Tut – Il destino di un faraone, il 5,6 e 13 novembre su Deejay TV

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Tut – Il destino di un Farone in tre serate evento su Deejay TV

La storia del Farone bambino Tutankhamon raccontata in una miniserie evento realizzata da Spike TV e in onda in tre serate evento in esclusiva e in prima tv su Deejay TV il 5-6 e 13 novembre (canale 9 del digitale e TivùSat, 145 di Sky). [adsense]

Arriva la saga televisiva su uno dei più straordinari protagonisti della storia, il giovane faraone Tutankhamon: dall’ascesa al potere alla sua lotta per portare l’Egitto alla massima gloria, fronteggiando eserciti nemici e coloro che, nella sua cerchia più stretta, hanno complottato contro di lui.

È l’evento televisivo in 3 parti Tut – Il destino di un Faraone, prodotto da Muse Entertainment, diretto da David Von Ancken, già alla regia televisiva con Californication, CSI, Cold Case, Gossip Girls, Vampire Diaries, produttori esecutivi M. Vickerman, Joel S. Rice, M. Prupas, G. Gugliotta, S. Levy, J. Elice, A. Mancuso, con i costumi di Carlo Poggioli e le acconciature di Desideria Corridoni. Tre serate evento con puntate da 90 minuti l’una giovedì 5,venerdì 6, e puntata finale venerdì 13 novembre alle ore 21.15.

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Sir Ben Kingsley interpreta il Gran Visir AY, primo ministro dell’impero egiziano, di fatto colui che durante i primi anni di reggenza del faraone TUT (interpretato dall’attore canadese Avan Jogia) deteneva il potere. Quando TUT, cresciuto, prende il comando effettivo come Re, AY realizza che la propria posizione è a rischio. E se anche come suo mentore ha sinceramente a cuore il bene del faraone, complotta segretamente per creare una nuova dinastia a proprio vantaggio.

Incoronato faraone a soli 9 anni, dopo che il padre Akhenaten è ucciso da un traditore, Tutankhamon eredita la più grande potenza al mondo, ma anche un regno dilaniato da feroci contrasti interni. Intorno a lui si intreccia una rete di relazioni in cui ciascuno sembra mirare ai propri interessi. Oltre ad AY, la sorella Ankhesenamun (Sibylla Deen), costretta a diventare sua moglie per mantenere il sangue reale, incapace di dare un erede al marito e per questo a rischio di essere ripudiata, il sacerdote Amun (Alexander Siddig), leader di un culto politeistico che disprezza TUT, fino al generale Horemheb (Nonso Anozie), le cui mire espansionistiche lo portano alla continua ricerca di terre e popoli da conquistare.

Gli unici che sembrano essere saldi al fianco di TUT sono Lagus (Iddo Goldberg), soldato valoroso del suo esercito e amico fidato, e Suhad (Kylie Bunbury), metà di stirpe Mitanna e metà Egiziana, che salva la vita al faraone ferito in battaglia, conquistandolo per sempre con la sua bellezza e la forza delle sue idee.

Del suo personaggio, Kingsley dice che “è un uomo i cui pensieri sono invisibili”. Non dice mai bugie e allo stesso tempo mai la verità. Un calcolatore sempre pronto al doppio gioco che muove le sue pedine nell’ombra, vede, osserva, ascolta in silenzio. Fino alla fine, lo stesso TUT non capisce se AY sia sinceramente dalla sua parte e anche lo spettatore resta sempre in dubbio su di lui.

TUT invece è un giovane intraprendente che vuole avventurarsi alla guida del suo regno, volendo amministrarlo in tutti i suoi meccanismi, prendendo la direzione dell’esercito e decidendo le mosse per portare l’Egitto alla sua massima gloria. Un eroico e fulmineo percorso che porterà TUT a trasformarsi da figura insignificante in balia di cattivi consiglieri al grande sovrano che innalza la sua gente oltre le tirannie di popoli nemici e sacerdoti interessati, entrando nella leggenda. Guidato dall’amore e dalla propria forza d’animo, il faraone TUT, che muore a soli 19 anni per una ferita in battaglia curata male, paga l’ultimo prezzo in cambio della prosperità del suo popolo e del suo regno.

Avan Jogia ha dichiarato: “tutti i grandi uomini ad un certo punto hanno la consapevolezza che dovranno morire. La frustrazione di Tut, che ancora non ha un erede, è legata al concetto di come verrà ricordato e di cosa lascerà in questo mondo”. Kingsley, che ha definito Avan “un attore molto maturo che porta con intelligenza e sensibilità sulle proprie spalle il ruolo di un simile protagonista”, ha dichiarato che “al centro di questa bellissima serie c’è la fragilità umana. TUT è un eroe solo e molto vulnerabile. È meraviglioso il contrasto tra questi uomini in grado di costruire piramidi e la loro fragilità interiore”.

 

Per andare da A a B passereste prima per C? Se si perchè? e D? Non rischia di offendersi se non gli facciamo nemmeno un saluto? Ma soprattutto, che razza di bio è questa? Siete sicuri di volere una biografia? Mi trovate su Fb/tw/G+/pinterest/instagram/linkedIn come Riccardo Cristilli, il modo più semplice per farvi i fa....ehm conoscermi meglio. Per comunicati, eventi, news sulle serie tv scrivete a r.cristilli@dituttoupop.it