seguito, in cui il produttore è indemoniato contro i due attori poiché non pubblicizzano abbastanza su Twitter la pellicola rispetto per esempio ad Angry Birds. Tanto più che Crowe chiosa:

“L’Academy ha annunciato per gli Oscar del prossimo anno una nuova categoria che si chiamerà ‘Miglior attore per l’interstizio di una gag sui social media’.”

Apprezzabile poi il ritratto fatto da Black alle donne del film: una ragazzina più matura dei due protagonisti, una donna spietata al potere e una figlia ribelle. C’è la tradizione dei film noir, c’è la corruzione dell’innocenza, in fondo The Nice Guys è una vera e propria favola, con pinocchi, unicorni, in una decostruzione del genere detective story, con tanto di femme fatale.

“I nice guys sono due cavalieri che devono salvare la damigella in pericolo, sullo sfondo però di una città corrotta.”

Parlando di esperienze dietro la macchina da presa invece per i due attori, Gosling sta preparando due film e spera che uno dei due sia pronto per il prossimo anno, e soprattutto che Joel Silver accetti di recitarvi. Per Crowe invece è un gran bel momento dirigere ma aspetta un’occasione meritevole. “Dopo il lavoro straordinario di Ryan ne Il giovane Hercules sto cercando disperatamente di convincerlo a interpretare Il giovane Cesare”.

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A proposito di prossimi progetti, ci sono un reboot, un remake e un sequel nel futuro di Crowe e Gosling e, parlando di questi, Gosling ha ammesso di non essere per nulla al contrario al loro meccanismo, se fatti bene, poiché se ti affezioni a un personaggio o a un mondo non vedi l’ora di tornare a visitare quei luoghi, quei personaggi, ecc. Una serie tv come I Soprano, che tra l’altro è molto cinematografica, per lui è encomiabile perché grazie all’escamotage del protagonista in terapia permette allo spettatore di fare un viaggio magnifico. Anche Crowe non è per nulla contrario, anche perché la tradizione del teatro vede ogni anno un nuovo Amleto come minimo, però nessuno si scandalizza rispetto all’ambiente cinematografico. Riguardo Blade Runner 2, invece, Gosling aveva la bocca cucita:

“A parte dire che cominceremo molto presto, non posso raccontare nient’altro perché c’è un cecchino pronto a spararmi se dico una sola parola di più.”

Passare dal registro drammatico a quello comico è stato interessante per entrambi gli attori [e anche per noi spettatori, che abbiamo apprezzato molto la capacità sorprendente soprattutto di Ryan, ndr]. Per Crowe ci sono le stesse difficoltà nel fare entrambi i generi, al contrario di quanto si pensi, ed è stata liberatoria in questo senso la libertà lasciata da Black sul set, rispetto alla sceneggiatura già molto precisa.

“Non capisco perché nei film drammatici c’è questa asportazione chirurgica delle parti comiche” ha detto Gosling, dato che secondo lui “lo strumento comico diventa un elemento disarmante nei confronti dello spettatore, lo rende più pronto al cazzotto emotivo che gli arriverà”. La differenza è che la comicità ottiene subito un riscontro, secondo Crowe, e può subito essere aggiustata per farla funzionare, mentre il film drammatico ha un feedback postumo. Russell ha apprezzato molto lavorare con Ryan per la serietà con la quale il collega ha affrontato la parte comica, ed è per questo probabilmente che è riuscita così bene. Anche se, ricorda, anche ne Il gladiatore faceva cose comiche, quando decapita con due spade un nemico per esempio: gliene bastava una e quello secondo lui è un elemento comico. Inoltre The Nice Guys secondo lui non ha una violenza da cartoon, da fumetto, ma piuttosto veritiera e realistica. E quel “Alla fine non si è fatto male nessuno” con la marea di morti intorno è autoreferenziale, ma ci stava così bene nell’atmosfera del lungometraggio.

Chiudiamo con le sagge parole di Shane Black:

“Non è vero quello che ipotizzano molti, cioè che un film debba avere un unico tono, senza mai variare. Secondo me invece i migliori film sono quelli che variano anche in termini di tono”.

The Nice Guys, presentato fuori concorso al Festival di Cannes, sarà nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 1° Giugno 2016 su distribuzione Lucky Red.