Webelieveinstyle.maison

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Un progetto di ecommerce di pezzi unici di SCI’M, Fery di Sara Capoferri, Studiopretzel, Sandro Gaeta e Francesca Liberatore designer selezionati da Stefano Guerrini.

Parliamo poco di moda su dituttounpop, ma il progetto Webelieveinstyle.maison va segnalato perché dietro c’è Stefano Guerrini che della cultura Pop ne ha fatto uno stile di vita

Visitando l’archivio Guerrini molte persone definirebbero il proprietario un accumulatore seriale in chiave Pop, ma lui ama ironicamente definirsi un archeologo del pop e, dopo averci parlato, ti rendi conto che nessuna definizione potrebbe essere più azzeccata.

L’altra sua grande passione è la moda in tutte le sue sfaccettature. Il suo approccio alla moda è quello di un Fashion Editor, stylist, fashion consulter. Per lui girare in strada o in rete sui social network è fare scouting su stili e talenti. Ed è proprio a nuovi designer che è dedicato questo progetto.

Per Webelieveinstyle.maison SCI’M, Fery di Sara Capoferri, Studiopretzel, Sandro Gaeta e Francesca Liberatore, delle capsule in edizione limitata di pezzi esclusivi per la vendita on line, dato che nulla deve essere lasciato al caso, una volta che il gioiello o la felpa o il foulard vi arriverà a casa lo troverete avvolto in una confezione/opera d’arte unica di un’artista emergente.

Abbiamo chiesto a Stefano Guerrini di parlarci di Webelieveinstyle.maison e ai designer

e Sara Capoferri di presentarsi e raccontarci il loro mondo creativo.

Come Nasce Webelieveinstyle.maison E come hai selezionato i designer?

Webelieveinstyle.maison nasce come naturale evoluzione del lavoro svolto in questi anni, come fashion writer e stylist.Da sempre nel mio approccio alla moda c’è stata una grande attenzione alle nuove leve, ai nuovi fermenti, e grazie al mio lavoro sul web, con il mio sito lepilloledistefano e la mia webzine webelieveinstyle prima, ora con il sito che li ha riuniti, cioè stefanoguerrini.vision, ho potuto e posso dedicare spazio, sotto forma anche di lunghe interviste, ai designer che si affacciano a questo mondo.

Quelli che con il tempo son diventati il tanto atteso e sperato ricambio generazionale nel nostro made in Italy.

Quindi la voglia di supportare i giovani designer è da sempre nel nostro dna, uso ‘nostro’ perché non sono solo in questo lavoro, ma supportato da un team, che comprende Andrea Ferrato, con cui ho creato nel 2010 webelieveinstyle, oltre a molti contributing writers.Webelieveinstyle.maison nasce proprio come un progetto di promozione di alcuni di questi designer, scelti per affinità elettive, perché sono nomi che seguiamo da anni, perché abbiamo avuto modo di conoscerli più approfonditamente o perché il loro lavoro ci ha incuriosito in particolar modo.

Il lavoro di promozione poi si è accompagnato alla voglia di fare qualcosa di più insieme.Da qui l’idea di pezzi unici, in cui anche io avrei in qualche modo dato il mio contributo.Tutto è avvenuto in maniera naturale, con il desiderio di essere sempre dalla parte di creatività nuove, speciali, indipendenti. E tutto nel progetto maison parla di questo, tant’è vero che anche il package con cui arrivano a casa gli oggetti in limited edition acquistati è un’opera d’arte unica di un’artista emergente!

Cos’è per te la moda?

SCI’M: La moda per noi è un linguaggio meraviglioso, capace di raccogliere tanti input da altri linguaggi e dialogare a diversi livelli, più immediati e più prfondi. é la nostra valvola di sfogo, il nostro rifugio, la nostra isola deserta dove poter esprimere la passione e creatività

Sara Capoferri: Quando parlo di moda intendo spesso un sistema fatto di molti elementi che si intrecciano tra loro. La moda nel senso generale e legato al fashion, è immagine, estetica, ricerca del bello, ricerca di un’identità, un insieme di “segnali” o meglio stilemi che parlano di una persona nell’immediato. La concepisco come l’esigenza di crearsi dei propri codici, basati su dettagli.

Quando e perché hai scelto di realizzare le tue creazioni?

SCI’M: Non è un segreto che le nostre prime creazioni siano nate da collaborazioni con brand esteri finchè nel 2012, stanchi di vivere all’ombra di altri marchi, ci siamo sentiti pronti per lanciare SCI’M social couture. Il passaggio chiaramente è stato graduale, partendo dall’accessorio ci siamo poi indirizzati sull’abbigliamento donna senza tuttavia rinunciare ancora oggi a collaborazioni esterne e operazioni di co-branding.

Sara Capoferri: La scelta di proporre un mono orecchino è venuta per mia voglia di creare qualcosa che stesse decisamente nelle mie corde e che stavo già sperimentando, un po’ rock, ma con note chic. L’elaborazione grafica è veramente una commistione di stili e “firme”. Il mio liberty, le onde floreali o barocco-vittoriane si sposavano alla grande con le stelle di Stefano. Una scelta anche di buon auspicio, di direzione. “Bisogna avere il caos dentro di sé per generare una stella danzante” (cit.).

Come hai conosciuto Stefano Guerrini e il progetto webeliveinstyle.maison?

SCI’M: Il nostro primo incontro con Stefano è avvenuto ad una cena organizzata a casa di un comune amico, Andrea Tisci. Spesso Andrea ci aveva parlato di Stefano e quale migliore occasione per incontrarsi se non attorno ad un tavolo? Da quella cena, i rapporti di reciproca stima ed amicizia si sono rafforzati e così, quando ci è stata anticipata l’idea del progetto webelieveinstyle.maison siamo stati felicissimi e onorati che Stefano ci abbia chiesto di farne parte.

Sara Capoferri:Ho conosciuto Stefano Guerrini prima indirettamente, seguendo il suo lavoro, leggendo i suoi pezzi, condividendo la sua visione e stimando man mano le sue scelte. Il suo modo di esporsi e “trasudare” passione per ciò che stava facendo. Ammetto che leggo e seguo pochissimi blogger o fashion people: ho sempre bisogno di contenuti, di qualcosa che abbia un senso.Trovarmi con Stefano è stato per questo inevitabile e naturalissimo. Dopo vari scambi, anche creativi, mi ha proposto di partire con webelieveinstyle. Credo di averci messo cinque minuti a dire di sì. Forse tre.

Il concept mi calzava a pennello, proprio la formula e il modo di farmi conoscere che stavo sviluppando in modo indie, proprio la mia idea di made in Italy. Gli altri brand selezionati poi mi hanno convinto ancora di più.

Sembriamo un po’ tutti figli di una stessa madre, chiamata ispirazione o passione. Molto legata al fare.

 

Secondogenito e gemelli: questo la dice lunga sul mio carattere. “Ottantologo”, Pop addicted,nel corso degli anni ho collaborato con diverse testate, tra cui L@bel, Progress e Aut. La moda è la mia passione più grande perché è cultura, è visione sociologica della vita e del mondo. La Rete è la mia seconda casa. Sono dieci anni che il mio avatar è Psikiatria80, nome del mio primo blog, ma anche di tutti i miei profili sui tanti social network.